Storia di un uomo che vedeva giallo e di uno sciamano

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Riccardo ci racconta la storia di un ragazzo che poteva vedere i colori delle emozioni. Tale abilità aiutava la sua passione per i dipinti, se non fosse che una mattina, svegliandosi, notò che tutto il mondo era diventato... giallo. Disperato corse da uno sciamano, il quale gli offrì una morale su cui riflettere.
occhiali gialli per un mondo giallo
"Per questo motivo sono sbiancato quando, una mattina, mi svegliai e vidi il soffitto rosso. Poi aprii le finestre… Il cielo giallo, il prato giallo. Il mio cane giallo, dormiva nella sua cuccia gialla sotto una cassetta della posta gialla, aperta da un postino giallo che depositava buste gialle." Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Riccardo Russo, B. Liver

Il mondo come contenitore di emozioni colorate

Ho sempre creduto che il mondo fosse un contenitore di emozioni, che sono le sfumature della vita. A sua volta, ho sempre associato ogni emozione a una certa tonalità di colore, la gioia, il dolore, la tranquillità… Scegliere la giusta tonalità aiuta dunque i miei quadri a suggerire l’emozione che desidero comunicare in quella scena. Ma questa abilità mi è sempre stata utile anche nella vita di tutti i giorni: arrivavo a casa e trovavo il viso di mio padre con una sfumatura verde? Lo lasciavo perdere. Un mio amico vestiva grigio? Cercavo di integrarlo nella festa.

“Ho sempre creduto che il mondo fosse un contenitore di emozioni, che sono le sfumature della vita. A sua volta, ho sempre associato ogni emozione a una certa tonalità di colore, la gioia, il dolore, la tranquillità… Scegliere la giusta tonalità aiuta dunque i miei quadri a suggerire l’emozione che desidero comunicare in quella scena.” Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Un giorno vidi un mondo giallo intorno a me

Per questo motivo sono sbiancato quando, una mattina, mi svegliai e vidi il soffitto rosso. Poi aprii le finestre… Il cielo giallo, il prato giallo. Il mio cane giallo, dormiva nella sua cuccia gialla sotto una cassetta della posta gialla, aperta da un postino giallo che depositava buste gialle.

Mi spaventai moltissimo. Corsi alla mia bottega, dove stavo ultimando una veduta ispirata alle verdi colline irlandesi, e come temevo, le trovai gialle, come anche la tavolozza. La presi nella mano sinistra e con la destra presi il pennello, ma mi arresi subito. Come avrei potuto terminare le colline irlandesi senza verde? E il cielo?

Disperato, corsi a cercare aiuto: uno sciamano si propose di aiutarmi

Ero disperato. Corsi in città per trovare aiuto da diversi guaritori che mi fecero bere vari decotti e miscugli fatti di erbe sempre più rare, con la promessa di recuperare la corretta cromia della mia vista, ma furono tentativi inutili. Senza speranze rimaste, mi recai riluttante dallo sciamano, una figura talmente malvista dalla società che era stata cacciata da ogni città in cui aveva messo piede. Lo sciamano abitava come un eremita in cima a un monte freddo e sperduto, che raggiunsi dopo mesi di peregrinazioni e tentativi andati a vuoto.

Casa sua era spoglia, lui stava dormendo sulla nuda roccia, vestiva una tunica sottile e aveva capelli e barba incolti e arruffati. Lo svegliai, mi presentai e gli esposi brevemente il mio problema, con la promessa di una ricompensa in oro in caso di guarigione miracolosa. Lui mi invitò a guardarmi in giro, sostenendo di non sapere che farsene dell’oro. Mi propose allora di aiutarlo con un sogno che aveva da tempo. Un sogno che, se realizzato, mi avrebbe aiutato a recuperare naturalmente lo spettro dei colori nella mia retina.

Il ritorno dal Cuore del Monte e i cristalli dello sciamano

Eccomi allora di ritorno dal Cuore del Monte: i cristalli qui custoditi, di inestimabile valore, avrebbero reso ricco lo sciamano, mentre lui si sarebbe impegnato a costruire, con uno di questi, un paio di lenti. Le proprietà di questi cristalli, infatti, comprendevano anche il filtraggio della luce in diverse tonalità. Lo sciamano entusiasta mi sfilò le pietre dalle mani e, con l’aiuto di uno scalpello, tirò via due lastre sottili da una di queste. Si inventò poi una montatura con un paio di legnetti e mi consegnò quello che poteva essere il lontano parente di un paio di occhiali.

“Sii unico”

Li indossai: il cielo non era giallo ma… rosso. Le montagne, rosa. Mi girai verso l’anziano e protestai, ma lui se ne lavò le mani. Ero venuto per recuperare la possibilità di vedere i colori? Ebbene, tale era il risultato. Di più egli non poteva fare: «Il mondo è pieno di pittori, più o meno bravi, che sono in grado di rappresentare la realtà con un sapiente uso regolare dei colori. Vuoi continuare a dipingere? Non lasciare che questa minuzia ti affossi. Sfrutta questa possibilità che il destino ti ha donato e sii unico». Disse così e poi si lanciò di corsa giù dalla montagna tenendo in braccio il suo tesoro.

– Luca Capitani

«Il mondo è pieno di pittori, più o meno bravi, che sono in grado di rappresentare la realtà con un sapiente uso regolare dei colori. Vuoi continuare a dipingere? Non lasciare che questa minuzia ti affossi. Sfrutta questa possibilità che il destino ti ha donato e sii unico»

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