Libertà di pensiero nell’era digitale: oltre l’informazione istantanea
Il ritmo della società odierna, sempre più incalzante e frenetico, in cui il tempo per pensare liberamente ricopre via via meno spazio, rappresenta una problematica sempre più evidente. Oggi viviamo attraverso le informazioni istantanee, basta accendere il cellulare o guardare la tv per essere immediatamente bombardati da informazioni di qualunque genere, spesso corredate da molte analisi e opinioni. Questo induce noi giovani a credere che l’informazione sia tutto quello che basta per vivere, mentre è solo il punto di partenza per sviluppare nuove idee e pensieri. In questo contesto, per me libertà significa innanzitutto autonomia di pensiero, ma non solo pensiero critico, anche la capacità di pensare e «costruire» nuove soluzioni.
Oggi vi è un eccesso di pensiero critico, un’iperrazionalità che porta noi giovani a rinunciare alla nostra spontaneità e ad abbracciare schematismi di comportamento e pensiero, porti sicuri, dove non provare paura o sconforto per ciò che si è. Ad esempio, quando vi è un problema da risolvere, siamo portati ad applicare schemi e regole preesistenti e a non inventare nuove soluzioni. In questa chiave, l’Intelligenza Artificiale porta molti benefici per il progresso della società: essa elabora attraverso le reti neurali un’infinità di dati (pool) al secondo, consentendoci di sviluppare soluzioni per problemi sempre più complessi, con un gran numero di variabili. Tuttavia, l’AI è uno strumento che, se usato impropriamente, ad esempio usando Chatgpt (una tipologia di Intelligenza Artificiale pubblica) puramente come strumento istantaneo per risolvere problemi o quesiti, può impoverire le sfumature del nostro pensiero.
Anche la comunicazione, grazie a strumenti come i social network Whatsapp e Facebook risulta sempre più istantanea ed estesa, ma se da un lato questi mezzi consentono di comunicare rapidamente con ogni persona del pianeta, dall’altro spesso ne risultano conversazioni impoverite e monosillabiche che non rappresentano il pensiero dei propri interlocutori. Tutto questo, in una società di massa come la nostra, spinge noi giovani a cercare di uniformarci a pensieri preesistenti a priori e a non sviluppare una nostra visione del mondo, in più ciò può causare paura e sconforto in chi cerca di distaccarsi da tali visioni.
Tuttavia queste problematiche risultano sempre più evidenti per molti ragazzi che cercano nuove vie di espressione e libertà di pensiero, come per esempio le discussioni e i dialoghi per scambiare le proprie idee e punti di vista. Anche i film e le serie tv di piattaforme mediatiche come Netflix e Amazon Prime, offrono validi spunti e differenti visioni del mondo. Come cantava Giorgio Gaber: «la libertà non è star sopra un albero… libertà è partecipazione», partecipazione contrapposta all’alienazione, all’isolamento, alla perdita di spontaneità, ad esempio quando usiamo eccessivamente i social network per comunicare o farci un’opinione su questioni politiche attuali. Mentre il vero senso di libertà sta nel prendere parte a un evento, a una manifestazione, a una discussione o a un lavoro, nel farne esperienza e interagendo costruttivamente insieme ad altre persone.
Per questo penso che nel futuro i luoghi di aggregazione come il Bullone saranno sempre più importanti e rappresenteranno il vero motore della società.
– Giovanni Giraudi
“Come cantava Giorgio Gaber: «la libertà non è star sopra un albero… libertà è partecipazione», partecipazione contrapposta all’alienazione, all’isolamento, alla perdita di spontaneità, ad esempio quando usiamo eccessivamente i social network per comunicare o farci un’opinione su questioni politiche attuali. Mentre il vero senso di libertà sta nel prendere parte a un evento, a una manifestazione, a una discussione o a un lavoro, nel farne esperienza e interagendo costruttivamente insieme ad altre persone.”