Diritto alla salute: pronto soccorso? Solo emergenze, no ai tagli delle risorse

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La B.Liver Debora ci parla del diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione. La sanità pubblica in Italia è anche un privilegio, ma il sovraffollamento nei pronto soccorso e la critica alla gestione emergenziale evidenziano le sfide e alcune necessità di ottimizzazione nel sistema.
"Il personale medico, infermieristico e di supporto presente nella sanità pubblica e a maggior ragione nella realtà in cui opero, necessita di rispetto da parte degli utenti e di valorizzazione da parte delle aziende ospedaliere, perché senza di noi la sanità non starebbe in piedi". Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della Costituzione: un privilegio che assicura le cure

Il diritto alla salute è un principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana e dalla legge 833 del 1978 da cui nasce il nostro Sistema Sanitario Nazionale. Da questo momento in poi, il concetto di sanità pubblica si fonda con le fondamenta costituzionali diventando, oltre che un diritto, un grosso privilegio perché rende accessibili le cure a tutti in modo universale.

Seppur idealmente, la sanità pubblica oltre che un diritto è anche un privilegio della nostra nazione; è anche vero che negli ultimi anni si sta andando sempre più incontro a una privatizzazione delle prestazioni dovuta soprattutto alle lunghissime liste di attesa degli ospedali pubblici, che rende spesso e volentieri necessario soddisfare i bisogni della popolazione in altri modi.

Privatizzazione: un fenomeno peggiorato dopo la pandemia da Covid-19

Questa situazione è andata peggiorando soprattutto dalla pandemia in poi, evento complesso e stressante per il Sistema Sanitario Nazionale che ha messo in ginocchio il personale delle strutture ospedaliere, perché quando ci si è resi conto che era insufficiente, invece di provvedere a nuove assunzioni, si è deciso di sottoporre a super lavoro quello già presente, soprattutto nei pronto soccorso.

E proprio una nota a parte merita il discorso emergenza/urgenza che, in quanto infermiera che lavora in quest’ambito, non posso certamente tirarmi indietro dall’affrontare. Oggi, chi lavora in pronto soccorso in Italia è costantemente sottoposto a un lavoro stressante con un personale numericamente insufficiente a soddisfare le richieste degli utenti che arrivano in numero sempre maggiore.

Debora Marchesi, B.Liver

Ma se è vero questo, è pur vero che spesso e volentieri mi domando se gli utenti non approfittino della gratuità e dell’immediatezza delle prestazioni di pronto soccorso per cercare di soddisfare richieste che sul territorio non trovano una risposta, intasando i dipartimenti di emergenza per situazioni differibili e sicuramente gestibili in altre sedi.

Il sovraffollamento nei pronto soccorso

Da anni il sovraffollamento in pronto soccorso è un tema scottante e quotidianamente mi scontro con utenti che tolgono ambulanze dal territorio (che potrebbero essere impiegate per casi molto più gravi) per situazioni non urgenti, credendo forse di avere una via preferenziale una volta arrivati in pronto soccorso, utenti che in modo irrispettoso diventano pretenziosi, violenti verbalmente e si lamentano delle lunghe attese non comprendendo che il personale in quel momento è attivo su delle urgenze vere.

Il personale medico, infermieristico e di supporto presente nella sanità pubblica e a maggior ragione nella realtà in cui opero, necessita di rispetto da parte degli utenti e di valorizzazione da parte delle aziende ospedaliere, perché senza di noi la sanità non starebbe in piedi. È solamente grazie al lavoro di equipe e all’operato di ciascuno di noi se le persone possono ricevere le cure migliori, appropriate e di qualità.

Ma la rete del Sistema Sanitario Nazionale è vastissima e la realtà in cui lavoro è solamente una piccola fetta della torta che comprende reti ambulatoriali territoriali, assistenza domiciliare, l’emergenza territoriale, i servizi di guardia medica, i medici di medicina generale e tanto altro.

Ognuno dovrebbe cercare di offrire un’adeguata risposta alle necessità dei pazienti in modo tale che si sentano presi in carico e non abbiano la necessità di affollare i pronto soccorso senza una reale situazione di urgenza da gestire.

La sanità pubblica è una conquista straordinaria per un Paese democratico e dall’alto sviluppo sociale, ma usiamola bene! Per noi italiani è scontato, ma ci sono Paesi nel mondo che tutt’oggi non sono in grado di garantire la nostra stessa equità e gratuità delle prestazioni.

Prendiamocene cura.

– Debora Marchesi

“Il diritto alla salute è un principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana e dalla legge 833 del 1978 da cui nasce il nostro Sistema Sanitario Nazionale. Da questo momento in poi, il concetto di sanità pubblica si fonda con le fondamenta costituzionali diventando, oltre che un diritto, un grosso privilegio perché rende accessibili le cure a tutti in modo universale.”

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