Animenta con voi – Il mio incontro spaziale

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A Roma c’è Spaziale, il luogo creato da Animenta dove si parla liberamente di disturbi alimentari. Valentina, nutrizionista, racconta l’impatto trasformativo degli incontri “Let’s Talk Together”.
A Roma esiste un luogo in cui Animenta prende forma e spazio.

Spaziale: il luogo sicuro di Animenta dove si parla, si ascolta e si guarisce

A Roma esiste un luogo in cui Animenta prende forma e spazio. Un luogo sicuro, protetto, non giudicante, costruito sulla forza dell’associazione e sulle storie che sono state raccontate. Spaziale è questo: un luogo d’incontro, di tè e tisane, ma anche di dibattito e comunicazione. Valentina è una biologa nutrizionista, e ha preso parte agli incontri Let’s talk together, cinque appuntamenti informativi e di supporto per chi conosce questa malattia, direttamente o indirettamente. «Mi sono sentita veramente compresa e a mio agio, è stato anche divertente a tratti, perché comunque c’è stato uno scambio di emozioni, sia in alcuni momenti negativi, sia in quelli positivi. Negativi nel senso che ognuno si è aperto e ha riportato un proprio vissuto».

Le chiedo allora cosa le è rimasto di quegli incontri: «Mi è rimasto il pensiero che esiste un posto in cui sentirsi al sicuro. Secondo me, è veramente quello di cui abbiamo bisogno un po’ tutti, cioè un luogo sicuro in cui sentirti a tuo agio. E poi, ovviamente, c’è anche stato un aspetto educativo importante». Valentina racconta ancora: «Abbiamo parlato tanto del setting, ossia del contesto familiare e del contesto in cui viene appunto consumato un pasto», e conclude, «Da quando abbiamo parlato tanto di questa cosa, ogni volta che faccio le visite mi sto rendendo conto che tengo molto a quell’aspetto… Hanno veramente cambiato il modo di approcciarmi».

– Valentina

“Le chiedo allora cosa le è rimasto di quegli incontri: «Mi è rimasto il pensiero che esiste un posto in cui sentirsi al sicuro. Secondo me, è veramente quello di cui abbiamo bisogno un po’ tutti, cioè un luogo sicuro in cui sentirti a tuo agio. E poi, ovviamente, c’è anche stato un aspetto educativo importante».”

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