Messaggi in bottiglia – Da Dante ai Police, versi di vita migliore

Stay On, Soul: un mosaico di voci e citazioni che intrecciano vita, coraggio, Itaca e speranza. Un canto per chi continua a credere e navigare, nonostante tutto.
Jean Luis Théodore Géricault, La zattera della medusa, 1818-19.

Stay On, soul

Scegliete con cura i vostri capitani: che sappiano sempre quello che fanno, e, se proprio non sanno che fare, che abbiano l’umanità e lo spirito di condurre tutti quanti si sono loro affidati alla migliore delle fini possibili. Non cedete alle lusinghe dell’impavido, non crogiolate i vostri animi incerti nell’eccessiva cautela del timido, non fatevi abbindolare da chi urla di giorno e riposa sereno di notte nella propria cabina. La saggezza che ha come madre Prudenza e padre Coraggio è assai rara: sappiate riconoscerla in chi eleggete a vostra guida; perché il mare non è bestia che si lasci domare da chiunque, ed è bene che, quando navigherete le sue fauci, non vi ritroviate nelle mani di nessuno. – I morti della Medusa

Perso è soltanto l’uomo che ha l’ardire di viaggiare solo. Ma sotto la stella della fede, se ne avrete, attraverserete indenni anche le correnti più infernali. Credere altro non è che riporre in qualcosa il proprio cuore: amate dunque, e abbiate fiducia nella capacità di quell’amore di salvarvi. Sempre.Dante Alighieri

«Walked out this morning, don’t believe what I saw
Hundred billion bottles washed up on the shore
Seems I’m not alone in being alone
Hundred billion castaways looking for a home
». – The Police

Fatevi degli amici, soprattutto quando vi succede di restare soli: sono gli altri, infatti, la nostra prima fonte di sopravvivenza; è per loro che continuiamo a soffrire, a lottare, a sperare. Non sono l’acqua e il pane a tenerci vivi — sono salvo perché non ho smesso di pensare a chi sapevo mi stava aspettando. E no, non cedete mai a quel dubbio mortifero che vi sussurra che ormai avranno tutti smesso di farlo. Credere di non avere qualcuno a cui tornare stritola e sgretola il maggior deterrente al lasciarsi morire.Il vostro amico Chuck Noland

Dante Alighieri

Non so se farò mai ritorno a casa, se mai rivedrò mio figlio, mio padre, il mio Argo… La mia sposa. Non so se mi riconosceranno, dopo tanti anni; non so se ritroverò nei loro mutati lineamenti le tracce dei nostri affetti. Una cosa soltanto, so per certa: a ogni passo su una terra nuova, sulla cresta di ogni singola onda, favorevole o avversa, li ho portati, li porto, e sempre li porterò con me. Ovunque siate o andiate, non scordate mai la vostra Itaca: perché lei vi ha fatti quali siete, e a lei soltanto potrete fare ritorno quando i vostri occhi si chiuderanno su paesaggi altrui. Non andrà che a casa, la vostra anima, se morirete tra le braccia del suo dolce ricordo, pure quando le sue braccia vi sembreranno troppo lontane per potervi raggiungere. Non c’è aldilà che tenga, quando anche la più alta delle
vostre foglie sa le vie alla radice, pur non potendo fisicamente percorrerle.
Ulisse

Non abbiate paura di non avere una meta: sempre il vostro errare vi condurrà a voi stessi, se saprete fare, di ciò che vedete, specchio del vostro sentire. Sovente mi sono smarrito, ma solo per ritrovarmi, ogni volta, un po’ più prossimo a me. – Viandante sul mare di nebbia

No, non ho rimorsi, ed è così che invito a vivere pure tutti coloro che – chissà – si ritroveranno tra le mani, frementi ma forse ancor dubbiose, queste mie umili parole. Non ignorateli mai, i vostri «voglio», nemmeno quando assai rischiosi o tutt’altro che caldeggiati: la legittimità è diritto inviolabile di ogni vostro desiderio, fintantoché non lede il vostro prossimo. Certo, costa poi gravose responsabilità, la loro concretizzazione. Tuttavia, se anche le conseguenze dovessero risultare pessime, trovereste pace nel sapere di avere, voi, scelto; perché non è mai un errore, assumersi la prima persona della propria storia: si direbbe lieta già soltanto per questo. – Robinson Crusoe

Torna alla tua Didone. – Enea

Se ancora gli uomini dovessero farsi guerra tra loro, quando queste carte li raggiungeranno, allora tutti quanti i miei viaggi saranno stati vani.Lemuel Gulliver

Aspetterò una risposta. Si aspetta sempre, una risposta; anche quando non si è detto niente. Può durare tutta una vita, un’attesa. Può essere tutta un’attesa, una vita. – Giovanni Drogo

Non si scappa. Me l’avevano detto, avrei dovuto saperlo; ma ci ho voluto provare lo stesso. Ho dormito per un anno intero, e piango ancora. Non è mare, l’acqua che slabbra queste poche parole.Donna, 26 anni, senza nome

Cesare Pavese

«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi». – Cesare Pavese

Ci ho pensato a lungo (e no, non è una pessima battuta) sull’opportunità, o meno, di mettere nero su bianco queste mie riflessioni. Ho come avvertito, nel flusso solitario e solitamente avvezzo (senza per questo però esperire disagio alcuno) a considerare ogni tentativo di interazione come una solida promessa di disturbo, l’esigenza di condividere. Con chi, non saprei dire. Non ti conosco, non so nemmeno se parli la mia stessa lingua, se sei in grado di mettere insieme queste parole, e disposto a farne anche tu pensiero. Ecco: già questo avrebbe dovuto consolidare in me il sospetto di vacuità di questa mia inconsueta urgenza. Eppure, ho pensato ancora. Ho pensato che, se fossi rimasto per sempre ripiegato sui miei nobili rimuginii, di nobile essi avrebbero avuto nient’altro che il titolo. Non perché un pensiero debba necessariamente essere utile: a questo non ho mai creduto, in tanti anni di sfidanti ripensamenti. Bensì perché, senza un tempo per guardarsi intorno, si esaurisce, in tempi più o meno brevi, la capacità di ripensare sé stessi, pure se – e anzi proprio perché – si ha sempre lì fisso lo sguardo. Ho sollevato il capo, prima di decidermi, e ho visto troppi buoni pensieri accartocciati sulla credenza di non poter fare la differenza. Ma è la somma, infatti, che conta. E per far pensare gli altri, non possiamo pensare solo a e di noi stessi. Suonatela quindi, la tromba, quando pensate (il) bene, senza timore di peccare; perché se nessuno vi vede fare, nessuno oserà nemmeno provare a cambiare. – il pensatore

Si chiamava Veronique, la donna morta annegata, nel Mediterraneo, insieme con il figlio Samuel e altre cinque persone. Il barcone è affondato tra il Marocco e la Spagna. Il cadavere è stato rinvenuto l’undici gennaio del 2017. Veniva dal Kongo. Teneva, appesa al polso destro, una bottiglia di vetro verde, chiusa da un tappo in sughero che ne ha preservato, intatto, il contenuto: una serie di fogli scritti e firmati di pugno. Ne abbiamo trascritto i messaggi, certi che Veronique, qualunque fosse stata la fine del suo viaggio, aveva tenuto con sé l’oggetto perché tutti noi, in un modo o nell’altro, potessimo leggerli. Non hanno potuto salvarle la vita: la carta non galleggia; ma confidiamo possano salvarne tante altre, come lei stessa di certo avrebbe voluto. E sperato.

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