Ode alla stravaganza – L’imperfetta/perfetta bellezza della mia vita

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Giulia riflette sul significato di essere stravaganti oggi: un atto di coraggio, di accettazione di sé e della propria unicità. Solo così si può vivere pienamente e senza maschere.
"Da quel giorno in poi, ricordo sempre ai miei amici di rimanere loro stessi, anche se vengono visti come stravaganti, perché sotto quello che è visto come strano e inusuale, risiede una meravigliosa anima piena di sfaccettature complesse e uniche che ha solo bisogno di essere amata per fiorire." Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Essere sé stessi non è strano: è solo il primo passo verso la libertà

Io credo che siamo tutti un po’ stravaganti da soli, abbiamo interessi e passioni che possono farci sembrare «strani» e inusuali gli uni agli altri, non è una cosa negativa, ma letteralmente l’opposto: essere stravaganti agli occhi degli altri e viceversa è ciò che ci rende speciali a nostro modo, unici, è ciò che ci definisce come essere umani, la perfetta imperfetta bellezza della vita. Per essere stravaganti dobbiamo solo dare meno peso a quello che pensano gli altri, poiché le persone troveranno sempre qualcosa che non va nelle altre, si soffermeranno sempre su quell’unica pecca che viene mostrata, invece di apprezzare e amare tutto il buono e l’ammirevole di una persona; dobbiamo concentrarci di più sulla nostra felicità e sul senso di realizzazione della nostra vita. Non dobbiamo nascondere parti di noi stessi perché abbiamo paura dello sguardo degli altri, del giudizio che può celarsi dietro quegli occhi apparentemente innocui, perché alla fine ci farà solo del male, e inciderà un’idea nel nostro cervello che esprime quanto non voluti, spaventati, fuori posto, diversi e strani ci sentiamo. Essere così è un concetto quasi straniero alla società di oggi, dove le nuove generazioni cercano sempre di fare parte della massa, fare parte di qualcosa che a volte richiede di diventare o di essere qualcuno che non sei.

Persone con uno stile di vestiti «differente» da ciò che siamo abituati a vedere, con delle idee o modi di esprimersi diversi tendono ad essere viste male e denigrate, la sensazione che rimane da questa esperienza è segnante, rimane finché non impari che non te lo meritavi e che ci saranno persone che ti accetteranno per quello che sei, la vita sta aspettando pazientemente il momento opportuno per fartele incontrare. I libri giocano una parte cruciale nel percorso del trovare noi stessi, anche se sembriamo strani e stravaganti agli occhi degli altri: i personaggi sono persone per cui proviamo compassione, con cui magari condividiamo un aspetto della nostra vita, un interesse o una passione; ci aiutano a farci sentire meno soli, ci aiutano perché vedendo proprio quella parte di noi che ci fa sembrare strani agli occhi degli altri, possono farci cambiare punto di vista al riguardo. Questi modelli possono cambiare la visione che abbiamo su noi stessi. Offrono un mondo, un mondo immaginario che ci fa avvicinare sempre di più all’accettazione di noi stessi per ciò che siamo, senza provare a cambiarci.

Nella mia vita mi sono sentita stravagante tante volte prima d’ora, i miei compagni spesso mi chiamavano «strana» e mi lasciavano fuori dal gruppo, mi sentivo diversa, fuori luogo e quasi quasi sbagliata… Avevo provato ad essere una persona che non ero per avere qualcuno su cui contare, per provare qualcosa che non fosse la solitudine. Un giorno, dopo un lungo e duro anno, incontrai una persona che mi insegnò tutto ciò che so oggi e che sono diventata. Da quel giorno in poi, ricordo sempre ai miei amici di rimanere loro stessi, anche se vengono visti come stravaganti, perché sotto quello che è visto come strano e inusuale, risiede una meravigliosa anima piena di sfaccettature complesse e uniche che ha solo bisogno di essere amata per fiorire.  

– Giulia Zangrandi

“Nella mia vita mi sono sentita stravagante tante volte prima d’ora, i miei compagni spesso mi chiamavano «strana» e mi lasciavano fuori dal gruppo, mi sentivo diversa, fuori luogo e quasi quasi sbagliata… Avevo provato ad essere una persona che non ero per avere qualcuno su cui contare, per provare qualcosa che non fosse la solitudine. Un giorno, dopo un lungo e duro anno, incontrai una persona che mi insegnò tutto ciò che so oggi e che sono diventata.

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