Oltre il limite visivo: Davide e la forza di andare sempre plus ultra
Mi presento, sono Davide Donati, ho quasi diciannove anni e sono toscano, per l’esattezza, lucchese. Sono nato il 6 Luglio del 2007 e fin dai miei primi momenti di vita tutti si sono accorti che il mio occhio sinistro era più piccolo del destro e che in entrambi la pupilla era allungata. Dopo varie visite hanno scoperto il mio problema di vista, e quindi io sono ipovedente: che significa? Semplicemente che vedo solo dal mio occhio destro e anche lui non funziona benissimo, il residuo visivo è scarso e metto a fuoco solo dritto davanti a me, come un rinoceronte, con la differenza che, se io finisco contro un muro mi faccio male.
A quanto pare sono così a causa di una malattia genetica chiamata microftalmia (occhio più piccolo) e «cologoma» o «coloboma», non mi ricordo mai come si chiama… tanto non importa granché, quello che conta davvero è ciò che sono nel bene e nel male. Fin da piccolo ho sempre fatto un sacco di cose: nuoto, sci, pattinaggio sul ghiaccio, pianoforte, chitarra, attività sportiva in generale, e da più grande, il judo.
Potrei definirmi un ragazzo dai mille talenti, tuttavia solo la recitazione, tra tutto ciò che ho provato, mi ha davvero conquistato! Quando recito mi diverto sempre, non importa il ruolo, è un’esperienza meravigliosa e ogni spettacolo che ho fatto è stato unico. Mi piacerebbe tanto fare qualcosa nel mondo teatrale ed è proprio per questo che ho scelto il DAMS come facoltà universitaria, da settembre in poi, visto che a giugno sosterrò l’esame di maturità classica. Mi piacciono gli Anime e mi affascina molto il mondo giapponese.
Un’altra cosa che adoro è passare il tempo in compagnia dei miei amici, poiché quando ero piccolo mi sentivo molto solo, anche a causa della disabilità che mi portava a percepirmi diverso dagli altri e tendevo a chiudermi in me stesso, escludendo i miei coetanei.
Le mie vere amicizie sono arrivate più tardi, sicuramente quando io mi sono sentito meglio con me stesso, più consapevole e cosciente sia dei miei limiti ma anche delle mie tante potenzialità, e questo mi ha permesso di aprirmi al mondo sentendomi adeguato e sereno.
L’importanza di un abbraccio e delle affinità…
Le mie amicizie sono per lo più concentrate tra ragazze e ragazzi che condividono il mio problema, o comunque hanno attraversato o attraversano un momento particolare a causa di problemi di salute. Con loro è molto più facile parlare, aprirsi ed entrare in confidenza poiché riusciamo a comprendere meglio tanti stati d’animo a causa delle esperienze vissute. Riusciamo a riconoscere l’importanza e il valore delle cose, come essere felici e grati per una bella giornata trascorsa in compagnia, o per un abbraccio, cose che molto spesso vengono trascurate, date per scontate e considerate superficiali.
E pensare che se tutti riuscissimo a capire l’importanza di un abbraccio, nel mondo riusciremmo a essere tutti molto più sensibili. Sono riuscito a trovare buoni amici anche tra ragazzi e ragazze con i quali non condivido problematiche, ma semplicemente passioni e idee, e anche perché loro sono andati oltre l’apparenza per capire la mia personalità e conoscermi a fondo e per questo gliene sarò per sempre grato; per loro nutro stima e rispetto, oltre al sentimento dell’amicizia.
… e il coraggio di andare oltre
Adesso sapete un po’ di più su di me, e se vi dicessi ancora qualcosina? Ad esempio, adoro passare il tempo in famiglia, ho imparato un sacco di cose grazie ai miei parenti: grazie a mia zia ho imparato ad apprezzare la buona musica di Fabrizio De Andrè; mio zio mi ha introdotto al mondo dei videogiochi; mio padre ai film e mi ha impartito molte lezioni importanti e mia madre mi ha insegnato ad amare e rispettare tutti quanti! I miei nonni, poi, mi hanno sempre coccolato, protetto e difeso anche quando ero indifendibile… Il bene dei nonni è un dono prezioso.
Una menzione speciale va a mia cugina, più grande di me, perché non avendo nessuno dei due dei fratelli biologici, ci siamo sempre comportati come se lo fossimo l’uno nei confronti dell’altra. Lei è il mio punto fermo. Tutti mi hanno dato qualcosa di importante, credo però, che tra tutte le cose, la migliore sia l’affetto ricevuto da ognuno di loro.
Ecco, amici, in sostanza questo sono io. Spero che questa mia presentazione vi sia piaciuta, mi auguro che possa avervi trasmesso le mie emozioni, le mie caratteristiche e abbia fatto nascere in voi la voglia di conoscermi meglio. Buona vita a tutti e mi raccomando, seguite sempre i vostri obiettivi, i vostri sogni e spingete oltre il limite, o come si dice in latino, plus ultra.
– Davide Donati
«Le mie vere amicizie sono arrivate più tardi, sicuramente quando io mi sono sentito meglio con me stesso, più consapevole e cosciente sia dei miei limiti ma anche delle mie tante potenzialità, e questo mi ha permesso di aprirmi al mondo sentendomi adeguato e sereno».