“Le mani di Gloria”, un manuale pratico per far sbocciare bambini e bambine

Autori:
Emanuela Niada dialoga con Gloria Torri, autrice di "Le Mani di Gloria", per approfondire il mondo dei bambini plusdotati e neurodivergenti, offrendo strumenti e riflessioni per le famiglie.
Una foto di Gloria Torri, autrice di un manuale pratico per approfondire il mondo dei bambini plusdotati e neurodivergenti.

Il libro di Gloria Torri sulle neurodivergenze: genitori, leggetelo!

Ho conosciuto Gloria Torri tramite una comune amica. Mi ha raccontato la sua esperienza con una figlia davvero speciale, con tanti talenti e qualche fragilità, proprio come i nostri ragazzi del Bullone.

Gloria, mi parlava di neurodivergenze e ragazzi plusdotati. Può spiegarmi meglio?

«Sì, certo. Ho scritto un libro in proposito, Le Mani di Gloria di Om Edizioni, proprio per descrivere le loro caratteristiche peculiari e far conoscere questa realtà poco nota. Si stima che il 30% di alunni in una classe sia neurodivergente. Si tratta di bambini ipersensibili, dalla mente molto veloce, che fatica a concentrarsi a fondo. Soffrono perché non vengono capiti, perciò sono discriminati».

Qual è lo scopo del suo libro?

«Nasce da un profondo lavoro interiore di studio, analisi e confronto, durato dodici anni e in continua evoluzione. Trae origine dall’esperienza della mia famiglia, con una figlia gifted, e dai miei incontri a scuola, come insegnante, con sempre più alunni neurodivergenti. L’intento del libro è di aiutare le famiglie con figli apparentemente problematici – in realtà originali, liberi e fuori dagli schemi – suggerendo strumenti per comprenderli, accompagnarli e stimolarli nei modi più appropriati. Spero altrettanto di guidare i ragazzi stessi a riconoscere e dare spazio ai propri talenti, che spesso, quando non vengono accolti, provocano grandi sofferenze. Si tratta di cambiare prospettiva e aprirsi insieme alle novità. Il nuovo mondo si costruisce facendo cose mai fatte prima, e noi dobbiamo imparare, insieme a loro, a creare. Si tratta di un manuale pratico per riconoscere, affiancare e far sbocciare i bambini e le bambine del terzo millennio. Spero di fornire così un sostegno concreto per genitori, insegnanti e ragazzi».

Come si riconoscono queste particolarità? Ci sono campanelli d’allarme?

«Ci sono segnali già da piccoli, ma diventano conclamati nei primi anni di scuola. Spesso sono oppositivi, fanno fatica a stare fermi, oppure non vogliono andare a scuola, si annoiano, si sentono a disagio. A volte diventano vittime di bullismo da parte dei compagni, perché sono percepiti come diversi e lo sono. E spesso gli insegnanti non sono in grado di aiutarli, perché non sono preparati adeguatamente per affrontare le loro problematiche e, al contempo, hanno tutta la classe da gestire».

Quali sono le sue proposte per supportarli?

«Negli Stati Uniti ci sono scuole per gifted, molto costose, dove i mentor sono competenti e formati. Secondo me, dovremmo importare quel modello, con percorsi didattici personalizzati. Mia figlia, ad esempio, è rinata quando ha frequentato, dopo le medie, la scuola inglese, dove è possibile scegliere le materie preferite e le altre sono meno numerose rispetto alla scuola italiana. Il segreto è dare loro tanta fiducia e libertà. Non devono sentirsi ingabbiati in schemi predefiniti. Nel libro, inoltre, presento un vademecum per aiutare i genitori a riconoscere questi figli speciali da alcuni comportamenti tipici. Spesso soffrono d’ansia, perché si sentono diversi e faticano ad affrontare un mondo per loro difficile da comprendere nei suoi vari aspetti. Noi ci siamo trovati molto bene con il CISV, un’associazione internazionale, che promuove pace e amicizia tra i giovani attraverso campi estivi e progetti locali. Nostra figlia ha fatto delle esperienze all’estero, con ragazzi di varie culture e provenienze, tra cui non si è sentita “diversa”, perché ognuno di loro lo era e nessuno aveva pregiudizi. È stata un’esperienza meravigliosa, si è sentita a proprio agio e ha tratto vantaggio da questa occasione».

Grazie Gloria per il suo impegno in questo campo ancora inesplorato. È importante dar voce a questi ragazzi, affinché possano esprimersi al meglio e integrarsi con i loro compagni, apportando ognuno le proprie peculiarità per arricchire le reciproche relazioni in modo fecondo, a vantaggio di tutti.

– Gloria Torri

«Il nuovo mondo si costruisce facendo cose mai fatte prima, e noi dobbiamo imparare, insieme a loro, a creare».

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