Cara Curiosità, grazie per avermi accompagnata nei miei inciampi
Cara Curiosità,
Ti scrivo partendo da una domanda molto mirata: «Perché sei qui? A che cosa mi servi?».
Sì, mi ricordo, sei arrivata quando ero piccolina. Tutto è cominciato quando ho iniziato a scoprire con il tatto ciò che mi stava attorno. Poi sono arrivati gli altri sensi e ti sei presentata attraverso la vista con gli occhi che mi hanno permesso di raccogliere tutti i primi sguardi della mia vita. Anche l’udito mi ha arricchito molto, aiutandomi man mano a distinguere i suoni. Il gusto mi ha insegnato a percepire tutto ciò che assaggiavo, per non parlare dell’olfatto che riusciva a prevedere quello che avrei mangiato.
Poi, Curiosità, con il tempo hai presentato le tue sfumature.
Ho capito, infatti, che c’eri anche attraverso altre sensazioni, oltre a quelle fornite dai cinque sensi.
Dietro qualcosa di nuovo, qualunque cosa fosse, ti nascondevi tu… A questo punto, quindi, riprendo la mia domanda: perché sei qui? Perché fai parte della mia vita e di tante altre? Forse riesco a trovare una risposta anche da sola.
D’altronde, mi hai aiutato a percepire il mondo attorno a me fin dalla nascita. Mi hai permesso di scoprire, guardare, sentire.
Senza di te forse non avrei mai iniziato a creare borse di giornale a 6 anni, o a mettermi in testa di comprare quel microscopio a 12. Senza di te magari non sarei riuscita a maturare artisticamente, perché sei tu che mi hai spinta a provare tanti hobbies tra argilla, fotografia, uncinetto e così via. Per non parlare poi degli sport, delle lingue e di tante altre scelte. Mi hai permesso di provare diverse attività tra nuoto, judo, danza, poi c’è stata la scoperta del francese, dello spagnolo, e ora perfino dell’arabo.
Sei tu che mi hai richiamata a provare nuove esperienze. Questo, a partire da quando a 11 anni mi hai invogliata a fare teatro, a 14 l’animatrice in oratorio, o a 16 a conoscere la realtà del Bullone. In merito a quest’ultimo, ti dicevo che non mi sentivo pronta a scrivere per un giornale. «Non sono portata per la scrittura», ripetevo. Invece no, tu hai insistito, mi hai aiutata ad accrescere questa abilità e allo stesso tempo a conoscere una nuova dimensione.
Di recente, poi, mi hai spinta a seguire il percorso universitario di Lettere, facendomi sbagliare però, perché infatti alla fine ho capito che quella non era la mia strada. Ora mi stai portando a una scelta del tutto diversa.
Quante volte è successo… mi hai fatto seguire una direzione, anche se in realtà quella giusta per me si rivelava un’altra. Da piccola, per esempio, mi hai spinta a conoscere la scienza attraverso un microscopio, e anche quella non era la mia passione. In realtà, in quel caso, la ragione si annidava nella mia malattia. Anche da questo punto di vista hai avuto un ruolo, Curiosità. Mi hai aiutata a conoscere meglio quello che avevo e a capirlo, per stare bene con il mio corpo. In realtà, forse, è questa la chiave della risposta alla domanda che ti ho fatto.
Perché sei qui Curiosità? Sei qui per aiutare le persone a completare loro stesse assieme a tutti gli stimoli esterni che ci possono essere d’aiuto, come la famiglia e gli amici.
Tante volte sbagli, ma proprio queste divergenze risultano parte del cammino di ognuno di noi. Ci sono ovviamente degli errori ingiustificabili, che però in realtà sono dettati da impulsi biologici su cui tu agisci fino a un certo punto. Nonostante questo, riesci comunque a dare una mano ad ognuno a cercare la propria strada, i propri pezzi nel mondo, senza farci abbandonare la nostra autenticità.
– Iris Lenzi
“Quante volte è successo… mi hai fatto seguire una direzione, anche se in realtà quella giusta per me si rivelava un’altra. Da piccola, per esempio, mi hai spinta a conoscere la scienza attraverso un microscopio, e anche quella non era la mia passione. In realtà, in quel caso, la ragione si annidava nella mia malattia. Anche da questo punto di vista hai avuto un ruolo, Curiosità. Mi hai aiutata a conoscere meglio quello che avevo e a capirlo, per stare bene con il mio corpo. In realtà, forse, è questa la chiave della risposta alla domanda che ti ho fatto.”