A scuola per mare: in barca per ritrovare noi stessi

Autori:
Il progetto "Scuola per mare" aiuta i ragazzi a ritrovare se stessi su una barca a vela in giro per gli arcipelaghi italiani.

di Lorenzo Rosina, B.Liver

I ragazzi che abbiamo conosciuto fanno parte di un progetto chiamato Scuola per mare, un percorso di 3 mesi in barca a vela in giro per gli arcipelaghi italiani.

Provengono da tutta Italia, la loro età è compresa tra 13 e 18 anni, hanno trascorsi simili, e sono indirizzati per la maggior parte dagli assistenti sociali per riparare a una condanna.

Questo progetto ha l’obiettivo di accompagnare i ragazzi in un’esperienza di messa alla prova nel vero senso della parola, e di trasmettere loro i valori necessari per la convivenza in mare: rispetto, fiducia, condivisione, convivenza; trovo interessante che in un luogo limitato come la barca le dinamiche di gruppo vengano messe in risalto.

Il gruppo è composto da otto ragazzi, (sei maschi, due femmine) tre operatori di cui uno è il comandante: un gruppo dalle mille similitudini come vissuto, ma eterogeneo dal punto di vista personale, sono ragazzi in gamba di una certa sensibilità.

È cominciato tutto con una partita di calcetto organizzata da Stanislao, preceduta da un momento di condivisione e presentazioni.

Abbiamo visto dei ragazzi con grande difficoltà di comunicazione sia con loro stessi che con gli altri. Il bisogno di ogni adolescente di affrontare le proprie insicurezze, di essere riconosciuti, di essere accettati e anche di risaltare all’interno di un gruppo, diventa per questi ragazzi la costruzione di un personaggio attraverso l’uso di un linguaggio verbale e del corpo, la cosiddetta maschera.

Questi schemi non possono appartenere a nessuno per natura, ma sono l’effetto di ciò che li circonda, hanno assorbito il peggio dal contesto in cui vivono.

Per noi della Mammoletta questi incontri sono importanti e riflessivi perché riusciamo a rispecchiarci in loro un vecchio io, riuscendo oggi a vedere con altri occhi una realtà che una volta ci apparteneva.

Il sabato seguente abbiamo invitato i ragazzi a mangiare la pizza da noi in comunità per ricreare un momento di gruppo e condivisone; mi ha colpito uno di loro che si è mostrato subito disponibile nel dare una mano, si vedeva chiaramente che era a suo agio qui, a differenza del suo gruppo. Parlando mi ha espresso chiaramente che non si trovava bene perché veniva continuamente messo in ridicolo dai suoi compagni per via della sua fisicità.

Inoltre alcuni di noi hanno approfittato della serata per parlare con qualcuno di loro, cercando di capire se la scelta di intraprendere un «percorso» fosse consapevole e determinante: per molti di loro non lo era, ma allo stesso tempo è stato bello vedere come si sono tolti le maschere e si sono mostrati per quel breve lasso di tempo davvero loro stessi con grande sensibilità e bontà.

Successivamente noi della Mammoletta abbiamo avuto modo di confrontarci riguardo a questo incontro: molti di noi erano del tutto d’accordo che questi ragazzi sotto la loro veste nascondono potenzialità, bellezza, e voglia di cambiamento, ma sappiamo che è pressoché impossibile farlo restando nel proprio posto, i ragazzi dovrebbero sapersi affidare a persone pronte a prendersi cura di loro e uscire dalla loro zona di comfort, mettendosi in discussione.

Sono curioso di vedere come saranno al termine di questo percorso, speriamo di rivederli, vederli magari con un nuovo progetto e una maggiore consapevolezza.

La Mammoletta è la «sede del mare» della Fondazione Exodus di Don Mazzi. Fondata nel 1990 da Marta del Bono e Stanislao Pecchioli sull'Isola d'Elba, offre percorsi educativi di accoglienza, reinserimento e prevenzione per adolescenti e giovani adulti con problemi di dipendenza e altri disagi sociali, familiari e psicologici.

La collaborazione tra la Mammoletta e Il Bullone nasce nel 2020 con l’obiettivo di far incontrare le comunità di riferimento per mettere al centro il dialogo, le riflessioni, le esperienze condivise di giovani che stanno attraversando, ciascuno a suo modo, periodi complicati e delicati, ma che non smettono di credere nella possibilità dell’oltre e dell’altro.

Ti è piaciuto ciò che hai letto?

Ricevi adesso l’ultimo numero del nostro mensile Il Bullone, uno spazio in cui i temi cardine della nostra società vengono trattati da un punto di vista “umano” e proposti come modello di ispirazione per un mondo migliore.

Ricevi ultimo Bullone
 
 
 
 

Diffondi questa storia

Iscriviti alla nostra newsletter

Newsletter (sidebar)
 
 
 
 

Potrebbe interessarti anche:

Torna in alto