Che cosa conta per te – Capire l’arte per creare un pensiero consapevole

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La B.Liver Vittoria riflette sull’importanza dell’arte come mezzo di espressione, inclusione e terapia. L’arte unisce culture, aumenta il benessere e ci aiuta a comprendere noi stessi.
"Frequentemente quando si osserva un'opera ci si sofferma sull’estetica, dando poca rilevanza ai valori storico-morali, eppure l’arte è rivoluzione, inclusione e anche terapia". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Cos’è importante per me? L’arte come ponte e terapia universale

Cos’è importante per me? Per me è importante capire l’arte che è sicuramente uno degli strumenti più potenti per costruire un nuovo modo di pensare, libero e consapevole. Quanto spesso ci lasciamo travolgere dalla bellezza riponendo i pensieri intrusivi in un cassetto lontano della nostra mente? Frequentemente quando si osserva un’opera ci si sofferma sull’estetica, dando poca rilevanza ai valori storico-morali, eppure l’arte è rivoluzione, inclusione e anche terapia.

Fin dalle origini l’arte è stata capace di influenzare potentemente la cultura: in tempi antichi la scultura greca, attraverso meticolose proporzioni, ha plasmato l’idea di eroe di bell’aspetto e di buon animo, poi artisti come Jacques-Louis David, Eugène Delacroix, Giuseppe Pelizza da Volpedo, hanno messo nero su bianco punti chiave di fondamentali tappe storico-rivoluzionarie, spingendo lo spettatore verso la manifestazione dei propri ideali. In epoche più recenti Dorothea Lange o Bansky mettono a fuoco temi come la disuguaglianza, l’ambiente, l’antimilitarismo e la pace, portandoci a riflessioni su enigmi a cui tutti dovremmo cercare di trovare una risposta. Nel 2020 (Periodo Covid) i disegni con l’arcobaleno e «Andrà tutto bene» dei bambini ci hanno dato un raggio di speranza. Oggi un’opera come il Murale per Giulia Cecchettin si mostra una chiara denuncia contro la violenza di genere e ci aiuta a non accettare comportamenti aggressivi. Mentre la foto che ha vinto il World Press Photo sensibilizza sulla drammatica situazione che si sta vivendo a Gaza.

«Universale» l’arte arriva a tutti coloro che la lasciano entrare nelle loro vite, non esistono confini territoriali, temporali o culturali, (è uno dei pochi strumenti che mette in relazione bambini ancora analfabeti e anziani che hanno vissuto mille storie) è solo un profondo sentimento in grado di creare legami, dialoghi, confronti, un vero e proprio ponte tra culture; esempi come la TEFAF o l’Art Basel ne sono la prova concreta; in questi eventi viene accentuato come ogni pennellata, ogni scatto generi emozioni diverse, dimostrando come sia vero che c’è unità nella diversità.

Una delle prime cose che ci insegnano da bambini sono i nomi dei colori, per comodità, ma a me piace pensare che sia per un bisogno interiore di avvicinarsi al mondo dei dipinti, un mondo di forme e di colori, dove può avvenire qualsiasi cosa, dove si descrive una precisa realtà o una folle fantasia, un mondo dove capiamo noi stessi e sgrovigliamo quel gomitolo di lana pieno di pensieri, l’arte è una terapia di cui adesso il mondo ha bisogno.
Scientificamente aumenta l’autostima e il benessere, attenuando lo stress e l’ansia. Nella pratica quotidiana lo Stato Italiano si obbliga a tutelare il paesaggio e il patrimonio artistico promuovendo lo sviluppo culturale, inoltre molte città stanno rinnovando i quartieri migliorandone l’aspetto, perché inconsciamente la gente si sente più sicura in mondo bello: riconoscere i palazzi, le aree verdi o la street art sotto casa aiuta a vedere una luce quando si torna a notte fonda e non si è in compagnia.

Insomma, l’arte è un linguaggio universale, un viaggio, una finestra, un’ancora, un rifugio, in generale qualsiasi cosa ci arrivi dritta al cuore come un canto meraviglioso che si può solo ascoltare senza farci annegare (come facevano le sirene Partenope, Leucosia e Ligea o Loreley), ma che ci migliora e ci fa scoprire ogni volta nuovi modi di viaggiare.

– Vittoria Velluzzi

Cos’è importante per me? Per me è importante capire l’arte che è sicuramente uno degli strumenti più potenti per costruire un nuovo modo di pensare, libero e consapevole. Quanto spesso ci lasciamo travolgere dalla bellezza riponendo i pensieri intrusivi in un cassetto lontano della nostra mente? Frequentemente quando si osserva un’opera ci si sofferma sull’estetica, dando poca rilevanza ai valori storico-morali, eppure l’arte è rivoluzione, inclusione e anche terapia.

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