Chi siamo davvero? La cittadinanza: tra origini e appartenenza
Che cosa ci rende cittadini? Il luogo dove nasciamo, dove cresciamo, le nostre origini, la nostra cultura? Se avessi due persone davanti a te, quali sarebbero le differenze? Sarebbero visibili? Io non sono né nata, né cresciuta in Italia, sono cresciuta in un altro Paese, con un’altra cultura, un altro sistema scolastico, ma con quattro nonni italiani. È come se fossi cresciuta in due mondi diversi allo stesso tempo, anche se non è così. Se dovessi sceglierne uno, non saprei farlo. Pensa a un’altra persona, nata e cresciuta in Italia, che ha studiato nelle scuole italiane, che vive quotidianamente immersa nella cultura italiana, ma da genitori stranieri. Se avessi la possibilità di dare la cittadinanza a me, o a quest’altra persona, a chi la daresti?
Ho scoperto, inaspettatamente, che la cittadinanza italiana mi ha dato la possibilità di ricevere una migliore assistenza sanitaria di cui avevo necessità a causa di una rara patologia genetica. I miei nonni emigrarono in Inghilterra con il sogno di una vita migliore, arrivarono con nulla e lavorarono duramente per tutta la loro vita. Mia nonna sosteneva che non dovessi rimanere lì, era malata all’epoca e purtroppo non ce l’ha fatta. Ho pensato spesso che se fosse tornata in Italia, come sognava, forse ce l’avrebbe fatta.
Ho iniziato a fare ricerche online e ho scoperto che nel Regno Unito stanno accadendo fenomeni simili a quelli italiani, soprattutto dopo la Brexit. Le persone nate nel Regno Unito prima del 1° gennaio 1983, è probabile che siano cittadini britannici per nascita. Non mi aspettavo di leggere una cosa del genere: se siete nati nel Regno Unito il 1° gennaio 1983 o dopo, il vostro status di cittadino dipende dalla nazionalità e dallo status di immigrazione dei vostri genitori. Se uno dei vostri genitori è nato nel Regno Unito, doveva essere coniugato con l’altro genitore al momento della vostra nascita.
E i figli degli immigrati? Questo è un grosso problema, perché scoprire di non avere la cittadinanza distrugge il tuo mondo e la tua identità. Molti lo scoprono all’età di 18 anni, quando fanno domanda per l’istruzione superiore, o devono pagare le tasse universitarie non come tutti gli altri, ma come stranieri, e rischiano di essere deportati in Paesi che conoscono appena, perché agli occhi della legge non sono cittadini. Questo porta i non cittadini a richiedere l’«Indefinite Leave to Remain» (IRL), che dà la possibilità di ottenere la residenza permanente per vivere e lavorare nel Paese con determinati requisiti, ma con tasse elevate. I figli di età inferiore ai 18 anni che hanno vissuto per 7 anni nel Paese, possono richiedere l’IRL come ultimo passo prima di richiedere la cittadinanza.
«Verifica se sei un cittadino britannico» è un portale suddiviso in sette categorie. Chi è nato lì, ha vissuto tutta la vita con la famiglia e non se ne è mai andato, può anche non essere considerato un cittadino britannico.
È piuttosto preoccupante leggere «Se sei nato nel Regno Unito… Non si ottiene automaticamente la cittadinanza britannica». Dipende da quando sei nato e dalle condizioni dei tuoi genitori.
A volte provo vergogna di fronte al mio privilegio, pensando alla tristezza e al disappunto negli occhi di chi non sa o non può ottenere la cittadinanza, circondato dalle persone che conosci da tutta la vita, coloro che dovrebbero essere la tua Casa. Spero che, un giorno, anche tutte queste persone (che secondo i dati Istat sono oltre un milione) possano chiamare «casa» questo Paese.
– Sofia Catuara
“E i figli degli immigrati? Questo è un grosso problema, perché scoprire di non avere la cittadinanza distrugge il tuo mondo e la tua identità. Molti lo scoprono all’età di 18 anni, quando fanno domanda per l’istruzione superiore, o devono pagare le tasse universitarie non come tutti gli altri, ma come stranieri, e rischiano di essere deportati in Paesi che conoscono appena, perché agli occhi della legge non sono cittadini. Questo porta i non cittadini a richiedere l’«Indefinite Leave to Remain» (IRL), che dà la possibilità di ottenere la residenza permanente per vivere e lavorare nel Paese con determinati requisiti, ma con tasse elevate.“