Incontri ravvicinati con l’alieno

Arianna analizza il significato di alieno ed estraneità, spaziando dal pensiero filosofico di Cioran sull'isolamento, fino a un tenero ricordo personale legato alla sua bisnonna.
Un particolare della celebre scena della bicicletta volante in "E.T. l'extra-terrestre", il film del 1982 diretto da Steven Spielberg.

Noi e gli alieni: L’estraneo e lo sconosciuto spaventano, ma svelano i sogni, la coscienza e la vita

Estraneità. Alienità o non normalità? Il concetto di «alieno» va oltre tutto questo, rappresenta ed esplora l’alterità, la diversità in senso neutro e riflette eticamente sull’accettazione di ciò che è estraneo al mondo. Alieno rappresenta ciò che è straniero, non conosciuto e metaforicamente possiamo associare il termine a tutto ciò che per l’uomo rappresentano le paure. È alieno ciò che non è umano, per la denotazione comune che il termine assume, ma ne abbiamo davvero la certezza? È questo che rappresenta davvero? Alieno è ciò che sta al di là del nostro abitudinario, ciò che si distingue dal nostro quotidiano, il che è diverso dall’accezione di base considerata. Estraneo è tutto ciò che è straordinario, ciò che si pone al di là del quotidiano, del conosciuto, tutto ciò che è straordinariamente non noto all’essere umano.

Ogni civiltà pone i propri confini attorno alla distinzione fra il conosciuto e lo sconosciuto: è qui che nasce l’alieno, dove una presenza nota viene interrotta da una mai vista che porta l’uomo ad interrogarsi e a riflettere, spaventandosi anche di ciò che è portato a esplorare. L’uomo è portato a scoprire e cercare di guardare il mondo con occhi diversi, spesso trasportato anche dalla paura. Ciò che non è noto, spaventa sempre e spesso è la sensazione che porta a sradicarsi da dove siamo fermi. È questo il pensiero di Emil Cioran, il quale credeva che l’alienazione fosse non una condizione clinica, ma la definiva come un’ineludibile solitudine metafisica. Si tratta di uno sradicamento dell’essere che oltrepassa i confini del limite, portandosi oltre le possibilità note prende coscienza della sua nascita, della sua esistenza e del proprio isolamento da tutto, percependosi come estraneo, nel mondo, proprio mentre vive circondato da altri milioni di individui. Il filosofo analizza qui l’estraneità dell’essere, concetto chiave che definisce il vivere come irrealtà. Cioran avverte uno stacco fra il suo modo di percepire e il mondo, si sente «altro» dal mondo.

Altro fondamentale ruolo rivestono il viaggio e la coscienza: il primo, in quanto l’autore da apolide, trasforma il proprio esilio in un’esperienza di viaggio interiore che lo porta a uno sradicamento, oltre che territoriale, anche interiore; mentre il concetto di coscienza è considerato in sé un’alienazione interiore. Più l’uomo vive alla ricerca di lucidità, più il distacco dalle illusioni collettive aumenta e si ritrova nella disperazione. L’autore individua come terapia, la scrittura: la definisce come autodifesa. È questo, insieme al concetto di lucidità e ironia a sostenere il mondo interiore. L’ironia e il cinismo aiutano a stare nel mondo, a viverlo con più leggerezza, riconoscendone gli strappi. Estraneo e alieno spaventano.

Eppure non per tutti è questo: ricordo la prima volta che parlai della mia omosessualità a qualcuno. Mi trovavo davanti a una donna di oltre 80 anni, la mia bisnonna. Non avevo paura, non ero spaventata dal suo modo di vedere le cose, perché sapevo che era estranea al mondo e la sua visione sarebbe stata aliena. La sua risposta fu un grande sorriso e ciò che più mi sarei aspettata da lei. Mi guardò, sorrise e disse: «L’importante è che ti tratti bene e che mangi». Forse è stata proprio questa piccola esperienza vissuta a dare vita in me a un’idea di alieno che tutt’ora cerco, che mi faccia bene, mi sostenga e mi nutra di speranza. L’estraneo entra nelle vite, bisogna saperlo accogliere e come ha fatto anche la mia nonna, abbracciarlo senza giudizio.

– Arianna Morelli

«Non avevo paura, non ero spaventata dal suo modo di vedere le cose, perché sapevo che era estranea al mondo e la sua visione sarebbe stata aliena. La sua risposta fu un grande sorriso e ciò che più mi sarei aspettata da lei. Mi guardò, sorrise e disse: «L’importante è che ti tratti bene e che mangi».

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