Che cosa conta per te – Ricordare sempre la voce di Dio prima dei profeti

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Dio si ritira e l’umanità cade nel caos, guidata da profeti in disaccordo. I popoli si scontrano, le manifestazioni sembrano inutili, e rimane solo una domanda: qual è il senso della violenza?
"Parole diverse producono leggi diverse. Il vento a Nord parla di una pesca abbondante, quello a Sud di ricchezze dentro le montagne. Così quando queste due popolazioni si incontrano, gli uni raccontano che si tratta di una balena, i secondi sostengono che è il cuore della montagna. Per i rispettivi profeti questa blasfemia era inaccettabile, mentre i soldati volevano ciascuno i beni degli altri". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Il Dio che se n’è andato

Non sono andato a manifestare. Non credo che chi ha manifestato abbia cambiato qualcosa, specialmente quando si manifesta in un Paese così lontano come il nostro. Dio aveva appena finito di parlare, e tutti rimasero in silenzio. Un silenzio pieno: il mondo tratteneva il respiro. Poi, lentamente, un brusio si levò ed era come se quelle parole non fossero valse a nulla. Potevano però essere utili: per far valere i propri interessi, per costruire recinti, per tracciare confini. Nel Suo nome, ovviamente. Usarono le Sue parole come una sciarpa elegante per andare a comprare la frutta al mercato, come un distintivo da mostrare agli altri, e infine come un’arma per massacrare chiunque provasse a mettere le mani su qualcosa che consideravano proprio. Massacrare lui e suo figlio. Nel nome di quale Dio questa violenza è possibile? Certamente non di Quello che aveva appena finito di parlare. Così Lui decise di sparire. Di cambiare universo, di cercare un posto dove qualcuno fosse davvero in grado di ascoltare, e capire.

Lui se ne andò, e restò il vuoto. Alcuni non se ne accorsero, continuarono a correre dietro la frutta e delimitare nuovi confini, altri cominciarono ad avere timore. Passavano le giornate con l’orecchio teso nel vuoto e le mani a coppa, cercando quella presenza che in passato avevano avvertito. Quella voce che era sembrata una melodia, squarciando il silenzio che ora occupava i loro timpani, quel silenzio che ora cominciava lentamente ad entrare nelle loro teste.

Altri ancora semplicemente scoppiarono: il canto del gallo, lo scorrere del fiume, qualsiasi suono naturale diventava Verbo. Ben presto queste figure diventarono i profeti, gli unici in grado di sentire ciò che prima sentivano tutti. Quando sorgeva un problema tra le persone, il profeta veniva designato come giudice.

Nessuno aveva ascoltato quando era il momento giusto e ora tutti cercavano una guida. I profeti divennero quella guida. E se ciascuno di essi è convinto di sentire Dio parlare nel vento, ognuno porterà alla sua popolazione parole diverse. Parole diverse producono leggi diverse. Il vento a Nord parla di una pesca abbondante, quello a Sud di ricchezze dentro le montagne. Così quando queste due popolazioni si incontrano, gli uni raccontano che si tratta di una balena, i secondi sostengono che è il cuore della montagna. Per i rispettivi profeti questa blasfemia era inaccettabile, mentre i soldati volevano ciascuno i beni degli altri. Così fecero quello che nelle dispute avevano sempre fatto sin dall’origine, si massacrarono a vicenda.

Paesi lontani, come il mio, protestavano per far finire la violenza. I nostri profeti non credevano più nella violenza, i loro occhi ne avevano vista abbastanza e credevano che non fosse una soluzione percorribile. Ma i loro venti, i loro fiumi, dicevano che era giusta: perché dal loro punto di vista avrebbero dovuto smettere di ricorrervi? Ecco che nessuno aveva più la risposta: la ragione reale era presente nelle prime parole mai pronunciate, ma nessuno le ricordava più.

Dunque non sono andato a manifestare. Altri lo fanno, mettono il loro corpo in mezzo alla strada per dire qualcosa, lo rispetto. Non credo che questo atto cambi le cose, sebbene capisca il senso di sgomento della gente, non riesco moralmente a farmi carico di quella sofferenza.

– Riccardo Russo

I nostri profeti non credevano più nella violenza, i loro occhi ne avevano vista abbastanza e credevano che non fosse una soluzione percorribile. Ma i loro venti, i loro fiumi, dicevano che era giusta: perché dal loro punto di vista avrebbero dovuto smettere di ricorrervi? Ecco che nessuno aveva più la risposta: la ragione reale era presente nelle prime parole mai pronunciate, ma nessuno le ricordava più.

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