Attiva-mente – Non arrivi a fine mese? C’è una onlus che ti aiuta a fare la spesa: ecco l’Emporio solidale

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A Parma, l’Emporio Solidale è molto più di un supermercato: da 15 anni offre cibo, sostegno e servizi gratuiti a migliaia di famiglie in difficoltà. Un esempio virtuoso di rete e umanità, raccontato dalla B.Liver Lisa.
Un’immagine dell’Emporio Solidale di Parma.
Un’immagine dell’Emporio Solidale di Parma.

Emporio Solidale: una spesa che vale più dell’oro

C’è una differenza tra la miseria più gestibile, precedente alla crisi economica del 2008 e la povertà successiva, più ampia nel coinvolgere diverse fasce sociali. L’Emporio Solidale di Parma ne prende atto ogni giorno da quindici anni. È nel luglio 2010, infatti – aggiudicandosi il Bando Nuove Povertà lanciato nel 2008 dalla collaborazione di più enti per contrastare la nuova, allarmante, condizione economica di molte famiglie emiliane – che una rete di associazioni di volontariato di Parma, appunto, dà vita al progetto Emporio-Market Solidale.

Sono Il Portico, Assistenza Pubblica, Fondazione CEIS, San Cristoforo, Betania, Per ricominciare, Coordinamento Provinciale Centri Sociali e Orti, CIAC, Casa Della Giovane, Anello Mancante, AUSER le realtà fondatrici, mentre da oltre dieci anni è CentoperUno onlus a gestire il progetto di cui attualmente beneficiano circa millenovecento nuclei familiari, per un totale di settemila persone.

Terzo in Italia, l’Emporio Solidale è un vero e proprio supermercato dove – grazie alla costante collaborazione con aziende del territorio che sostengono l’iniziativa in vari modi – persone in difficoltà possono fare la spesa, come in qualsiasi negozio, senza però dover corrispondere alcuna cifra in denaro. Alla cassa, infatti, si paga tramite una tessera punti, assegnata periodicamente a ciascun nucleo familiare, secondo le necessità.

«Tra le aziende coinvolte nel progetto – sottolinea Maurizio De Vitis, presidente dell’associazione – mi piace ricordare Barilla, che ci sostiene non soltanto attraverso la fornitura di prodotti, con uno o due tir a settimana, ma anche e soprattutto intervenendo ogni qualvolta necessario per garantire la sopravvivenza stessa del progetto, grazie a donazioni dirette o l’acquisto di beni, come il carrello elettrico o la bussola per allontanare dall’ingresso il freddo invernale».

L’Emporio, affacciato su strada e facilmente raggiungibile in macchina o coi mezzi pubblici, è stato ricavato dagli spazi di un vecchio supermercato rimesso a norma di circa 1000 metri quadrati, di cui una metà sono ora occupati dal magazzino e l’altra metà dedicati all’accoglienza delle famiglie e alla distribuzione dei beni. Come si accede al servizio? «In seguito alla presentazione di una domanda – spiega De Vitis – la famiglia viene chiamata per un colloquio conoscitivo, durante il quale verifichiamo il bisogno specifico. In funzione di questo, emettiamo una tessera con rinnovo mensile automatico per il primo anno, dopodiché procediamo a un’ulteriore valutazione: se le caratteristiche del nucleo familiare sono variate, soprattutto in funzione del variare del numero dei figli, cambia anche il valore della tessera, che da questo momento viene rinnovata di sei mesi in sei mesi».

«Nel corso dei quindici anni della nostra storia – precisa il presidente – c’è stato un cambio di passo in seguito alla pandemia: la povertà è aumentata, toccando maggiormente anche coppie di anziani con pensione minima, o giovani coppie alle prese con il costo sempre più alto della vita». Oltre il Market Solidale, quindi, sono stati messi a disposizione, da parte dell’associazione, altri servizi e sportelli, nel tentativo di andare incontro a tutti i bisogni. «In un anno – racconta Maurizio De Vitis – abbiamo trovato impiego a 80 ragazzi che avevano la necessità di affacciarsi al mondo del lavoro. Crediamo, infatti, che i ragazzi abbiano diritto ad avere più possibilità, tenendo conto che il presente che costruiscono, sarà anche il loro e il nostro futuro. Allo sportello lavoro, si è poi aggiunto lo sportello sanitario – con tanto di oculista per accompagnare i bambini che si affacciano all’età scolastica – e quello legale per la gestione di affitti e sfratti».

La Fondazione, anche se composta unicamente di volontari, è organizzata come una piccola azienda: una ventina di donne si dedicano tutti i giorni alla selezione dei prodotti e poi ci sono professionisti in pensione, medici, giornalisti e una varietà di persone che permettono di ideare continuamente nuovi modi per aiutare al meglio chi ne ha bisogno. «Siamo 150 volontari e tutti i giorni ci mettiamo la testa e il cuore – conclude Maurizio De Vitis – un impegno ampiamente ripagato dai sorrisi delle mamme quando vengono a fare la spesa da noi».

– Maurizio De Vitis

«Siamo 150 volontari e tutti i giorni ci mettiamo la testa e il cuore – conclude Maurizio De Vitis – un impegno ampiamente ripagato dai sorrisi delle mamme quando vengono a fare la spesa da noi».

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