Brignone – Goggia, la coppia dello sci che vince e convince in attesa delle Olimpiadi

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Il B.Liver Luca ci porta sulle nevi di Cortina, dove Goggia e Brignone dominano l’Olympia delle Tofane. Tra successi e attese, cresce l’emozione per Milano-Cortina 2026: il sogno olimpico è vicino.
Sofia Goggia e Federica Brignone brindano ai loro successi a Cortina facendo sognare i tifosi a un anno da Milano-Cortina 2026.
Sopra una foto di un momento della liberazione del campo di Auschwitz

Cortina 2026: il sogno olimpico delle regine della velocità

Il conto alla rovescia ormai è alle porte. Il tempo passa e scorre sempre più veloce. Come il cronometro durante le discese da una delle piste da sci più iconiche del mondo, l’Olympia delle Tofane. In questo mese di gennaio, forse ci si è preparati per una possibile festa indimenticabile che potremmo rivivere tra un anno in quel di Cortina. E non sarà per la gioia di una vittoria in Coppa del Mondo, ma per qualcosa di più grande: salire sul gradino più alto del podio olimpico.

Che dire, le premesse ci sono. La fiducia verso un grande appuntamento come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è alle stelle per i nostri atleti, in particolare per le ragazze della velocità nello sci alpino. Le protagoniste sono sempre loro, Federica Brignone e Sofia Goggia. Due sciatrici formidabili con caratteri altrettanto forti. Pronte a scendere dal cancelletto di partenza e dare il cento per cento per terminare la prova in luce verde, alzare le braccia al cielo ed esultare insieme ai loro tifosi.

Federica, di origini valdostane, è stata capace nel 2020 di portare a casa la sfera di cristallo grazie al primo posto della classifica generale a fine stagione ed essere la prima sciatrice italiana a raggiungere tale obiettivo.

Sofia, bergamasca di nascita, ha scritto una pagina di storia importante per lo sci azzurro femminile: essere la prima donna a vincere la medaglia d’oro olimpica in discesa libera, ottenuta a Pyeongchang nel 2018.

Sommando i trionfi in Coppa del mondo, Campionati mondiali e Giochi Olimpici, le due sciatrici collezionano 59 affermazioni (32 per Brignone e 27 per Goggia). E di certo, non si fermeranno qui, perché la voglia di primeggiare e di essere davanti alla propria compagna di nazionale è tanta. D’altronde, è l’essenza dello sport quello di misurarsi costantemente, cercando di fare meno errori possibili e finire la gara soddisfatti e consapevoli di aver dato il massimo per raggiungere il proprio obiettivo.

E c’è una cornice paesaggistica mozzafiato che regala dei panorami ineguagliabili, soprattutto se poi il cielo è sgombro da nuvole e il vento assente: le Dolomiti che circondano Cortina d’Ampezzo. Sciare in mezzo a queste montagne meravigliose è impagabile e regala un senso di libertà che si spiega facilmente con delle foto rispetto alle parole. Ma la pista dell’Olympia delle Tofane dà quella motivazione ulteriore per andare «forte». Si, proprio così, per due motivi. Il primo riguarda prettamente la velocità che le sciatrici possono raggiungere nel punto più ripido della pista – 64 % di pendenza nella zona dello Schuss, situata nella parte alta della pista – fino a raggiungere quasi i 135 chilometri orari.

Il secondo perché a Cortina ci saranno le gare di sci alpino femminile in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026; se si guarda alle gare che si sono svolte nel weekend del 18 e 19 gennaio, rispettivamente la discesa libera e il super gigante, gli appassionati italiani possono dormire sonni tranquilli: ci sono forti possibilità di veder trionfare una ragazza italiana. Nella discesa libera del sabato, Sofia Goggia ha calato il poker di successi sull’Olympia delle Tofane con una sciata estremamente veloce nei tratti delle curve da SuperG e Federica Brignone ha raccolto il primo podio in carriera nella località bellunese; mentre nel super gigante della domenica, la valdostana è riuscita a portare a casa il successo con una prima parte della gara sensazionale, dove nessun’altra è riuscita a sciare meglio di lei. Insomma, i test in vista delle Olimpiadi sono andati proprio alla grande.

Certo, da un anno con l’altro possono cambiare diversi fattori, ad esempio i materiali, il manto nevoso, il disegno della pista, le condizioni atmosferiche e quelle fisico-mentali. È evidente che gareggiare di fronte ai proprio tifosi metterà una pressione non indifferente a tutta la spedizione azzurra, non solo a Sofia e a Federica. Ma gareggiare in casa nel contesto che tutti gli sportivi sognano una volta nella vita non accade tutti i giorni. La determinazione e l’impegno per raggiungere una condizione fisica ottimale saranno elementi fondamentali che tutti gli atleti e le atlete del nostro Paese dovranno perseguire per rendere indimenticabile le loro carriere agonistiche. Lo stesso discorso, ma in modo differente, vale per noi tifosi: per alcuni sarà la prima occasione di ammirare il simbolo dei cinque cerchi sul territorio italiano. Sarà indispensabile godersi ogni momento, a partire dalla cerimonia d’apertura alla Scala del Calcio dello stadio San Siro di Milano, fino alla conclusione in un altro luogo iconico come l’Arena di Verona.

Piccolo inciso, ma non meno importante: durante il fine settimana delle gare di Cortina, le persone della Fondazione Bullone erano lì. E visto che in due gare l’Italia è sempre salita sul gradino più alto del podio, è chiaro che il Bullone è una sorta di portafortuna, pensate, non sarebbe neanche la prima volta che portiamo bene ai nostri sportivi!

– Luca Malaspina

” Piccolo inciso, ma non meno importante: durante il fine settimana delle gare di Cortina, le persone della Fondazione Bullone erano lì. E visto che in due gare l’Italia è sempre salita sul gradino più alto del podio, è chiaro che il Bullone è una sorta di portafortuna, pensate, non sarebbe neanche la prima volta che portiamo bene ai nostri sportivi!”

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