La ricerca dell’equilibrio: valori, opposti e armonia nella vita quotidiana
Chiamiamola tranquillamente una ricerca senza fine e senza risoluzione; chiamiamolo un obiettivo al limite dell’irraggiungibile, eppure a lui dobbiamo rifarci durante l’eterna battaglia verso il completo e perfetto benessere. Esatto, stiamo parlando dell’equilibrio. Equilibrio tra cosa? Qualsiasi dualismo vi venga in mente, come pace – guerra, altruismo – egoismo, luce – buio, giovane – anziano. Vorrei poter dire che sono esempi piazzati lì per pura inventiva personale, invece, se i primi due sono ciò verso cui vorrei portare l’attenzione, i restanti servono per rendere partecipe un personaggio a me ultimamente molto caro, da cui ho preso in prestito teorie per farne la mia filosofia di vita: parlo di Eraclito, uno dei filosofi presocratici, amati quanto odiati per la mentalità non troppo affine e vicina alla nostra.
Per quanto abbia anche adorato il genio di tutti gli altri filosofi di questa corrente, ho trovato particolare conforto nella sua dottrina, ovvero, trovare l’armonia nei contrari e sottolineare l’importanza di ognuno di essi. Non conoscendo l’uno, non si riuscirebbe a distinguere neanche l’altro. L’esempio più eclatante lo troviamo proprio nella quantità di guerre odierne: è assurdo che «la fortuna sia un fatto di geografia», come suggerito da un brano della Bandabardò, eppure proprio perché nati in luoghi del mondo privi di conflitti, siamo in grado di identificarli e riconoscerne la disumanità.
Altri due grandissimi concetti contrari presenti nella nostra realtà sono egoismo e altruismo, e la grande aspirazione, già nominata, nel trovare un equilibrio tra essi; diventa quindi una questione esistenziale con la quale ognuno di noi deve scontrarsi per costruire una serenità e un appagamento personale, condizioni a cui siamo tutti partecipi. Che livello di apertura serve agli egoisti per crescere come persone e non rimanere sempre statici? Quanto rispetto personale ed egoismo servono invece a un altruista per sopravvivere e avere, nonostante tutto, una propria personalità strutturata? La risposta è soggettiva e io di sicuro non posso dire di averla ancora trovata. So per certo che, se mai arriverò a questo equilibrio, potrò considerarlo un mio traguardo raggiunto.
Questa necessità di equilibrio è dettata da ciò che per me conta davvero: valori come giustizia, amore – di qualsiasi tipo, comprensione e dono nei confronti del prossimo, libertà singola, collettiva, felicità e salute, principalmente impostato sull’«altro», e allo stesso tempo il mantenimento delle mie passioni. Voglio riuscire a costruire, di conseguenza, una mia persona e vita futura, facendo sì che una cosa non escluda l’altra. Ho passato tanto tempo a pensare e voler prevedere cose al di fuori del mio controllo: ora, sulla base dell’ascolto verso me stessa, ho trovato un mio filo conduttore.
Imparare a vivere il presente è la strada nella quale, finora, ho trovato più possibilità di unire equilibrio, interessi personali e azioni nei confronti della comunità. Le due ragioni sono diverse, ma simili: per sé stessi, dandosi la possibilità di coltivare il proprio giardino adeguatamente, e per chi ci circonda, procurandosi gli strumenti utili per annaffiare anche il giardino del resto del mondo.
– Lisa Roffeni
“Imparare a vivere il presente è la strada nella quale, finora, ho trovato più possibilità di unire equilibrio, interessi personali e azioni nei confronti della comunità. Le due ragioni sono diverse, ma simili: per sé stessi, dandosi la possibilità di coltivare il proprio giardino adeguatamente, e per chi ci circonda, procurandosi gli strumenti utili per annaffiare anche il giardino del resto del mondo.“