Sport – You Sport al parco Sempione: correre per un mondo migliore

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Tra la fatica della corsa solidale all'Arena Civica e il trionfo storico di Yeman Crippa a Parigi, Luca celebra lo sport come motore di unione, beneficenza e riscatto.
La sfilata sotto l’arco di arrivo dell’associazione YouSport al termine della Unicredit Milan Relay Marathon 2026.
La sfilata sotto l’arco di arrivo dell’associazione YouSport al termine della Unicredit Milan Relay Marathon 2026.

Correre insieme a Milano per YouSport e la domenica storica della maratona

«Credevo nella corsa. Credevo che se le persone fossero uscite a correre qualche chilometro ogni giorno, il mondo sarebbe stato un posto migliore» È uno dei concetti che più mi aveva colpito mentre leggevo, qualche tempo fa, l’autobiografia del fondatore di uno dei marchi più famosi al mondo, Phil Knight e la «sua» Nike. È da qualche anno che anch’io ho scoperto il mondo della corsa grazie ai miei allenamenti settimanali in uno degli impianti più iconici della nostra città a livello di atletica leggera: l’Arena Civica dentro al Parco Sempione. Tutti pensano che correre sia un esercizio individuale. Quasi sempre, in effetti, è così.

Ma ci sono delle circostanze in cui si può correre da soli e, contemporaneamente, far parte di una squadra che deve contare su ogni elemento: la staffetta. Prima della Unicredit Milan Relay Marathon non avevo assaporato molto questo concetto. Invece, con la possibilità di essere incluso nella squadra per la staffetta insieme ai miei compagni e compagne di allenamento, ho potuto scoprire la bellezza di quanto correre all’interno di un gruppo sia importante per lo scopo finale. Ovviamente non parlo di una corsa in cui contava il tempo. Anzi, in questa manifestazione contava un’altra cosa: essere solidali con le persone che hanno meno fortuna di noi.

Infatti, grazie a questa staffetta-maratona, la mia squadra ed io abbiamo contribuito a raccogliere denaro da destinare in beneficenza per un’associazione di volontariato nel campo dello sport e dell’inclusione sociale: «YouSport». Nata nel luglio 2020, il suo obiettivo è quello di unire le persone che si sentono escluse con le persone comuni, grazie a un percorso in cui si condividono senza filtri e senza diversità i propri valori attraverso l’attività sportiva, promuovendo la crescita personale e creando un’idea di società accogliente.

Una visione molto coraggiosa nel mondo di oggi che fa della diversità non un punto di forza, ma un motivo per creare conflitti e fomentare l’odio tra le persone. Nei casi più gravi, si può addirittura incorrere in un’idea folle: quella di usare le armi per eliminare chi è diverso da te. Ma tornando alla staffetta con i miei amici e amiche in nome della beneficenza, ci siamo suddivisi in quattro frazioni: la prima da 14 chilometri (quella che ho corso io); la seconda da 8,5; la terza da 6,9 e l’ultimo tratto da 11 chilometri.

Non posso negare che correre per 14 chilometri sia stato faticoso e molto probante per il mio fisico, però è stata un’esperienza che non dimenticherò e che sicuramente ripeterò in futuro. Un’ultima nota sul mondo della maratona: contemporaneamente alla nostra staffetta, si è corsa la vera e propria Maratona di Milano di 42,195 chilometri, come in altre città europee, ad esempio, Parigi e Londra.

In particolare, nella capitale francese, è arrivata una vittoria storica per i colori italiani. Fino all’edizione del 2025 della maratona di Parigi, nessun atleta italiano era mai riuscito a raggiungere il traguardo in prima posizione. Questo tabù è stato cancellato da Yeman Crippa, stabilendo il proprio record personale di 2h05:18. Insomma, una domenica che il mondo dell’atletica italiana non si scorderà facilmente, insieme alla mia prima esperienza nel compiere un terzo del percorso insieme ai miei amici e amiche di allenamento!

– Luca Malaspina

Nata nel luglio 2020, il suo obiettivo è quello di unire le persone che si sentono escluse con le persone comuni, grazie a un percorso in cui si condividono senza filtri e senza diversità i propri valori attraverso l’attività sportiva, promuovendo la crescita personale e creando un’idea di società accogliente.”

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