Tina Anselmi: la bussola morale che ha cambiato il volto dell’Italia
Il primo novembre di dieci anni fa moriva Tina Anselmi e a luglio saranno cinquant’anni da quando cominciò a rivestire l’incarico di prima donna ministra della storia della Repubblica Italiana. Tra le figure più importanti della storia politica italiana del Novecento, partigiana e antifascista, eletta in Parlamento nel 1958 nelle file della Democrazia Cristiana, ha lasciato un segno indelebile nella politica attiva, nella democrazia e nella lotta per l’emancipazione femminile.
Nominata prima Ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale e poi Ministra della Sanità, ha dato un contributo fondamentale al Servizio Sanitario Nazionale, garantendo per la prima volta in Italia l’assistenza universale e gratuita per tutti i cittadini. Negli anni 80 ha inoltre presieduto la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2.
Per renderle omaggio ne abbiamo voluto distillare il pensiero attraverso le sue frasi più celebri e significative, che ancora oggi suonano come una guida preziosa per il presente.

è stata una partigiana e politica italiana. Una delle figure più importanti e coraggiose della storia italiana del Novecento. Ha speso l’intera vita per la difesa della democrazia, dei diritti delle donne e della salute pubblica, diventando la prima donna a ricoprire la carica di Ministra nella Repubblica Italiana.
Sulla democrazia e l’impegno civile
«La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di un popolo.»
«Per cambiare il mondo bisognava esserci. Questo è stato il motivo che mi ha fatto abbracciare l’impegno politico: la convinzione che la partecipazione è una parte costitutiva della democrazia, senza partecipazione non c’è democrazia e il Paese potrebbe andare di nuovo allo sbando».
«Dovremmo riflettere che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. È giustizia, rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. È pace».
«La democrazia ha bisogno di normalità».
Sulla forza e il ruolo delle donne
«Le donne sostengono metà del cielo».
«Sono convinta che la crisi di credibilità della classe politica potrebbe essere superata con una maggiore presenza delle donne, che hanno più moralità e concretezza».
«È importante il ruolo dei mass media, dei sindacati, delle associazioni femminili. Bisogna che le donne lottino per le altre donne. Gli uomini, gratuitamente, non ci danno nulla».
«Una donna che riesce, riesce per tutte le altre».
«La presenza femminile in politica, nei posti cosiddetti “di potere”, non serve soltanto alle donne, ma serve a migliorare la qualità della società. Per tutti».
«È necessario che le donne comincino a rendersi conto che la partecipazione politica non è un diritto di parità: è prima di tutto un dovere».
Sulla verità e la responsabilità storica
«Mi sono fatta una convinzione amara: fin quando la verità può ancora influenzare la vita del Paese, questa verità molto difficilmente emergerà».
«Solo frugando nei segreti della P2 ho scoperto come il potere, quello che ci viene delegato dal popolo, possa essere ridotto a un’apparenza. La P2 si è impadronita delle istituzioni, ha fatto un colpo di Stato strisciante. Per più di dieci anni i servizi segreti sono stati gestiti da un potere occulto».
«Basta una persona sola che ci governa ricattata, o ricattabile, perché la democrazia sia a rischio».
«Nella normalità trovammo la forza per opporci all’orrore, il coraggio, a volte mi viene da dire, la nostra beata incoscienza. E così alla morte che ci minacciava rispondemmo con il desiderio di vita».
– Tina Anselmi
«Per cambiare il mondo bisognava esserci. Questo è stato il motivo che mi ha fatto abbracciare l’impegno politico: la convinzione che la partecipazione è una parte costitutiva della democrazia, senza partecipazione non c’è democrazia».