La Mammoletta – La scuola, la rabbia: diventi violento e ti trasformi

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Tra l'aumento della criminalità minorile e l'uso di sostanze, l'articolo di Giordano lancia un forte messaggio sul controllo di sé e sull'importanza di fare prevenzione nelle scuole.
"Nel mio caso la violenza era diventata un altro me, non provavo più tante emozioni, mi sentivo solo, provavo molta tristezza e rabbia, ciò spesso si trasformava in violenza e, come ho detto prima, non sempre si riesce a controllare."

La trappola della rabbia giovanile e il potere della prevenzione

Che cos’è la violenza? Spesso per violenza si intende violenza verbale o fisica, ma la vera e propria violenza è un’emozione particolare, non so neanche se si può descrivere come emozione, spesso è un impulso scaturito da azioni o da comportamenti subiti, visti o anche provocati da noi stessi; questa sensazione può anche essere provocata da cose passate vissute. La violenza non si può giustificare, ma si può imparare a controllarla.

Purtroppo si sta sempre più espandendo nelle scuole, nelle città, nei posti di lavoro, per strada, insomma, un po’ ovunque. È come un virus che colpisce soprattutto i più giovani, più si manifesta e più si espande, a volte è anche difficile da debellare soprattutto da noi stessi, serve un lungo lavoro per eliminare questo virus che ti mangia dentro e ti inibisce sempre più l’autocontrollo. La violenza ultimamente è visibile ovunque e soprattutto in tv, con le recenti guerre e con i fatti che avvengono nelle scuole, ne siamo continuamente bombardati e ciò non fa bene a nessuno.

Questo problema si sta espandendo molto nelle scuole: i ragazzi commettono bullismo non solo tra di loro, ma purtroppo anche verso i professori, provando a imporsi contro tutti e tutto, perché la violenza ti porta a uno stato mentale talmente estremo da non capire niente e spesso si arriva al punto di fregarsene di sé stessi e di ciò che può accadere agli altri. Tempo fa leggendo il giornale, mi sono trovato davanti a delle informazioni molto preoccupanti che un po’ mi aspettaspettavo, ma non immaginavo un aumento così notevole in così poco tempo di minori e non che commettono reati gravi; le carceri minorili si stanno riempiendo e molti ragazzi di giovanissima età hanno sempre più bisogno di comunità che li possano accogliere: io sono stato uno di loro, a suo tempo.

Nel mio caso la violenza era diventata un altro me, non provavo più tante emozioni, mi sentivo solo, provavo molta tristezza e rabbia, ciò spesso si trasformava in violenza e, come ho detto prima, non sempre si riesce a controllare; sarebbe stato meglio prevenirla, dato che mi ha portato a fare cose molto gravi che ad oggi mi fanno stare abbastanza male, ma non c’è tempo per piangersi addosso o per avere rimpianti, il passato è passato e io sono riuscito, dopo un bel po’ di lavoro su me stesso, a trovare un metodo che mi permette di controllarmi: posso dire che ne è valsa la pena, dato che mi sento un’altra persona rispetto a quella che ero prima.

Nel mio caso la violenza è scaturita da un grande accumulo di esperienze passate abbastanza brutte e toccanti, dall’uso di sostanze che non hanno facilitato le cose come pensavo che potessero fare inizialmente, e da una frequentazione di compagnie in cui la violenza era all’ordine del giorno, dallo scherzo alla vera e propria violenza fisica e verbale. Purtroppo, ciò che ho appena descritto e che ho vissuto sulla mia pelle lo stanno vivendo molti altri ragazzi ovunque, nelle loro case, nelle compagnie sbagliate e nelle scuole, ciò mi sconforta perché non ci sono molti modi per contrastare questi fatti, se non tramite le autorità.

Però so che ce ne sono molti altri per prevenirli come comunità e posti di recupero per ragazzi con disagi, ad esempio, io e la comunità dove vivo spesso andiamo a parlare nelle scuole, o le invitiamo da noi a fare momenti di gruppo di testimonianza nei quali si prova a capire i disagi dei ragazzi tentando di aiutarli e dando loro dei consigli in base a ciò che abbiamo vissuto noi. In conclusione, siamo circondati continuamente dalla violenza, ma dobbiamo stare attenti a non farci contagiare, perché prevenire è di gran lunga meglio che curare.

– Giordano Baldi

“Io e la comunità dove vivo spesso andiamo a parlare nelle scuole, o le invitiamo da noi a fare momenti di gruppo di testimonianza nei quali si prova a capire i disagi dei ragazzi tentando di aiutarli e dando loro dei consigli in base a ciò che abbiamo vissuto noi.”

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