Felice Angeloni: piccolo manifesto per restare umani
Stava arrivando Natale… Felice Angeloni rifletteva sull’anno trascorso, sugli incontri, sulle magie che il Destino gli portava, sulle fatiche che alcuni esseri umani gli recavano, sul suo futuro, ma anche sul passato…
Rifletteva anche sul mondo, su ciò che di orribile continuava a manifestare, incurante della Storia e dei suoi moniti. Sulle straordinarie invenzioni della scienza e di come avrebbero influito sui suoi ragazzi, così immersi in una società faticosa e dolorosa, sebbene apparentemente facilitata.
Voleva portare un messaggio breve del risultato dei suoi pensieri perché rimanessero fissati, semplici e intensi, in un piccolo manifesto di ciò che stava imparando, per comprendere lui stesso come lasciar andare sia ciò che non valeva, sia coloro che non risuonavano…
Che i cinici, gli ipocriti e i tirchi sono persone viziate, inconsapevoli della vita che conta.
Che la fatica per fare e ottenere ciò a cui si aspira è il motore necessario per la nostra soddisfazione.
Che il dolore insegna con maggior forza e risolutezza di qualsiasi insegnante.
Che gli «esperti» che non hanno vissuto l’esperienza di cui parlano sono incapaci di capire e affrontare ciò di cui parlano.
Che la verità non esiste: esistono punti di vista e verità apparenti, che cambiano e si modificano continuamente.
Che il bene è parziale e fazioso, mentre il buono è universale.
Che la vita è lunga (a volte troppo) e che bisogna viverla intensamente fino in fondo per comprenderla a fondo: ogni giorno bisogna essere aperti al dialogo con umiltà.
Che andare d’accordo facilita la vita rispetto all’avere conflitti.
Che le relazioni (buone) fanno vivere una vita ricca e serena.
Che il denaro non fa la felicità, ma si deve usare per rendere felici.
Che è importante non mentire mai, soprattutto non farlo a sé stessi.
Che l’amore è un meccanismo potente, strano e inconscio, a cui non possiamo rinunciare: abbiamo un cuore e dobbiamo farlo battere.
Pensava anche ad altre cose Felice, ma le avrebbe validate e magari scoperte negli anni successivi, davanti a nuove sfide, nuovi volti e nuovi sorrisi.
Bill
– Bill
“Voleva portare un messaggio breve del risultato dei suoi pensieri perché rimanessero fissati, semplici e intensi, in un piccolo manifesto di ciò che stava imparando, per comprendere lui stesso come lasciar andare sia ciò che non valeva, sia coloro che non risuonavano.“