La stravaganza è una domanda che non vuole risposta
Chiedo a ChatGPT cosa ne pensa della stravaganza e mi risponde: «La stravaganza è interessante perché spesso rompe gli schemi e sfida le convenzioni, e in questo può esserci qualcosa di profondamente creativo e liberatorio. Non è solo eccentricità fine a sé stessa, può essere un modo per esprimere l’individualità, per provocare una riflessione, o semplicemente per divertirsi con il mondo».
Sarebbe facile fargli scrivere tutto l’articolo, sarebbe una stravaganza da parte mia se pensassi di farvi leggere un testo fatto da un robot in automatico, invece che da una persona che scrive mentre lavora.
Diciamo che sulla stravaganza c’è molto da dire, pure se in sé è una stravaganza dirlo e sono queste spirali infinite che mi affascinano, come sapere chi ha creato Dio, o la gallina del primo uovo.
Non c’è un modo unico di definirla, questo la limiterebbe e sarebbe un controsenso, un insulto alla sua essenza. È una cosa che esiste a prescindere, talmente presente in tutti gli ambiti possibili, così onnipresente. Questo in parte perché per ogni cosa c’è il suo complemento, ogni cosa ha il suo pubblico e sempre ci sarà un pubblico, basta vedere l’arte astratta, o certa musica contemporanea…
A me piace criticare, anche questo è stravaganza, pensare di essere in grado di poter affermare che qualcosa non merita di essere apprezzata perché è il nostro parere e credere che proprio il nostro parere definisca quella cosa. E così la stravaganza può anche essere problematica, se una persona o un gruppo decide di isolarsi e convincersi di avere la verità nelle sue mani. Ecco! Pure le religioni sono una stravaganza.
Ma non andare via, non si tratta di un’apologia all’ateismo o chissà che, è la semplice critica di uno che ogni tanto giudica con passione quello che lo circonda, senza prendere una posizione particolare. Io sono un ammiratore delle religioni da un punto di vista sociologico e antropologico, per questo affermo che è una stravaganza portare la fede umana a spiegare l’inspiegabile, a credere l’incredibile, a sognare.
Ed è nel mondo dei sogni dove ogni tanto ci rimango, quando la vita reale non alimenta l’anima in un modo salutare, è nel sognare da sveglio che tanti come me trovano sollievo. Si dimentica che la maggior parte delle cose che oggi chiamiamo quotidiane, sono state progettate in qualche sogno di un sognatore stravagante, che ha visto un modo di soddisfare questa necessità, fino al punto da averne realizzate tante, che non resta altro che inventarne di nuove.
La mente umana continua a dimostrare la sua capacità di inventare e inventare su quello già inventato, come il cibo riscaldato del giorno prima che è così gustoso. Ma pure se inventiamo quello che inventa per noi, il limite non si è ancora raggiunto, ce ne sono ancora tante di domande senza risposta a cui qualcuno pensa di rispondere, o pensa di chiedersi se quella domanda è una domanda.
Tornando al nostro pianeta, e precisamente all’Italia, da straniero devo ricordarvi quanto siete stravaganti voi italiani, parliamo proprio del Paese più stravagante che c’è, e guarda che come madrelingua spagnola ne vedo di roba, ma basta immaginare un italiano qualsiasi in una spiaggia qualsiasi e come viene vestito per capire che è italiano, poi se parla, o neanche, basta un semplice gesto! Non devo evidenziare più niente, sapete di cosa sto parlando. È proprio quella cosa mistica che ci ha fatto arrivare a questo punto, ed è proprio la stessa che vi fa chiedere perché mi avete letto fino a qui.
– Sebastian Ramirez
“Si dimentica che la maggior parte delle cose che oggi chiamiamo quotidiane, sono state progettate in qualche sogno di un sognatore stravagante, che ha visto un modo di soddisfare questa necessità, fino al punto da averne realizzate tante, che non resta altro che inventarne di nuove.”