Forse oggi, prima di porre domande, si riflette attentamente e si studia

Autori:
Il B.Liver Marwan spiega che oggi, prima di fare domande, si riflette attentamente e si studia: viviamo in una società rapida e incerta, dove fare domande è complicato. Il "come stai?" resta fondamentale per aprire conversazioni sincere.
domande e conversazioni
"Fare domande è diventato complicato, la socializzazione vera è ormai un ricordo lontano e intimo. I posti migliori per socializzare sono in viaggio, lontani da casa, con pochi punti di riferimento. È lì che si riflette e ci si apre davvero a chi abbiamo di fronte." Immagine generata dal sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Oggi, forse, prima di fare domande si riflette e si studia: viviamo in una società dubitativa.

Forse oggi, prima di porre domande, si riflette attentamente e si studia. Poi, ci si lancia fuori dalla propria bolla per cercare approdo nella vita di chi si sta conoscendo o intervistando. Viviamo in una società altamente dubitativa: in passato c’erano poche certezze, ora non sono rimaste neanche quelle. Tutto procede talmente velocemente che fatichiamo a metterlo a fuoco. Fare domande è diventato complicato, la socializzazione vera è ormai un ricordo lontano e intimo. I posti migliori per socializzare sono in viaggio, lontani da casa, con pochi punti di riferimento. È lì che si riflette e ci si apre davvero a chi abbiamo di fronte.

“Come stai?”, la domanda più frequente e meno ascoltata

Esistono potenzialmente infinite domande, perché le realtà si sono aperte, contaminate, diffuse e amalgamate. Ma una domanda in particolare scalfisce la corazza che costruiamo intorno a noi: «Come stai?». Questa rimane la domanda più frequente e meno ascoltata, un rito che ci ostiniamo a ripetere senza coglierne le sfumature e le implicazioni. Nel «Come stai?» sono nascosti infiniti significati e le risposte che riceviamo sono spesso di comodo, date per sfuggire al giudizio altrui su una nostra presunta debolezza. Tuttavia, questa non è una debolezza. «Come stai?» è solo l’inizio, da cui possiamo spostarci in molte direzioni.

Senza quella domanda, tutte le altre sono superflue. Dopo averla fatta e ottenuto una risposta sincera, possiamo esplorare altri argomenti, passando da «serie tv o libri?» a «qual è il tuo cantante o gruppo preferito?», fino a «se dovessi partire per una lontana e sconosciuta isola deserta e potessi portare solo 3 oggetti, quali sarebbero?». Diventa fondamentale conoscere sé stessi e gli altri prima ancora di fare delle domande che crediamo simpatiche e alternative, ma che invece servono solo per riempire silenzi imbarazzanti. Se chi ci ascolta è disposto ad aprire anche il cuore, allora non ci saranno mai domande a cui non saremo in grado di dare risposta.

– Marwan Chaibi

“Forse oggi, prima di porre domande, si riflette attentamente e si studia. Poi, ci si lancia fuori dalla propria bolla per cercare approdo nella vita di chi si sta conoscendo o intervistando. Viviamo in una società altamente dubitativa.”

Ti è piaciuto ciò che hai letto?

Ricevi adesso l’ultimo numero del nostro mensile Il Bullone, uno spazio in cui i temi cardine della nostra società vengono trattati da un punto di vista “umano” e proposti come modello di ispirazione per un mondo migliore.

Ricevi ultimo Bullone
 
 
 
 

Diffondi questa storia

Iscriviti alla nostra newsletter

Newsletter (sidebar)
 
 
 
 

Potrebbe interessarti anche:

Torna in alto