Il 20 settembre scorso il Bullone ha avuto la straordinaria possibilità di partecipare al mondo e alle riunioni di redazione della principale agenzia stampa italiana: l'ANSA.
Via della Dataria, 94
Al civico 94 di via della Dataria, a Roma, c’è una delle istituzioni non politiche più importanti d’Italia e d’Europa. In quelle che un tempo furono le Cancellerie e le Scuderie Vaticane ora risiede l’ANSA, acronimo che racchiude una dicitura più complessa e descrittiva: Agenzia Nazionale Stampa Associata.
ANSA: il cuore dell’informazione italiana
Tutti abbiamo letto almeno un’ANSA nella vita. Tutti sappiamo cos’è un’ANSA. Ma ci siamo mai chiesti cosa c’è dietro a quelle poche righe così eloquenti e così chiare? Ci siamo mai chiesti quante dita hanno scritto, rivisto, riletto, controllato e infine pubblicato quella notizia? Ebbene, io non mi sono mai posto il problema, fino a quando non sono andato in via della Dataria numero 94. Quello che ci è stato concesso è stato molto simile a quello che possiamo definire un viaggio dentro il corpo umano. Siamo passati dalla testa, la riunione di redazione fatta con la direzione centrale e tutti i capo-redattori, per poi passare alle diramazioni quali collaboratori. Appendici non accessorie, perché tutto quello che passa al vaglio di ANSA è verificato con precisione e controllato al microscopio.
Ogni organo con la sua funzione
Ogni organello, come nel corpo umano, ha una sua specifica funzione chiave.
Ma cos’è una agenzia di stampa? È un’impresa giornalistica che raccoglie e fornisce notizie, reportage, foto e servizi tramite dei bollettini a dei clienti o a chiunque ne abbia interesse. Un fine nobile, ma che rischia di avere un risvolto non troppo roseo, se preso alla leggera.
Una volta il ruolo delle agenzie di stampa era molto diverso da quello attuale. L’obiettivo era arrivare primi. Il prestigio e l’efficienza dell’agenzia era determinato dalla velocità con la quale le notizie passavano per gli uffici e venivano pubblicate. Tuttavia, con l’avanzare delle tecnologie e dei social, il ruolo delle agenzie di stampa è mutato irreversibilmente. Non sono cambiati i contenuti, ma le esigenze da parte del cliente o lettore.
Bisogna fare del debunking o, per i meno avvezzi, stroncare le fake news. Infatti l’obiettivo non è arrivare per forza primi, ma avere una notizia sana dalla A alla Z. Inattaccabile, vera e genuina. Con l’avvento dei social e dell’autoproclamazione dell’utente medio a gran oracolo della verità unica e sola, il mondo si è spaccato. Da un lato c’è il giornalismo tradizionale, dall’altro il dilagare di quelle che non si possono neanche definire notizie, se non fantasie foriere di odio e paura.
Ed è qui che l’ANSA scende in campo.
Fa riflettere come per un’istituzione così grande sia stato più sconvolgente l’avvento dei social piuttosto che del sistema internet, però permette un’istantanea perfetta della società attuale. Divisa, divisiva e confusa. L’uomo per sua natura cerca delle risposte alle sue domande, e lo fa attraverso i notiziari, i giornali e i social. Però, se questi sono corrotti dall’interesse di pochi alla veicolazione di un determinato concetto, allora crolla il castello di carte. Crolla la credibilità e lo scopo.
Il nostro piccolo viaggio
Nel nostro piccolo viaggio all’interno della notizia, ci ha guidato Luigi Contu, Direttore di ANSA, che ci ha raccontato quali sono gli oneri e gli onori dell’essere Direttore e che ci ha anche ribadito che la pazienza è la virtù dei forti. Se si fosse lanciato su grandi notizie gridate ai quattro venti, avrebbe sicuramente vinto sul tempo, ma perso in credibilità. Spesso la chiave è aspettare di avere la conferma e vincere sul piano della credibilità. Contu ha vissuto la transizione digitale dell’Agenzia, un cambiamento radicale e complesso. Alessio Panizzi, Vicedirettore di ANSA invece, ci ha mostrato nello specifico quali e quanti passaggi l’informazione compie dentro il circuito dell’Agenzia, perché «l’informazione è uno dei beni immateriali più importanti che una persona possiede». E quindi va manipolata senza cambiarne la natura, con il taglio e la luce giusta.
Per riuscire ad essere così efficienti, hanno una lunga serie di piattaforme, supporti, mezzi che permettono il trasferimento delle informazioni da una parte all’altra della nazione e del mondo. Una fitta rete di contatti e collaboratori che coprono come un grande timpano il pianeta, in attesa di ricevere una debole vibrazione e quindi l’autorizzazione per poterscavare più a fondo, nel torbido delle vicende, o nel fumoso mondo della burocrazia.
«E per poterlo fare bisogna essere completamente indipendenti da qualunque tipo di gioco politico o di potere, ed è per questo che l’ANSA è un faro nel mondo delle agenzie stampa. Un esempio unico di equilibrio a livello globale, nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale come primo baluardo di democrazia e stabilità», Stefano De Alessandri, Amministratore Delegato di ANSA ci ha fatto fare un viaggio all’interno della storia e come è stata concepita l’Agenzia in un periodo così complesso e drammatico come il secondo dopoguerra.

I pericoli
Per parlare bene di tutto bisogna essere tanti e specializzati, capaci di vivisezionare quella che può sembrare la notizia del secolo, ma che potrebbe anche essere la «bufala» più pericolosa di sempre. Un esempio? Il Flash dell’11 febbraio 2013 che alle 11:46 gridò al mondo le dimissioni di Papa Benedetto XVI. Questa sì che è stata la notizia del millennio! Al secondo piano di via della Dataria, a pochi passi dal Quirinale e ad altrettanti da Montecitorio, ci sono coloro i quali lavorano costantemente, giorno e notte letteralmente, per far sì che l’informazione non si fermi e che possa circolare pura nelle vene di internet. Decidendo cosa è più importante che si conosca in quel determinato frangente, cosa è maggiormente determinante per la vita di ognuno di noi, quasi con fare materno.
tutto quello che passa al vaglio di ANSA è verificato con precisione e controllato al microscopio
– Marwan Chaibi