Martina Toma, una portavoce. Gli studenti vanno ascoltati

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Martina Toma ha lanciato un sondaggio su dad e rientro in classe, che ha fatto il giro del Paese, grazie anche al supporto della community ScuolaZoo, ottenendo 350.000 pareri di studenti. Con una media di 1.000 studenti per istituto, Martina è riuscita a rappresentare circa 350 istituti.

di Marwan Chaibi

«I giovani d’oggi sono quelli della Trap, non ne combinano una buona», questo è ormai il continuo salmodiare che si sente ripetuto da mille bocche, anche autorevoli. Tuttavia i giovani sono bravi, intelligenti e attivi. Filosoficamente schierati e con le idee chiare, forse anche di più di chi vuole decidere per loro. Più democratici, più aperti. Strano no?

Ma ancora più strano è come i giovani siano un oggetto. Una semplice marionetta da muovere nel momento di crisi. I ragazzi fanno solo danni, si drogano, si spingono dove non dovrebbero. E vorrebbero pure essere ascoltati. Ebbene sì… vorrebbero anche essere ascoltati.

«Io sapevo che non sarei stata ascoltata dai piani alti. Ma volevo proprio dimostrare questo. Si ignora tutto quello che è eclatante, come se non esistesse. Era quello che volevo dimostrare e sono riuscita a farlo, anche se un po’ mi dispiace. Però sono riuscita a far diventare la mia causa, la causa di molti. La mia è una vittoria agrodolce, però è mancata la terza vittoria, quella dell’ascolto delle istituzioni», dice la 17enne Martina Toma, rappresentate d’istituto del liceo linguistico Ettore Palumbo.

La 17enne Martina Toma.
La 17enne Martina Toma.

Il sondaggio di Martina Toma

Queste parole fanno riflettere, e dovrebbero far riflettere molto chi si occupa di rappresentare gli studenti a livello istituzionale, carichi di responsabilità, diritti e doveri, obblighi. Però nel momento in cui gli studenti si schierano con una linea chiara e pacifica questi non vengono interpellati.
Calcolatrice alla mano: Martina Toma ha lanciato un sondaggio su dad e rientro in classe, che ha fatto il giro del Paese, grazie anche al supporto della community ScuolaZoo, ottenendo 350.000 pareri di studenti. Con una media di 1.000 studenti per istituto, Martina è riuscita a rappresentare circa 350 istituti. E questo lo ha dovuto fare una studentessa, una ragazza come tanti ha avuto l’idea di proporre un semplice sondaggio per capire come la pensassero altri ragazzi come lei.

Le istituzioni hanno interrogato i ragazzi per sapere come si sentivano all’idea di tornare in classe? All’idea di dover usare un trasporto pubblico assolutamente insufficiente per tutta la sicurezza che si dovrebbe garantire? La scuola è sicura? Ok ne siamo convinti, ma tutto il contorno lo è? Tutto il sistema scuola, che si compone di tanti tasselli, è sicuro?

credits: leah hetteberg
credits: leah hetteberg

La scuola, ultima ruota del carro

I problemi dei ragazzi dovrebbero essere altri a questa età. Dovrebbero essere altri i temi su cui dibattere, su cui alzare delle questioni. Eppure quei giovani della trap e delle baby gang, delle ore interminabili sui social si sono forse interrogati di più delle generazioni precedenti e delle istituzioni per una questione non di loro competenza, ma che li riguarda molto da vicino. È estremamente interessante come l’istruzione sia una componente aggiuntiva della società e dell’informazione. Una di quelle storie trite e ritrite da tirare fuori dal cassetto ad agosto inoltrato, quando l’anno scolastico è alle porte, verso maggio quando ci si prepara per l’esame di Stato. L’istruzione va di moda solo perché ha dei problemi, perché è un ottimo collettore di problematiche. L’istruzione fa comodo perché permette a qualcuno di mettersi in mostra. Ma il vero problema è che i ragazzi studiano in aule che crollano, in scuole che si allagano, marce e riciclate da chissà quale utilizzo precedente. La scuola è sempre l’ultima ruota del carro.
E anche quando alcuni ragazzi virtuosi si danno da fare per migliorarla, o semplicemente per avere un po’ di voce in capitolo, come di consueto, attorno a loro le istituzioni fanno orecchie da mercante.

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