Il riscatto attraverso la musica: emozioni, benessere e rinascita
Vita (in te ci credo), questa canzone di Lucio Dalla mostra come dopo tanti momenti bui si possa rinascere e ottenere un riscatto dalla vita. Il riscatto porta alla felicità, la domanda è quanto siamo disposti a sacrificare per la felicità o per il raggiungimento di un bisogno?
Penso che molte risposte si possano trovare nel mondo della musica adottata da molti come mezzo per raggiungere più facilmente uno stato di benessere. Da un punto di vista scientifico esiste la musicoterapia dove viene utilizzato il suono nell’interazione tra paziente e professionista; tale cura, che si sta diffondendo in modo sempre più evidente, viene impiegata come «gancio» relazionale per aiutare i bambini affetti da autismo a comunicare le loro emozioni, oppure come strumento per rallentare malattie degenerative (demenza).
Nella naturopatia i toni binaurali, illusioni sonore percepite dal cervello quando due frequenze leggermente diverse vengono inviate separatamente a ciascun orecchio, portano numerosi benefici in momenti di ansia e stress, c’è chi sostiene che siano alla pari di una bacchetta magica: fanno scomparire come d’incanto anche mal di testa e dolori addominali, permettendo chi li ascolta di sentirsi presto bene.Brani di Mozart, Vivaldi, Schubert, Debussy, Bach e Chopin vengono consigliati alle donne in gravidanza: la musica classica, infatti, trasmette serenità alla mamma e secondo alcuni studi migliora le capacità cognitive del nascituro, inoltre il ritmo calmo e regolare di alcune composizioni può aiutare chi studia a migliorare la produttività del 15%.

Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
«I found a love for me» … «Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te», le canzoni d’amore c’è chi va sotto casa dell’amata a suonarle con la chitarra, chi le canta a squarciagola mentre cucina una pizza a forma di cuore, chi le ascolta mentre si scambia intensi baci sotto le coperte, in ogni caso illuminano gli occhi, fanno ridere e sognare. E poi c’è la musica nelle cuffiette bluetooth dei ragazzi che la mattina aspettano la metro – solitamente rap o trap, criticata da tanti adulti – che trasmette ai ragazzi un profondo senso di identità, di appartenenza a una generazione ed è spesso considerata un modo per sfogare la rabbia accumulata.
Siamo bombardati da musica: ho parlato di chi l’ascolta, ma c’è anche chi la musica la fa, partendo da chi ha studiato anni in conservatorio e trova realizzati i suoi sogni sul palco del teatro alla Scala, o al concerto di capodanno di Vienna, arrivando a chi la musica l’ha usata come ponte per riuscire a buttare fuori un malessere importante (Giovanni Allevi), a denunciare una situazione razziale difficile (Billie Holiday), o a uscire da una situazione economicamente complicata.
Quest’ultima categoria rappresenta a pieno la definizione di riscatto: aver sacrificato tempo, spesso anche rapporti sociali, per riuscire a raggiungere una vita di benessere, per rinascere. Il caso più eclatante è quello di Eminem, rapper americano che trascorre la sua infanzia in uno stato di estrema povertà vivendo anche una situazione difficile a scuola, dove era vittima di bullismo, ma poi decide che vuole cambiare la sua vita e inizia a investire nell’attività musicale, «He won’t give up that easy, no, he won’t have it» oggi è uno degli artisti rap più ascoltati e il suo patrimonio economico è estremamente elevato.
E dunque ascoltiamo.
Vittoria Velluzzi
“Quest’ultima categoria rappresenta a pieno la definizione di riscatto: aver sacrificato tempo, spesso anche rapporti sociali, per riuscire a raggiungere una vita di benessere, per rinascere.”