Libertà, un principio costituzionale da preservare

Autori:
Il B.Liver Nicola riflette sulla libertà, un equilibrio fragile tra individuo e comunità. Tra politica, economia e tecnologia, il rischio è trasformarla in privilegio: servono, quindi, consapevolezza e dialogo.
uelle catene con le quali l’America ha espulso le persone che secondo le nuove decisioni non hanno più il diritto di vivere sul suolo statunitense, sono un richiamo per tutti noi.
"Quelle catene con le quali l’America ha espulso le persone che secondo le nuove decisioni non hanno più il diritto di vivere sul suolo statunitense, sono un richiamo per tutti noi. Si può essere liberi se altri non lo sono? È un po’ come la pace, possiamo sentirci davvero in pace se da qualche altra parte, in luoghi lontani dalle nostre case, c’è la guerra?". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Libertà: un diritto inviolabile o un’illusione moderna?

Sono tempi strani, si avverte un fastidio per la libertà che significa poter dire di no. Poter pensare e agire con spirito critico. Qualcuno dice che invece conta l’efficienza, che bisogna essere veloci. Invece la libertà ha anche bisogno di lentezza, di tempi che fanno maturare le idee, le fanno anche scontrare, ma alla fine si arriva alla strada da percorrere. Pensate alle cose che ogni tanto affiorano sulla democrazia, il perimetro più ampio nel quale si esercita la propria libertà e quella degli altri. Un equilibrio instabile ma necessario. L’articolo 13 della Costituzione recita: «La libertà personale è inviolabile». Dentro a quell’aggettivo c’è un mondo, una storia lunga quanto quella dell’uomo. Inviolabile vuol dire non solo che essere privati della libertà è una dimensione da regolare in modo molto preciso, per evitare abusi, ma anche che la dimensione personale è una dimensione nella quale le interferenze non possono eccedere. Pensiamo a tutta la normativa sulla privacy, sulla possibilità di avere uno spazio nel quale solo se autorizzati si può entrare. Eppure, la libertà non è solo un limite agli altri. È la possibilità di costruire il proprio futuro, prendere le proprie decisioni, senza danneggiare chi vive accanto a noi. Oppure, in tempi nei quali l’impatto delle nostre azioni può riverberarsi molto lontano da noi, l’attenzione a non causare sofferenze a distanza.

Si pensi all’inquinamento, oppure allo sfruttamento del lavoro dall’altra parte del mondo perché da questa si ritiene di avere la libertà di poter scegliere e comprare qualunque cosa. Che sia necessaria, oppure no. Ha molti piani la libertà e più si attraversano, più diventa inafferrabile. Quelle catene con le quali l’America ha espulso le persone che secondo le nuove decisioni non hanno più il diritto di vivere sul suolo statunitense, sono un richiamo per tutti noi. Si può essere liberi se altri non lo sono? È un po’ come la pace, possiamo sentirci davvero in pace se da qualche altra parte, in luoghi lontani dalle nostre case, c’è la guerra? Certo, la geopolitica e il diritto hanno le loro ragioni, ma l’umanità, essere umani vuol dire qualche cosa di più e di meglio. Sotto la Statua della Libertà che domina e protegge New York, con quella fiaccola accesa, si leggono parole che oggi sembrano sovversive: «Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa [la statua] con le silenti labbra – Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata».

Accoglienza, non espulsione. Per questo parlare di libertà è molto pericoloso, ciascuno la costruisce e la pensa spesso su misura per sé, non come dimensione comunitaria.  Poi ci sono «le» libertà, quella in cui si declina di religione, di informazione, di educazione, di pensiero, di impresa. La possibilità, garantita, per la verità, soltanto nei Paesi liberi di poter esercitare questo diritto solo e soltanto nei limiti chiari che la Legge definisce, non l’arbitrio. La libertà è qualcosa di più della tolleranza di Erasmo da Rotterdam, vuol dire che l’altro è legittimato di per sé, non perché glielo concedo perché sono tollerante. Sembra una piccola sfumatura, invece è una chiave per leggere i nostri tempi: le spinte politiche vanno nella direzione di separare, creare circuiti ristretti di qualcuno che ha più libertà e diritti degli altri, anche se abita o vive nello stesso Paese.

Forse è arrivato il momento di fare una ripetizione generale – come succede a scuola prima di un esame importante – di che cosa sia la libertà. Parola talmente universale da essere diventata scontata. Invece la tentazione di tornare indietro, di costruire catene invisibili, per esempio catturando in modo tecnologicamente sofisticato la nostra attenzione, il nostro tempo, finisce per farci diventare meno liberi senza neppure accorgercene. Gli anticorpi ci sono però, e funzionano: parlare insieme, scrivere, ascoltare, fare silenzio, non far imprigionare la propria attenzione da chi vuole, alla fine, solo trasformarla in un valore economico. E forse, come sostiene Franco Arminio, la poesia.

– Nicola Saldutti

“Certo, la geopolitica e il diritto hanno le loro ragioni, ma l’umanità, essere umani vuol dire qualche cosa di più e di meglio. Sotto la Statua della Libertà che domina e protegge New York, con quella fiaccola accesa, si leggono parole che oggi sembrano sovversive: «Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa – grida essa [la statua] con le silenti labbra – Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata». Accoglienza, non espulsione.”

Ti è piaciuto ciò che hai letto?

Ricevi adesso l’ultimo numero del nostro mensile Il Bullone, uno spazio in cui i temi cardine della nostra società vengono trattati da un punto di vista “umano” e proposti come modello di ispirazione per un mondo migliore.

Ricevi ultimo Bullone
 
 
 
 

Diffondi questa storia

Iscriviti alla nostra newsletter

Newsletter (sidebar)
 
 
 
 

Potrebbe interessarti anche:

Torna in alto