Ferite invisibili: come guarire le cicatrici dell’anima e accettare la fine di un capitolo
Secondo la definizione, le cicatrici sono una forma di guarigione su ferite o lesioni a conclusione del processo di cicatrizzazione. Esistono in particolare due forme: una forma fisica visibile a occhio nudo e una all’interno, invisibile, ma sofferente allo stesso modo, per alcuni anche peggio. La ferita fisica è qualcosa che fa male all’inizio ma che con il passare del tempo può migliorare, forse lascia anche una cicatrice, ma alla fine della giornata il dolore che provavi è svanito e quasi ti dimentichi dell’incidente.
La ferita interna é tutta un’altra cosa. È un dolore che va e viene, ne puoi parlare con qualcuno, questo è sicuro, però sei anche sicuro che nessuno in fondo ti può capire. Neanche dopo la frase «sì tranquilla/o ho capito» possono capirti perfettamente, perché non hanno passato quello che hai passato tu. A differenza di una ferita fisica che si può chiudere, una ferita interna rimane sempre semichiusa: puoi dire che é passata, ma se poi ci pensi veramente, allora ti accorgi di quanto in verità fa male.
Il dolore è una cosa soggettiva per tutti, quindi dipende anche da te, da come affronti la situazione: puoi soffrire per la tua cicatrice per tutta la vita e rimanere nel passato, o andare avanti pensando al futuro che ti attende. Ogni giorno è diverso, non sai mai quando potresti essere ferita/o, però non è questo il tuo problema, non il dolore, ma il processo di come affronti la cosa. Niente è per sempre e prima o poi, che sia un dolore fisico o interno, passerà.
A volte mi ritrovo ancora a pensare alla persona che avevo accanto, anche se non come prima, però so che i ricordi che sono rimasti dentro di me non se ne sono mai andati davvero. Questo mi ha fatto capire che alcune persone non scompaiono completamente: continuano a vivere nei ricordi e in quello che ci hanno lasciato, e andare avanti non significa dimenticare, ma imparare a convivere con ciò che è stato. Tutti i ricordi, le risate, le promesse sono svanite questo lo so, però in quel momento ero in una bolla al sicuro da tutto quello che mi poteva ferire.
Tutti una volta nella vita diciamo che vogliamo tornare indietro e rimediare, ma se invece fosse quella la fine? Quella persona era solo un capitolo che prima o poi doveva chiudersi. Una pillola difficile da digerire, ma necessaria per andare avanti. Le cicatrici dell’anima, a differenza di quelle sulla pelle, non smettono mai di parlarci. Se il corpo rigenera i tessuti in modo automatico, la mente richiede un lavoro attivo e costante. Spesso cerchiamo conforto nelle parole altrui, ma la verità è che il dolore è un’esperienza solitaria: nessuno può abitare il nostro vissuto con la stessa intensità.
Andare avanti non significa cancellare ciò che è stato, ma cambiare il peso che diamo ai ricordi. Quella «bolla» di sicurezza che abbiamo vissuto non era un errore, ma una tappa necessaria. Accettare che certe persone siano state solo un capitolo del nostro libro ci permette di non restare bloccati su una pagina già scritta. La guarigione arriva quando guardiamo quella cicatrice invisibile e, invece di sentire solo il dolore, riconosciamo la lezione che ci ha resi più forti.
– Annjelyne Andal
“Accettare che certe persone siano state solo un capitolo del nostro libro ci permette di non restare bloccati su una pagina già scritta. La guarigione arriva quando guardiamo quella cicatrice invisibile e, invece di sentire solo il dolore, riconosciamo la lezione che ci ha resi più forti.”