Pensieri sconnessi: Foca non risponde più, così gli «Sborons» vincono

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Bill racconta con ironia e sarcasmo l'incontro tra Felice Angeloni e il mondo degli "Sborons", tra promesse vuote, ipocrisia aziendale e spettacoli grotteschi di solidarietà di facciata.
"Un boato si scatena tra i promotori. Molti si sciolgono in lacrime, qualcuno si fa il segno della croce, qualcun altro ha un piccolo orgasmo contenuto e tutti insieme urlano: «viva la Foca Monaca!»". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Bill e il club degli Sborons: quando l’ipocrisia è di lusso

è un uomo docile, umile e mansueto che nel corso della sua vita ha conosciuto momenti critici e, senza volerlo e senza alcun merito per le sue qualità, ha sviluppato la straordinaria caratteristica di aiutare gli altri.

Questo gli ha permesso di conoscere e «fare cose» con tante persone, alcune belle e positive, altre meno.

Di seguito, racconteremo alcune sue avventure a contatto con gli «Sborons», casta di discendenti di Camillo Sboroni, eroe patriarcale, duce di aziende e di popolazioni maschiliste, ma anche di donne con piglio e finalità XY. Storie che ondeggiano tra realtà e leggenda.

La convention di Zenit

Un giorno Felice Angeloni viene invitato a parlare alla convention di fine anno di Zenit, società finanziaria che raccoglie gli investimenti di migliaia di suoi concittadini.

Lui che è sempre felice di portare un punto di vista diverso, insieme ai ragazzi della Fondazione Bullone, accetta volentieri.

Fervono i preparativi… La grande sala è gremita, piena di consulenti tirati a lucido. Sanno che devono sopportare un’oretta di torture, prima di gettarsi a piene mani su tartine e prosecco. Infatti gli hanno anticipato che una Fondazione – «eccheccazzi, a Natale siam più buoni e dobbiamo romperci i maroni», è il jingle di banche e SIM a fine anno -, avrebbe steso un panno di bontà sulle piroette economiche del team aziendale e che la solfa sarebbe durata circa 60 terrificanti minuti. Molti si sono portati gli occhiali con gli occhi spalancati, alcuni la termocoperta di Linus, altri la pasticca anti-russamento.

Poi sale sul palco Gioia… e dà il via alla serata! Grande verve, sorrisi, simpatia, battute. Uno slancio da vera star…

Spiega la scaletta: saluti iniziali della CEO, un’ora di grande attenzione per la Fondazione Bullone e Felice Angeloni (si ode una forte contrazione intestinale nel pubblico), e poi la premiazione dei nostri migliori performer: chi ha trasferito più milioni di dobloni d’oro dalle tasche dei babbani a quelle di Zenit.

Fischi, giubilo, schiamazzi. Qualcuno lancia petardi, qualcuno compie dei gesti da tifo calcistico, qualcuno lancia un bigliettino nella scollatura alla presentatrice per un apres-soirée.

Gioia scende radiosa.

Sale la CEO: Foca Monaca (nome non inconsueto per una «uoma» di tale statura morale e professionale). È sontuosa: pantaloni larghi blu, camicetta di seta di un blu diverso e maglioncino vintage UPIM con bottoni d’oro di un blu ancora differente. Una mise di classe con un gusto un po’ retrò che stimola un blando conato. Il viso felino trasmette fiducia, bontà e fratellanza. Sul capo, pieno di speculativa intelligenza finanziaria, le dardeggia una capigliatura platino di fattura neoclassica. Lei, con fare fatale, prende il microfono in mano e sguaina Il SORRISO. Un ruggito di gioia sfugge dalle ugole dei promotori finanziari.

Visibilio e saliva si sprecano. Poi Foca batte il tacchetto sul pavimento ormai viscido e immediatamente la platea si ammutolisce.

Lei parte: «Grazie di essere tutti qui, care tigri del salvadanaio. Voi siete la parte migliore di questa società straziata da guerre e femminicidi, ma ce n’è una che vi emula: quella della Fondazione di Felice Angeloni. Come potremmo vivere senza queste persone che si fanno in 4, anzi in 8, anzi in mille per dare aiuto a quei poveri disgraziati di ragazzi handicappati che nessuno vuole vedere? Io, Foca Monaca, dichiaro che Zenit gli sarà sempre al fianco!». E si batte forte la mano sul maglioncino vintage.

Un boato si scatena tra i promotori. Molti si sciolgono in lacrime, qualcuno si fa il segno della croce, qualcun altro ha un piccolo orgasmo contenuto e tutti insieme urlano: «viva la Foca Monaca!».

Felice Angeloni, osserva l’arringa dalla sua poltroncina in sesta fila e pensa come sarebbe bello se Zenit aiutasse davvero la Fondazione, ma purtroppo dopo questo straordinario show e dichiarazioni d’intenti, Foca non risponde più alle mail, alle richieste e ai post su LinkedIn.

Benvenuti nel club degli Sborons.

Bill, uno che non è sui social, non ha la televisione, ma che si sente ancora in mezzo agli uomini e al mondo.

– Bill

Felice Angeloni, osserva l’arringa dalla sua poltroncina in sesta fila e pensa come sarebbe bello se Zenit aiutasse davvero la Fondazione, ma purtroppo dopo questo straordinario show e dichiarazioni d’intenti, Foca non risponde più alle mail, alle richieste e ai post su LinkedIn.

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