di Nicola Capitani, B. Liver
Per Il Bullone numero 82 abbiamo deciso di trattare il tema della guarigione.
In questo articolo vorrei provare a trattare questo argomento analizzandolo in modo globale, e portando qualche esempio della mia storia personale.
Malattia e guarigione: siamo tutti malati
Per iniziare questo discorso prendo in prestito lo slogan del Bullone «Pensare, Fare, Far Pensare», e il motivo è che per scrivere questo articolo io ho pensato, e il mio pensiero è che tutti noi siamo malati di qualcosa, ma che possiamo guarire, anche se non sono per niente sicuro che le cure possano risolvere tutti i nostri problemi.
In questi mesi ho incontrato, conosciuto e compreso storie bellissime e diverse e tanti B.Liver come me, e alla fine quello che ho capito è che magari, nonostante abbiano ricevuto delle cure, non si sono sentiti per niente guariti, o non hanno eliminato tutti i loro problemi personali, come me, per esempio, che sono affetto dalla sindrome rara di Bardet Biedel per la quale una cura non esiste, e soprattutto non puoi sapere se i tuoi familiari o i tuoi eredi potranno ammalarsi a loro volta.
Se non si può guarire, forse si può alleggerire le difficoltà: miglioriamo il sistema ospedaliero
Però pensando e riflettendo, mi sono venute in mente diverse cose che si potrebbero fare, come: alleviare le vite delle persone, perché se è vero che non possiamo guarirle totalmente, si possono però alleggerire queste situazioni di difficoltà.
Un’altra cosa che si potrebbe fare è migliorare il sistema ospedaliero, assumendo medici sempre più esperti, perché, per il mio vissuto, posso affermare che ci sono diversi professionisti che dedicano la loro intera vita agli altri e a fare il loro meglio per guarirli: questi sono dei Supereroi e se noi li aiutiamo potrebbero guarire ancora più persone. Purtroppo ci sono anche dei medici che invece svolgono questa professione con sufficienza e disprezzo, disonorando il giuramento che hanno fatto all’inizio della loro carriera.

Anche qui posso fare un esempio personale: uno dei primi medici che ha visto il mio caso, quando ero piccolo, disse ai miei genitori che non avevo nulla; poco tempo dopo, invece, la dottoressa Petrolini ipotizzò che io potessi avere la Sindrome e suggerì di spostarmi al Centro di Cure di Bologna Santorosola nel reparto Malattie Rare, dove la dottoressa Scarano mi ha aiutato non a risolvere tutti i mei problemi, perché alcuni sono ancora senza una risoluzione, ma è riuscita a mettere a posto diverse cose insieme a tutto il reparto.
Qual è il limite della guarigione?
Ora, prima di concludere, vorrei farvi pensare e ognuno può trarne una propria riflessione: se tutti fossimo guariti e guariti nello stesso modo, al termine delle cure potremmo davvero vivere la vita che abbiamo sempre sognato?
Un’ultima riflessione: siete sicuri che in futuro potremmo essere tutti guariti senza nessuna malattia e che potremmo unirci davvero tutti in un’unica società?
Sogno un mondo senza malattia e guarigione
Io lo spero. Spero che arrivi un giorno un mondo dove non solo non ci sia la malattia, ma chi si ammala fosse guarito all’istante con tutti i mezzi possibili.
Sarebbe bello riflettere tutti assieme su questo argomento per aiutare chi ci cura, offrendogli dei suggerimenti per farci avere un sostegno psicologico e sanitario migliore che alleggerisca i nostri problemi.
– Luca Capitani
Però pensando e riflettendo, mi sono venute in mente diverse cose che si potrebbero fare, come: alleviare le vite delle persone, perché se è vero che non possiamo guarirle totalmente, si possono però alleggerire queste situazioni di difficoltà.