Mammoletta con voi – Mai buttare il tempo, con il lavoro e i legami conquisto l’autonomia

Autori:
Victoria racconta la vita alla Mammoletta: dalla tossicodipendenza all’impegno quotidiano. Pulizie, orto, cucina e fiducia reciproca insegnano a stare nel mondo con dignità e voglia di futuro.
Un’immagine dell’ingresso de La Mammoletta all’Isola d’Elba.
Un’immagine dell’ingresso de La Mammoletta all’Isola d’Elba.

Alla Mammoletta si impara a vivere: il lavoro come cura

Spesso chi arriva alla Mammoletta fatica a comprendere il senso di alcune regole, ma con il tempo queste diventano scelte personali, veri e propri principi di vita. Una di queste, mai scritta ma ben presente, è la regola della privazione dell’inerzia: contrastare quella immobilità fisica e mentale che, insieme ad altri fattori, ci aveva portato sulla strada della tossicodipendenza.

Il nostro vecchio stile di vita era fatto di giornate passate a non fare nulla, se non assumere sostanze o dedicarsi ad attività malsane e criminali. Nulla che fosse interessante o arricchente ci coinvolgeva.

Oggi, possiamo distaccarci completamente da ciò che eravamo, grazie alla possibilità di tenerci impegnati sia fisicamente che mentalmente. Ogni giorno siamo occupati nel mantenimento del luogo in cui viviamo: pulizie, preparazione dei pasti, accoglienza di chi ci viene a trovare.

Il lavoro come dimensione educativa

Il lavoro, da imposizione iniziale, si rivela una dimensione educativa e costruttiva. Ci insegna a relazionarci, anche con chi è molto diverso da noi, e a rafforzare i legami con chi sentiamo affine. In un contesto così, ci si fortifica, ci si motiva, si impara ad essere orgogliosi di sé dopo aver portato a termine anche la più semplice delle mansioni.

Quanto è bello mantenere la propria camera pulita, cucinare per gli altri, leggere e imparare. Si sviluppa così un meccanismo virtuoso, che io stessa vorrei trasmettere ai miei figli (se ne avrò): prendersi cura del luogo in cui si abita significa iniziare a prendersi cura degli altri… e di sé stessi.

Questa consapevolezza è il motivo per cui ci si alza, si rinuncia al sonno prolungato, e si mantiene un ritmo sano e sostenibile. Perché nella vita non ci si può sempre riposare: ci sono ritmi da rispettare.

Uno dei compiti fondamentali nella quotidianità è la pulizia autonoma delle nostre casine, separate dalla cucina e dalla sala comune. È una routine che ci responsabilizza. Non viene quasi mai controllata, perché qui tutto si basa sulla fiducia reciproca.

La fiducia è il filo conduttore anche nelle altre attività: possiamo usare attrezzi veri, prenderci cura del giardino, lavorare in falegnameria, nell’officina o nell’orto. Ogni gesto diventa educazione.

In conclusione, quello che più conta è questo: tutti i valori umani fondamentalirispetto, cura, disciplina, collaborazione – ci vengono trasmessi attraverso attività semplici, come il lavoro quotidiano.

Chi vive fuori spesso lavora per obbligo, per sopravvivere meglio. Qui, invece, viviamo bene perché vogliamo lavorare. Vogliamo essere felici.

– Victoria Sirbu

In conclusione, quello che più conta è questo: tutti i valori umani fondamentali – rispetto, cura, disciplina, collaborazione – ci vengono trasmessi attraverso attività semplici, come il lavoro quotidiano. Chi vive fuori spesso lavora per obbligo, per sopravvivere meglio. Qui, invece, viviamo bene perché vogliamo lavorare.
Vogliamo essere felici
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