Custodire lo stupore: Annjelyne e la sfida di meravigliarsi
La meraviglia è una sensazione così unica e pura che si sente nel vero senso della parola. È come una magia che nel tempo comincia a svanire: più cresciamo e più è difficile da provare. Da bambini era così semplice meravigliarsi del mondo, perché non sapevamo nulla e tutto ci sembrava nuovo, quindi stupore, curiosità e meraviglia sorgevano così, naturalmente. Di qualsiasi cosa che non capivamo eravamo pronti a chiedere spiegazioni indicandola con il dito e con occhi stupiti, però poi, ottenuta la nostra risposta, un grande sorriso ci illuminava la faccia. A pensarci, forse eravamo dei piccoli esploratori pronti a scovare qualsiasi novità ci presentasse il mondo.
Crescendo, abbiamo cominciato a vedere tutto con occhi diversi, soprattutto da quando siamo stati esposti a queste tecnologie. Rimanere incollati a uno schermo, cambia tutto. Oggi non esiste l’impossibile con internet, quindi tutto quello che vuoi vedere ce l’hai subito sul palmo della mano. È complicato ormai provare questa sensazione di meraviglia, ma non impossibile. Ogni individuo è diverso, perciò ognuno ha i propri gusti: quello che potrebbe stupire me potrebbe non stupire gli altri. Questo senso di sorpresa potrebbe anche venire dalle esperienze personali: quello che hai vissuto tu, io potrei non provarlo mai.
La bellezza nascosta nei piccoli gesti d’amore
Il mio stupore proviene dalla bellezza interna ma anche esterna, come quando vedo un cucciolo su internet o dal vivo, o una macchina dal motore con un discreto numero di cavalli, o più semplicemente dall’amore. Ad esempio, se vedo un ragazzo tenere dei fiori, penso a quanto sarà felice la ragazza che li riceverà.
I piccoli gesti d’amore mi hanno sempre particolarmente affascinata, come quando qualcuno ti chiede «come stai?», per farti capire che lei/lui ci tiene a te; anche un semplice abbraccio è potente allo stesso modo, perché è un gesto intimo e puro.
Rimanendo in questo ambito vorrei parlare di qualcosa che non è scontato per questa generazione e che mi affascina di più: la sincerità. Sono poche le persone di cui ti puoi fidare e non sai mai se qualcuno potrebbe pugnalarti alle spalle, quindi a volte devi prenderti un rischio e crederci.
Per ultimo, ma non meno importante, vorrei parlare della bellezza del mondo, dei posti che non ho ancora visitato. Da quanto mi ricordo, ho sempre amato viaggiare e se ho l’opportunità di andare da qualche parte non me la faccio sfuggire. I viaggi faranno sempre parte di me, ma la meta che mi affascina di più, da quando avevo sette anni, è New York: quando ho scoperto l’esistenza di questa grande metropoli me ne sono innamorata e non vedo l’ora di poterla visitare.
Lo stupore è una sensazione che compone la nostra personalità, perciò, per qualsiasi ragione, non lasciare mai che nessuno sminuisca il tuo senso di meraviglia, perché la cosa più grande che puoi fare è rimanere fedele a te stesso.
– Annjelyne Andal
«Lo stupore è una sensazione che compone la nostra personalità, perciò, per qualsiasi ragione, non lasciare mai che nessuno sminuisca il tuo senso di meraviglia, perché la cosa più grande che puoi fare è rimanere fedele a te stesso».