Curiosità, stimoli e impulsi: ma dopo che cosa c’è?

Autori:
La B.Liver Paola condivide un percorso di vita attraversato dalla malattia, dove la curiosità diventa bussola e risorsa per risalire dal dolore, crescere e continuare a credere nella vita.
"Vi lascio un piccolo consiglio: se siete di cattivo umore, depressi, malinconici, o annoiati, lasciatevi andare e scegliete la curiosità, insegnatela ai bambini."

Curiosità: la compagna silenziosa che mi ha insegnato a risorgere

Curiosità è un’emozione
Utile e creativa che diventa una
Risorsa senza precedenti, rilasciando
Impulsi significativi che
Orientano l’essere umano ad avere
Stimoli che lo portano a scoprire le proprie
Incertezze cercando risposte che l’aiutino a
Trasformare la sua crescita personale
Adattabile all’evoluzione umana.

Secondo voi, cari lettori, come potremo descrivere la curiosità? Eh no, non chiedetelo a me ci sto pensando mentre scrivo queste poche righe. Perciò condividiamo un attimo di pensiero e scopriamo la curiosità e le sue sfumature nella vita reale.

Ecco, già iniziamo bene, ci incuriosisce la curiosità… che giro di parole, ma per favore non ridete, altrimenti mi sgridano.

Prendiamo una strada meno carica di aspettative e più conoscitiva lasciandomi raccontare cos’è stato per me questo stimolo negli anni; non solo per la malattia vissuta, ma per la continua crescita nella ricerca di ciò che avrei dovuto affrontare. È facile ricercare un po’ in giro ciò che rende una malattia così difficile da affrontare, ma sapete cos’è difficile? Avere la curiosità di sapere come sarà tutto, dopo ogni percorso di cura. Spesso sbagliamo facendoci la prima domanda in assoluto: «Perché a me?». Che cosa strana, la prima domanda che non avrà mai una risposta, semplicemente perché certe malattie arrivano senza suonare il campanello, perciò la strada che troviamo appena apriamo quella porta è lottare o lasciarla vincere. Io sono qua per questo, capite che ho scelto la prima strada non perché sono una guerriera, come ogni tanto mi descrivono, ma per mamma e papà; dopo ventun anni di lotta potrei dirvi che sono stanca, però il loro amore mi dà quella forza che a volte mi manca.

Raggiunti i trentaquattro anni di età, curiosità, domande, impulsi e stimoli ne ho avuti tanti, e poche volte non ho trovato risposta, soprattutto perché non mi sono mai lasciata abbattere in partenza, tutto questo per me è diventato un’ottima risorsa di crescita, ho imparato a risorgere come la fenice, ho trovato risposte nel caos più totale, sono diventata grande mentre mi piegavo in due dal dolore, o naturalmente, se possiamo dirlo così, ho capovolto le mie incertezze in certezze aiutandomi a risalire ogni gradino di questa lunga salita.

I vantaggi? Guardare oltre, in modo da essere una persona più matura e completa possibile, anche se, fidatevi, ho ancora tanto da imparare e realmente non ho più voglia che gli argomenti siano sempre e comunque «ospedali o malattie!, anzi, vorrei che la signora curiosità mi accompagnasse ancora per tanto tempo, già che è un’ottima compagna di vita.

Si sviluppa con il tempo, accompagnandoci da presente a futuro, lontano dalla razionalità, distaccata per il suo volere un desiderio come regalo passionale e disinteressato e rivalutando questo elemento distintivo dell’essere umano.

Vi lascio un piccolo consiglio: se siete di cattivo umore, depressi, malinconici, o annoiati, lasciatevi andare e scegliete la curiosità, insegnatela ai bambini; molti ragazzi ne hanno bisogno, per questa bellissima emozione non c’è età: basta non lasciarsi imprigionare dalla solitudine, non è un buona amica anche se a volte serve per mettere i pensieri a posto. Coltivate il desiderio di sapere e non spegnetelo: vi renderà più vivi e vogliosi di mangiarvi il mondo.

– Paola Gurumendi

“Raggiunti i trentaquattro anni di età, curiosità, domande, impulsi e stimoli ne ho avuti tanti, e  poche volte non ho trovato risposta, soprattutto perché non mi sono mai lasciata abbattere in partenza, tutto questo per me è diventato un’ottima risorsa di crescita, ho imparato a risorgere come la fenice, ho trovato risposte nel caos più totale, sono diventata grande mentre mi piegavo in due dal dolore, o naturalmente, se possiamo dirlo così, ho capovolto le mie incertezze in certezze aiutandomi a risalire ogni gradino di questa lunga salita.”

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