Oltre lo schermo: Lorenzo e la riscoperta della meraviglia alla Mammoletta
Io non ricordavo più che cosa fosse la meraviglia, dato che ho passato molto tempo senza avere la capacità di sorprendermi per nessuna cosa. Gli anni trascorsi prevalentemente in solitudine sono andati di pari passo con uno stato depressivo che cresceva, così come quei pensieri che mi abbattevano, paralizzandomi nella paura.
Ho cominciato a isolarmi, creandomi un mondo virtuale dove potevo stare bene, e provare anche un senso di meraviglia in quell’illusione così attraente e stimolante, ma ne sono diventato dipendente e ho cominciato a stare sempre peggio. In quel grande caos che non riuscivo a controllare ho perseverato cercando di resistere a ciò che sentivo di non poter combattere, ma tutti quei mostri mi tenevano stretto. Nel dolore che mi ero costretto a vivere da solo, ho cominciato a sentirmi perso, incapace di appassionarmi e di mantenere la costanza in quelle attività che avrebbero potuto darmi qualcosa, come uno stimolo positivo per andare avanti con più forza. Non mi interessava più niente per davvero, e non riuscivo a vedere niente davanti a me, così non ero nemmeno in grado di stupirmi.
Dopo anni trascorsi a scappare dai problemi che pensavo di non poter combattere, ho capito che non ne potevo più di passare le giornate in quello stato, non potevo più isolarmi, ero arrivato al limite, pensavo di non avere speranza. Dovevo fare qualcosa, dovevo cambiare le cose, così sono arrivato alla Mammoletta. Non avrei mai pensato di scoprire questo posto per quello che è, e appena sono arrivato non ci credevo, ma era meraviglioso.
Sono rimasto colpito nel profondo quando ho visto l’ambiente che mi circondava, e quando ho visto questi ragazzi così dolci, generosi e accoglienti, ho provato qualcosa di potente dentro di me. Un’emozione che non riesco tuttora a descrivere, ma so che è stata unica ed è stata anche meraviglia, cioè quello che non pensavo di poter provare. Ho visto un posto stupendo, ma soprattutto persone meravigliose e ho avuto la fortuna di poter restare.
Riaccendere il cuore e vivere la vita vera
Da allora posso cambiare, costruire un futuro, sto riuscendo a riaccendere il cuore che avevo spento, sto scoprendo delle passioni reali e sto vivendo la vita vera, con persone vere.
Mi sono meravigliato e continuo a meravigliarmi di ciò che significa stare insieme a persone che mi amano e che io amo, mi sto meravigliando di me stesso e di ciò che la vita può offrire. Credo che, per quanto si possa pensare che meravigliarsi davvero sia difficile, a volte basti guardare la vita con occhi diversi. Non servono situazioni o eventi eclatanti per farlo, ma forse basta spostare lo sguardo verso ciò che la quotidianità ci può offrire, riflettendo veramente sul significato di quelle piccole cose che diamo per scontate.
Molti di noi sono fortunati, anche se credono di non esserlo, e pensare anche solo a quanto è bello l’abbraccio affettuoso di un amico, per me è fonte di meraviglia, perché si sente l’amore, che è una delle cose più preziose che ci siano. La vita può essere spaventosa, ci può sembrare di cadere e di non poterci rialzare, o che le cose non possano cambiare, ma la meraviglia è dietro l’angolo. Dobbiamo solo imparare a guardare la vita con occhi profondi, sfruttando la sensibilità che a volte nascondiamo, ma che ci può ricordare quanto in realtà la vita sia piena di meraviglie.
– Lorenzo Sabatino
«Sto riuscendo a riaccendere il cuore che avevo spento, sto scoprendo delle passioni reali e sto vivendo la vita vera, con persone vere. Mi sono meravigliato e continuo a meravigliarmi di ciò che significa stare insieme a persone che mi amano e che io amo».