Rituali quotidiani: trenta flessioni al mattino, giocare ai numeri pari e il dubbio, fanno bene?

Mattia racconta le sue routine maniacali: flessioni mattutine, ordine perfetto e numeri pari. Ma si chiede: sono davvero necessarie o solo ostacoli travestiti da controllo?
"Quando mi sveglio devo fare almeno trenta flessioni, fare i bisogni e poi incontrarmi col gruppo a colazione: questo è il mio inizio di giornata, questo sono io, Mattia". Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Manie, ossessioni e flessioni: imparare a lasciar andare

Quando mi sveglio devo fare almeno trenta flessioni, fare i bisogni e poi incontrarmi col gruppo a colazione: questo è il mio inizio di giornata, questo sono io, Mattia.

Altro rituale giornaliero sono i numeri pari e mi dà fastidio se il risultato viene dispari e se lo è non deve esserlo, se no mi dà fastidio.

Ecco, queste sono le mie stravaganze quotidiane e so anche che ognuno di noi le ha. Questi rituali possono essere i più disparati; a questo punto mi domando se sia veramente importante fare caso a queste manie ripetendole ogni volta.

Sono veramente importanti per noi?

Hanno la stessa funzione di una dipendenza?

Se non li ripetessimo costantemente ci sminuiremmo?

È così realmente? Potremmo farne a meno, se poi si rivelano veramente inutili?

Sono realmente positivi e portano un beneficio o un disturbo?

Quello che penso è che non siano fondamentali o indispensabili, pur rendendomi conto che alcuni possano portare un beneficio momentaneo, o far stare bene, e pensandoci in effetti, secondo me sono come una sostanza, un’ossessione che viene coltivata e a volte nascosta all’evidenza.

Io a volte mi sbizzarrisco in certe manie che ho e soprattutto quando una persona mi fa notare l’ossessione che ci metto pur di essere perfetto, mi infastidisce il fatto di essere così fissato dalle manie di  perfezionismo di cui non ho bisogno, perché pensandoci bene e riflettendoci sopra, a volte quella parte maniacale di insistenza e perseveranza mi porta svantaggio, perdita di tempo e ritardi negli impegni. Magari sono in bagno e ci metto molto tempo a lavarmi, mi metto varie creme, i capelli sistemati in quella maniera, il profumo, infine i vestiti – la scelta più ardua -, ecco, ci impiego minimo un’ora, quando semplicemente basterebbe organizzarsi meglio e farei tutto in neanche dieci minuti. Questo per dire che i miei rituali occupano del tempo in cui invece potrei e potremmo fare altre cose sicuramente più utili.

Quello che voglio dire è che non servono questi rituali, perché sono manie, ossessioni, bizzarrie agli occhi degli altri e che potremmo farne a meno, o almeno cercare di controllarli.

Secondo la mia esperienza la semplicità e la minor complicazione sono un buon pensiero. Perché rendersi le cose difficili quando potremmo entusiasmarci di più?

– Mattia Capriotti

“Quello che voglio dire è che non servono questi rituali, perché sono  manie, ossessioni, bizzarrie agli occhi degli altri e che potremmo farne a meno, o almeno cercare di controllarli. Secondo la mia esperienza la semplicità e la minor complicazione sono un buon pensiero. Perché rendersi le cose difficili quando potremmo entusiasmarci di più?”

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