Sentimenti – Ci sono corpi vicini che non si incontrano

Autori:
La B.Liver Rachele racconta dell'amore che si spegne non con la fine, ma con il silenzio. Un viaggio tra delusione, fame d’anima e la speranza che qualcuno sappia ancora toccarci davvero.
"Modigliani lo sapeva: ci sono corpi che si toccano ogni notte senza mai incontrarsi davvero". La sposa e lo sposo, Amedeo Modigliani (1915 - 1916)

Sentimenti: se davvero l’amore fosse una bugia

Se davvero due anime potessero toccarsi attraverso un corpo, allora perché la noia arriva comunque? Perché anche tra chi si è promesso amore eterno, anche tra chi ha detto sì, anche tra chi ha costruito una vita intera insieme, arriva il vuoto?

Non il litigio.
Non l’urlo.

Il silenzio.

Perché si desidera altro — non meglio, non di più — solo altro, anche quando si ha tutto? Perché si tradisce? Perché si sognano altre braccia, altre voci, altri occhi, anche mentre ci si sfila la maglietta davanti a chi si conosce da una vita?

Perché ci si lascia? Perché c’è chi passa le notti a immaginare mani che non ha mai sentito, labbra che non conosce, occhi che non l’hanno mai guardata?

Perché si sogna l’ignoto anche quando l’amore è lì, nel letto accanto, che respira piano, sognando ancora qualcosa di diverso, di proibito, di irraggiungibile?

Forse perché siamo tutti delusi. Delusi da un’idea di amore che ci è stata venduta come verità. Un amore che avrebbe dovuto salvarci. Ma non ci ha salvati. Ci ha solo resi affamati.

Forse il problema è l’idea che ci siamo fatti dell’amore. Quella promessa assoluta, sacra, che dovrebbe bastare a riempire ogni buco, a placare ogni fame, a coprire ogni paura. Ma non basta. Non può bastare. E quando non lo fa, ci sentiamo sbagliati.

Ci hanno detto che l’amore avrebbe guarito tutto.
Che bastava trovarlo.
Che ci avrebbe salvati.
E noi ci abbiamo creduto. Dio, se ci abbiamo creduto.

Ci siamo aggrappati a quella bugia come a una preghiera. Ma poi?
Stringiamo denti e dita.
Ci diciamo che è normale, che è la vita.
Che l’amore vero è fatica, è pazienza, è compromesso.
E intanto ci spezziamo a metà, affamati di qualcosa che non sappiamo nemmeno nominare.

L’amore non muore quando finisce.
Muore quando resta, e non ci tocca più.
Quando dorme accanto a te, ma sogna qualcun altro.

Allora che senso ha tutto questo?
Che senso ha dire «per sempre» se poi ci si perde anche stringendo la stessa mano da vent’anni?
Se ci si sfiora e si resta freddi?
Che senso ha dire «per sempre» se poi anche l’amore più giurato muore di freddo sotto lo stesso lenzuolo?

E allora perché anche chi si è sposato, chi ha giurato amore eterno davanti a Dio, a un certo punto smette di provarci? Perché anche tra due persone che si erano scelte, che avevano detto sì davanti al mondo, arriva il silenzio?

Modigliani lo sapeva: ci sono corpi che si toccano ogni notte senza mai incontrarsi davvero.
Ci sono volti che guardi per una vita senza mai vederli.
Per questo lasciava gli occhi vuoti.
Perché non si può dipingere l’anima quando l’anima non risponde.
Quando ti fissa, ma non ti riconosce più.

Tutte le sue donne hanno un collo lungo, esile, teso.
Il collo è il ponte tra la mente e il cuore.
Perché è lì che passa ciò che non si dice.
È lì che si posano i baci, ma anche le mani che tremano,
le parole non dette, la resa.
È lì che ti si spezza il respiro quando ti sfiorano senza più sentirti.
È lì anche che si accumula il dolore quando non si prova più nulla.

E forse è questo che ci manca.
Qualcuno che ci guardi come se potessimo romperci.
E se non è questo, allora non è amore.
È solo un’altra tela appesa con dentro due occhi spenti.

Anche se l’abbiamo svuotato di senso, io ci credo ancora.
In quell’amore che nemmeno la morte riesce davvero a spezzare.

Forse ci basterebbe una sola cosa: qualcuno che posi la mano sul collo, non per stringere, ma per ascoltare tutto quello che non abbiamo mai detto. Tutto quello che ancora non smettiamo di desiderare.

In fondo… Se davvero l’amore fosse solo una bugia, perché allora continuiamo a cercarlo con così tanta fame?

– Rachele Rivolta

“Forse perché siamo tutti delusi. Delusi da un’idea di amore che ci è stata venduta come verità. Un amore che avrebbe dovuto salvarci. Ma non ci ha salvati. Ci ha solo resi affamati.

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