Giovanni: la mia storia, il mio motore
Ogni storia personale porta un messaggio, un insegnamento che solo l’io del presente può cogliere e accettare per cambiare il proprio futuro, la propria visione della sua esperienza. La nostra storia è come l’impronta che ci ancora al terreno della realtà, una realtà che può assumere altre forme: sta a noi mettere in pratica ciò che la storia ci comunica.
La mia storia è un po’ particolare: sono nato con un tumore, che per fortuna è benigno, e ho passato parecchi anni della mia vita a farmi domande del tipo: «ma perché proprio a me?», «che vita dovrò fare?» e pensieri di questo genere. Una parte di me pensa un po’ anche adesso queste cose, ma crescendo e guardando al passato mi accorgo che ciò è stato, in alcuni casi, un vantaggio, perché mi ha permesso di affrontare e superare difficoltà che normalmente le persone non hanno.
Ad esempio, quando a 12 anni sono andato in Inghilterra da solo con alcuni amici, ho dovuto superare la paura e l’incertezza di quel viaggio, oppure quando ho deciso di continuare a studiare dopo la laurea triennale. Inoltre ciò mi ha permesso di guardare gli eventi da un’altra prospettiva, vedendo la realtà nel suo complesso più che seguendo gli istinti.
Quindi penso che la malattia sia stata un’opportunità di crescita personale, perché mi ha fatto scoprire una parte di me stesso: le fragilità, le emozioni, i bisogni che altrimenti avrei conosciuto più lentamente nel corso della mia vita.
Una cosa che la malattia mi ha insegnato, e che continua a insegnarmi, è che c’è un tempo per ogni cosa. Per raggiungere un obiettivo devi rispettarti e rispettare i tempi del mondo al di fuori di te stesso; bisogna trovare un equilibrio dinamico, che si muove nello spazio e nel tempo.
Ma questi pensier rischiano di essere un po’ troppo egoistici se non tengono conto del contesto in cui sono cresciuto: un ambiente eccezionale, fatto dell’affetto e del supporto di amici e parenti.
La mia infanzia è stata abbastanza spensierata, tra nuovi amici, i parenti con cui passavo l’estate e la scuola, a cui non avevo mai molta voglia di andare. Fin da piccolo ho avuto la passione per lo sport, in particolare andavo in barca a vela sul Lago Maggiore e giocavo a calcio con gli amici.
Al liceo il cambio di ambiente e gli impegni scolastici mi avevano all’inizio un po’ spaesato: si studiava davvero molto. Però in quel periodo ho fatto numerose conoscenze, tra cui un gruppo di amici che frequento ancora oggi.
Ricordo le risate con i compagni, le prime esperienze di vita, e la maturità, che sembrava un’impresa titanica ma che, una volta superata, si è rivelata una soddisfazione incommensurabile. Ricordo l’ansia della prova orale con tutti i professori disposti in cerchio e la mia tesina sui big pharma, molto difficile da realizzare.
Sempre durante il liceo ho scoperto la passione per la lettura, in particolare saggi di politica e attualità.
Nello stesso periodo purtroppo le mie condizioni di salute hanno iniziato a peggiorare. Da una parte ho dovuto gestire la malattia, dall’altra ho continuato a studiare per seguire le mie passioni e la mia carriera.
Dopo il liceo ho scelto l’università di agraria, seguendo il mio interesse per la politica e le politiche green. Ho iniziato questo percorso fino alla laurea triennale nel 2021, subito dopo il lockdown.
In quel periodo ho fatto tre viaggi molto spensierati con gli amici: Porto, Malaga e Granada, e Valencia, città moderne e vivaci che mi hanno lasciato ricordi bellissimi.
Dal 2021 però la salute è peggiorata e ho dovuto sospendere i viaggi per un po’. Ultimamente ho ricominciato grazie ad alcune cooperative.
Sono stato a Parigi, dove mi ha colpito la monumentalità celebrativa di opere come Notre Dame, la Tour Eiffel e Montmartre, e gli ampi spazi della città lungo la Senna.
L’ultimo viaggio è stato a Cipro, dove la capitale Nicosia è divisa tra turchi ed europei da una zona neutrale. Il contrasto tra le due parti della città è evidente: la parte europea con grandi viali e la parte turca con mercati e moschee.
Nello stesso periodo, a Milano, alcuni giornalisti del Bullone e io siamo stati premiati dall’Ordine dei giornalisti con l’iscrizione all’Albo ad honorem, un momento molto gratificante e indimenticabile.
Per quanto riguarda lo studio, sono stato a lungo indeciso se lavorare o continuare a studiare. Alla fine ho deciso di proseguire scegliendo la facoltà di politiche ambientali, che frequento oggi.
Questa è la mia storia fino ad ora. Molti capitoli devono ancora essere scritti, ma ringrazio il Bullone per avermi dato la possibilità, scrivendo questo articolo, di riflettere sulla mia esperienza.
Penso che la mia esperienza abbia avuto due componenti principali: una razionale e una irrazionale. La parte razionale è lo studio, mentre la parte irrazionale è la malattia, gli eventi e le passioni che mi hanno accompagnato. La componente irrazionale resta il motore della parte razionale, l’origine. Il problema è trovare una sintesi tra queste due componenti per affrontare ogni difficoltà.
Anche la nostra storia crea la base da cui partire: ciò che abbiamo vissuto racconta tentativi, fallimenti e vittorie e ci trasmette la forza per andare avanti, continuare ad essere noi stessi e cercare di evolvere positivamente.
– Giovanni Giraudi
“Anche la nostra storia crea la base da cui partire: ciò che abbiamo vissuto racconta tentativi, fallimenti e vittorie e ci trasmette la forza per andare avanti, continuare ad essere noi stessi e cercare di evolvere positivamente.”