Liceo Legnago – Quello che le nuove generazioni desiderano – e progettano – per valorizzare la cultura

Giorgia Ruggiero racconta come i giovani vogliano vivere la cultura da protagonisti: scuola più interattiva, progetti creativi - e digitali - per rendere lo studio dinamico e legato alla realtà di oggi.
"Noi giovani siamo pieni di idee, ma spesso non troviamo spazio per esprimerci. Un modo per valorizzare la cultura potrebbe essere quello di creare laboratori in cui possiamo sperimentare, ad esempio con la street art o la musica. Se la scuola ci desse più libertà creativa, potremmo imparare la storia dell’arte non solo studiando, ma anche creando". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Viva, giovane, trasformativa: così la cultura torna a parlare ai ragazzi

La cultura non è un concetto astratto o un insieme polveroso di nozioni chiuse nei libri di testo. È un organismo vivo, in continua trasformazione, capace di dare identità e senso alla nostra esistenza. Ma cosa significa “cultura” per le nuove generazioni? E, soprattutto, come vorrebbero valorizzarla e promuoverne lo studio nelle scuole? 

Per rispondere a queste domande ho raccolto le voci di alcuni studenti e studentesse, impegnati in progetti culturali e iniziative scolastiche. Ne è emerso un quadro di entusiasmo e di desiderio di rinnovamento, con proposte concrete che potrebbero rivoluzionare il modo in cui la scuola si rapporta alla cultura. 

Sabrina, 17 anni, liceo linguistico, racconta: “La cultura è la nostra eredità, ma anche il nostro futuro. Non può essere vista come qualcosa di noioso o distante dalla nostra realtà. Nella mia scuola abbiamo creato un progetto di lettura collettiva, scegliendo libri contemporanei che parlano di tematiche attuali, dalla sostenibilità al digitale. Vorrei che la scuola desse più spazio a questi percorsi, dove possiamo davvero sentirci parte attiva della cultura“. 

Pietro, 18 anni, istituto tecnico, aggiunge: “Io vedo la cultura come una chiave per capire il mondo e migliorarlo. Mi appassiona la storia, ma spesso a scuola viene presentata in modo troppo schematico. Perché non usare più documentari, podcast o anche videogiochi storici per imparare? Credo che la tecnologia possa rendere lo studio della cultura più coinvolgente e meno passivo“.

Rebecca, 16 anni, liceo artistico, sottolinea un aspetto fondamentale: “Noi giovani siamo pieni di idee, ma spesso non troviamo spazio per esprimerci. Un modo per valorizzare la cultura potrebbe essere quello di creare laboratori in cui possiamo sperimentare, ad esempio con la street art o la musica. Se la scuola ci desse più libertà creativa, potremmo imparare la storia dell’arte non solo studiando, ma anche creando“.

La cultura è la nostra eredità, ma anche il nostro futuro. Non può essere vista come qualcosa di noioso o distante dalla nostra realtà. Nella mia scuola abbiamo creato un progetto di lettura collettiva, scegliendo libri contemporanei che parlano di tematiche attuali, dalla sostenibilità al digitale. Vorrei che la scuola desse più spazio a questi percorsi, dove possiamo davvero sentirci parte attiva della cultura.
“Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Dalle loro parole emerge chiaramente un messaggio: la cultura deve essere vissuta, non solo studiata. Alcune proposte che potrebbero avvicinare le nuove generazioni alla cultura in modo più autentico partono quindi dalla didattica innovativa, con più spazio a strumenti digitali, visite interattive, cinema, serie TV e gaming educativo per rendere la cultura più accessibile e coinvolgente; progetti interdisciplinari che colleghino materie diverse attraverso temi comuni, come la sostenibilità o i diritti umani, per rendere lo studio più dinamico; maggiore spazio alla creatività con laboratori artistici e musicali, dove gli studenti possano reinterpretare le opere del passato con i linguaggi espressivi di oggi; maggiore coinvolgimento nella produzione culturale incentivando la partecipazione attiva degli studenti a festival, mostre, eventi letterari e teatrali; utilizzo dei social media per creare contenuti culturali su TikTok, Instagram e YouTube, diffondendo conoscenza in modo immediato e vicino ai linguaggi giovanili.

Se c’è una cosa chiara è che le nuove generazioni non vogliono subire la cultura, ma costruirla. La scuola dovrebbe essere il luogo in cui questo desiderio trova spazio, trasformando lo studio delle discipline umanistiche e artistiche in un’esperienza attiva e condivisa. Solo così la cultura smetterà di essere percepita come un obbligo e diventerà ciò che realmente è: un patrimonio vivo, che cresce con noi e grazie a noi. 

– Giorgia Ruggiero

“Dalle loro parole emerge chiaramente un messaggio: la cultura deve essere vissuta, non solo studiata. Alcune proposte che potrebbero avvicinare le nuove generazioni alla cultura in modo più autentico partono quindi dalla didattica innovativa, con più spazio a strumenti digitali, visite interattive, cinema, serie TV e gaming educativo per rendere la cultura più accessibile e coinvolgente; progetti interdisciplinari che colleghino materie diverse attraverso temi comuni, come la sostenibilità o i diritti umani, per rendere lo studio più dinamico; maggiore spazio alla creatività con laboratori artistici e musicali, dove gli studenti possano reinterpretare le opere del passato con i linguaggi espressivi di oggi”

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