Futuro – Apriamoci sempre alle possibilità che la vita ci offre

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La B.Liver Lisa esplora l’idea che il futuro non sia una dimensione concreta, ma una costruzione continua del presente: nasce da dolore, consapevolezza e dal coraggio di trasformare le esperienze in rinascita.
"Sono aperta alle possibilità della vita e alla certezza che non c’è mai una strada unica, o al contrario, sbagliata. Ogni apparente deviazione può essere presa come un insegnamento verso la propria vera via". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Il futuro non esiste: si costruisce vivendo

Il futuro: argomento per me talmente buio da esser stata obbligata a sconvolgere la scaletta almeno tre volte per riuscire ad esprimere al meglio il mio pensiero a riguardo. Strano a dirsi, solo da poco ho voluto tentare di focalizzarlo per rendermi il più partecipe e attiva possibile nel frenetico mondo in cui viviamo.

Cos’è davvero il futuro? A dover formulare un’opinione del tutto personale, ritengo che il futuro sia inesistente; perlomeno, non come dimensione dettata da elementi concreti, afferrabili, bensì una proiezione costruita a partire dal presente. È una speranza plasmata dagli eventi e dalle esperienze che abbiamo vissuto fino a questo momento, non qualcosa che possiamo afferrare senza aver prima agito e vissuto nel qui e ora.

Sul piano collettivo è difficile nutrire speranze se non si è direttamente coinvolti nel cambiamento, intrappolati nell’illusione di non avere nessun potere o rilevanza, o di non fare mai abbastanza. La sensazione di impotenza può soffocare fino a non vedere altro che oscurità, invece dell’eventuale luce creata da movimento ed energia. Il desiderio iniziale spesso dovrebbe essere scavalcare le barriere e contribuire con i propri valori e capacità a costruire un principio di mondo migliore. Ognuno ha la responsabilità di essere e costruire quella parte di realtà che vorrebbe vedere esternamente.

Va bene, ammetto di non avere speranze neanche sulla sfera individuale. Ho obiettivi da raggiungere, con tenacia sì, tralasciando però ambizione o testardaggine. Sono aperta alle possibilità della vita e alla certezza che non c’è mai una strada unica, o al contrario, sbagliata. Ogni apparente deviazione può essere presa come un insegnamento verso la propria vera via.

Fino a qualche anno fa avevo le idee chiare: avrei finito il liceo, intrapreso la carriera universitaria, ed entro i venticinque anni mi sarei trasferita in qualche parco nazionale a lavorare con gli animali. La malattia, poi, ha sconvolto qualsiasi mio piano, e non perché non avessi più prospettive future, avevo semplicemente iniziato a guardare le cose da un nuovo punto di vista. Il mio desiderio di stare a contatto con gli animali era una mascherata speranza di fuggire dalla mia sensibilità nei confronti delle persone. Ne avevo talmente paura da rinnegare una parte di me che desiderava invece renderla una risorsa, e così ho fatto. Essa quindi, è stata affiancata alla passione per la scrittura, scoperta in primo luogo come passatempo, e solo dopo come elemento fondamentale di rinascita, a cui ho intenzione di dare spazio in un’ipotetica carriera professionale.

Perciò non temo il dolore o il fallimento: li considero, sono, nella giusta dose, gli indicatori più diretti ed efficaci per chiarire ciò che non vogliamo nella nostra vita. Ciò ci permette di limitare il campo a quello che davvero reputiamo debba farne parte: che si tratti di persone, emozioni, abitudini, hobby, campi professionali, prospettive e ideali. In questo processo, la chiave è l’ascolto di sé e una costante consapevolezza del mondo che ci circonda.

Il futuro non è un traguardo lontano e immutabile da aspettare passivamente, ma qualcosa che si costruisce ogni giorno con le nostre scelte e azioni. Sta a noi essere protagonisti attivi della realtà che vorremmo vedere, partendo dalla responsabilità individuale fino all’impegno collettivo. Solo così il futuro, pur nella sua natura incerta, può prendere forma e significato.

– Lisa Roffeni

Cos’è davvero il futuro? A dover formulare un’opinione del tutto personale, ritengo che il futuro sia inesistente; perlomeno, non come dimensione dettata da elementi concreti, afferrabili, bensì una proiezione costruita a partire dal presente. È una speranza plasmata dagli eventi e dalle esperienze che abbiamo vissuto fino a questo momento, non qualcosa che possiamo afferrare senza aver prima agito e vissuto nel qui e ora.

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