Curiosità – Immaginare mondi onirici da cercare nella realtà

Dominic, della comunità Exodus, riflette sul potere ambivalente della curiosità: da forza che lo ha spinto nella dipendenza, a motore profondo di rinascita, ascolto e nuova libertà.
"Secondo me bisogna riscoprire il bambino presente in ognuno di noi, bisogna imparare di nuovo a vedere il mondo come se fosse la prima volta, proprio come facevamo quando eravamo piccoli. Se riuscissimo a fare tutti così, si accenderebbe un motore potentissimo che ci porterebbe a un cambiamento epocale". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Curiosità ribelle: da spiraglio di buio a motore di rinascita

Io sono sempre stato curioso, fin da piccolo. La mia curiosità era alimentata dal mio animo che continuamente si immaginava mondi fantastici da cercare nella realtà, così per me la curiosità è sempre stata come un dono volto alla scoperta del mondo, è stata la risposta alle mie innumerevoli domande.

Oggi, in particolare, la curiosità mi aiuta a conoscere le persone, le loro storie, a fare nuove amicizie e ad approfondire quelle che ho già; mi aiuta l’ascolto dei consigli che provengono da loro, consigli che possono aiutarmi ad accrescere la mia spiritualità.

In una particolare fase della mia vita la curiosità è stata decisamente negativa, tanto che mi ha portato a sperimentare sempre più frequentemente alcune sostanze che in seguito mi hanno reso dipendente.

Durante questo periodo, ho tristemente constatato che il mondo dei giovani che frequentavo era invaso da svariate droghe, e la curiosità di provarle era decisamente molto pericolosa, anche se non è solo la curiosità a spingerci al loro uso. I motivi possono essere molteplici, tra i più rilevanti troviamo i problemi familiari,  caratterizzati da forti conflitti tra i vari membri e da un modo di comunicare errato. Le figure genitoriali spesso risultano molto assenti nella vita dei figli, dal momento in cui sono impegnati in varie attività quotidiane, come quelle lavorative, e non pongono molta attenzione ai sentimenti e alle emozioni dei ragazzi perché sono troppo concentrati su sé stessi e sulle cose materiali.

“Io sono sempre stato curioso, fin da piccolo. La mia curiosità era alimentata dal mio animo che continuamente si immaginava mondi fantastici da cercare nella realtà, così per me la curiosità è sempre stata come un dono volto alla scoperta del mondo, è stata la risposta alle mie innumerevoli domande.”
Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
 

Nonostante la curiosità si possa manifestare con diverse sfumature, sto purtroppo constatando che nel mondo giovanile sta rapidamente svanendo. Questo fatto secondo me è legato all’isolamento e all’egoismo, che ci porta ad avere curiosità per il mondo virtuale e non più per quello reale, ad avere un’esistenza sempre più basata sull’utilizzo dei social media, che purtroppo ci allontanano ancora di più dai nostri amici. I social sono subdoli perché ci mostrano ciò che alimenta la nostra curiosità e rientra tra gli interessi personali, ma ci portano via dalle attività quotidiane, che in confronto risultano poco stimolanti.

La curiosità sana sta sparendo, in questo arco di civiltà sembra non appartenere più agli uomini, non è più un modo condiviso di passare il tempo e mi sorge allora la domanda: come si può vivere la curiosità in un modo che sia giusto? Secondo me bisogna riscoprire il bambino presente in ognuno di noi, bisogna imparare di nuovo a vedere il mondo come se fosse la prima volta, proprio come facevamo quando eravamo piccoli. Se riuscissimo a fare tutti così, si accenderebbe un motore potentissimo che ci porterebbe a un cambiamento epocale.

Non dimentichiamo che la curiosità ci apre le porte della conoscenza, ci conduce con entusiasmo verso i cambiamenti che ognuno di noi avrebbe piacere di mettere in atto. Adesso, infatti, sono contento di essere stato e di continuare ad essere curioso, ho la consapevolezza di essermi salvato grazie a lei e di vivere una vita finalmente più libera e più felice.

– Dominic Niedermaier

“[…] in questo arco di civiltà sembra non appartenere più agli uomini, non è più un modo condiviso di passare il tempo e mi sorge allora la domanda: come si può vivere la curiosità in un modo che sia giusto? Secondo me bisogna riscoprire il bambino presente in ognuno di noi, bisogna imparare di nuovo a vedere il mondo come se fosse la prima volta, proprio come facevamo quando eravamo piccoli.”

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