Pensieri sconnessi – CICATR/CI: i ragazzi, tutti insieme, ad Assisi

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Durante i preparativi della mostra “Cicatrici” ad Assisi, Bill riflette sull’ipocrisia aziendale che sacrifica valori reali per strategie vuote, smascherando l’apparenza che rinnega l’essere.
Una statua realizzata grazie al progetto Cicatrici.

Cicatrici ad Assisi e il prezzo dell’indifferenza

La Fondazione Bullone stava organizzando una grande mostra di Cicatrici ad Assisi durante il Festival «Il Cortile di Francesco». Avrebbero esposto le statue sul sagrato della Basilica Maggiore! Wow, i ragazzi, Felice Angeloni e lo Sboroni, ormai convertitosi da tempo, non avrebbero potuto immaginare una cosa più bella.

Ora però dovevano organizzare tutto: lo spostamento, l’allestimento, i panel in cui importanti oratori avrebbero parlato di bellezza, ma anche di fragilità, il viaggio dei B.Liver e il lavoro dei ragazzi che si sarebbero coordinati con i frati negli eventi, con gli speakers e con il pubblico.

Però ci voleva denaro e lo Sboroni aveva chiesto alle aziende che avevano fatto la statua e che avrebbero avuto la possibilità di partecipare alle conferenze, un contributo per coprire i costi. Non grandi cifre…

Tutte stavano rispondendo positivamente, ognuna con una tematica e un punto di vista diverso, così da arricchire di contenuti e personalità interessanti il panel del Festival.

Solo la grande industria americana dei farmaci, con cui avevano collaborato precedentemente proprio per le mostre di Cicatrici in Italia e in Europa, nicchiava… Da quando era cambiato lo staff, tirava un’aria diversa. Gli obiettivi, l’affetto, la collaborazione che aveva dato così straordinari risultati erano cancellati. Non c’era più quell’attenzione, quella sincera partecipazione e coinvolgimento: tutto si fissava su ciò che avrebbe portato risultati economici, apparenti, funzionali a sembrare, ma non essere.

“Da quando era cambiato lo staff, tirava un’aria diversa. Gli obiettivi, l’affetto, la collaborazione che aveva dato così straordinari risultati erano cancellati. Non c’era più quell’attenzione, quella sincera partecipazione e coinvolgimento: tutto si fissava su ciò che avrebbe portato risultati economici, apparenti, funzionali a sembrare, ma non essere.
Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
 

Lo Sboroni era allibito. Risposte distratte, argomenti incomprensibili, attenzioni lontane… fino a quando arrivò la mail di conferma:

«Gentilissimo Dr. Sboroni, Lei sa quanto sia importante lei, la Fondazione, i ragazzi, le statue, gli obiettivi, le loro famiglie, etc., etc., ma purtroppo non abbiamo budget!».

«Ma sono pochi soldi, non credo che abbiano alcun impatto sulle vostre finanze e per noi è importante che ci siate anche questa volta e che portiate la statua e il racconto della nostra bella collaborazione».

«Proprio non ce lo possiamo permettere Dr. Sboroni! Faremmo qualsiasi cosa per voi, per i B.Liver, le loro cause, il loro lavoro… Noi vi amiamo, Dr. Sboroni, vi adoriamo, siamo pazzi di voi, come facciamo a vivere senza di voi? Tutte le sere, prima delle preghierine, penso a voi, ma è proprio impossibile: come fare a trovare il budget per coprire i costi?».

«Mettetelo tra le spese di rappresentanza. Sono pochi soldi… avete mille modi, se lo volete».

«Lei sa quanto questo progetto per noi sia di importanza vitale, Dr. Sboroni, e la ringrazio per la sua comprensione, lei è davvero buonissimo e anche bellissimo, ma come ha capito non rientra nelle nostre strategie economiche. Gnea famo proprio, gentilissimo Dr. Sboroni, ma grazie delle sue gentili parole, mi fa proprio piacere che lei abbia capito».

«Guardi, io non ho proprio capito, perché è impossibile farlo…».

«Ipocrisia, policity, strategie strampalate, budget, obiettivi economici, finalità materiali, condite da scuse assurde, così ragionano le aziende», pensava lo Sboroni.

«So che alla fine tutto torna e il Destino è arbitro obiettivo e giusto, però intanto che fastidio dover accettare questa cecità. Alcune finiscono per pagare multe miliardarie per avere sterminato uomini invece che prendersene cura, ma una manciata di euro le blocca e fa perdere loro qualsiasi forma di dignità e lungimiranza», rifletteva lo Sboroni, che avendo lavorato per decenni dentro all’industria del denaro conosceva bene quelle insulse dinamiche controproducenti…

Bill

– Bill

“«So che alla fine tutto torna e il Destino è arbitro obiettivo e giusto, però intanto che fastidio dover accettare questa cecità. Alcune finiscono per pagare multe miliardarie per avere sterminato uomini invece che prendersene cura, ma una manciata di euro le blocca e fa perdere loro qualsiasi forma di dignità e lungimiranza», rifletteva lo Sboroni, che avendo lavorato per decenni dentro all’industria del denaro conosceva bene quelle insulse dinamiche controproducenti.”

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