Carla De Albertis: sport, cultura e solidarietà al servizio dei bambini e dei giovani
Ho conosciuto Carla De Albertis in casa di amici e l’ho rivista altre volte in varie occasioni, tra cui alcune feste per scopi benefici, dove ci è capitato di ballare insieme. Io adoro danzare e lei è una provetta ballerina. Sì, perché Carla ha tante anime: una sportiva, una politica, una da imprenditrice attiva nel sociale, una dal forte impegno civico e benefico. Ha ricoperto ruoli in associazioni legate alla cultura, alla salute e allo sport. Ex amministratrice locale, è ora membro del Consiglio direttivo di Osservatorio Metropolitano di Milano, Responsabile di Cultura e Sociale, Presidente dei Lions Club Milano Missione Sport. Da qualche anno è Presidente di Fondazione Bambini nel cuore onlus. Ha promosso iniziative di risonanza nazionale nella prevenzione sanitaria, nella lotta alle sostanze stupefacenti e per la sicurezza femminile e compare nell’albo donatori della Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano.
Carla, lei è attiva in tanti campi da molti anni. Oltre al suo impegno contro la violenza sulle donne, di cui magari parleremo un’altra volta, mi incuriosiscono in particolare due Associazioni: Fondazione Bambini nel cuore e LiberaMente, che si occupano di bambini e adolescenti.
«Fondazione Bambini nel cuore nasce nel 2023 per sostenere progetti di inclusione sociale di bambini e ragazzi attraverso l’attività sportiva e la promozione della salute e della cultura, con premi, borse di studio, attività di ricerca e divulgazione sul territorio. Opera in collaborazione con istituzioni pubbliche ed enti privati e del privato sociale».
Che tipo di progetti porta avanti?
«Abbiamo stilato un vademecum insieme a Panathlon Milano e all’Università Bicocca per prevenire i Disturbi Alimentari e il disagio psico-fisico nei giovani atleti e agonisti, specie nelle discipline in cui il rapporto peso-altezza è determinante, come nella ginnastica, nell’atletica e nel pattinaggio. La Fondazione organizza Masterclass di danza e laboratori introduttivi al mestiere dello spettacolo. Per un progetto educativo per il Municipio 2 in un Centro sportivo di Gorla, è stata donata un’area boxe con ring, unitamente a corsi gratuiti con istruttori ed educatori per 2 anni, perché consideriamo questo sport utile per scaricare l’aggressività e incanalarla entro regole e disciplina. Inoltre, nell’ambito del progetto “Reparto virtuale”, in partnership con Lions Club Milano Missione Sport, la Fondazione ha donato alla Casa Pediatrica del Fatebenefratelli 10 dispositivi di telemedicina avanzata per favorire la deospedalizzazione veloce dei piccoli degenti. In pratica, i bambini vengono dimessi dall’ospedale e i parametri di cuore, polmoni, pressione vengono monitorati a casa. Abbiamo donato 4 carrozzine per ragazzi con disabilità motoria e sosteniamo la squadra di calcio Alcyone tramite educatori e psicologi per ragazzi con disabilità neuro intellettive».
Mi parlava anche di borse di studio e di un concorso di scrittura.
«Sì, nell’ambito del progetto Osservatorio Nazionale degli Orfani speciali, promosso da Telefono Donna, la Fondazione ha premiato 2 giovani studentesse di psicologia con due borse di studio di 5000 euro ciascuna. Mentre, nella cornice del “Premio inchiostro in movimento”, il concorso di scrittura per giovani dai 12 ai 19 anni, sono stati assegnati 2 premi, di 300 euro ciascuno, sul tema “Sport come squadra e collaborazione”».
Come nasce, invece, l’Associazione LiberaMente?
«LiberaMente onlus nasce nel 2005 per contrastare il disagio giovanile. Nel 2007 inizia al Fatebenefratelli, in collaborazione con il dott. Luca Bernardo, dove si apre un ambulatorio multidisciplinare dedicato a bambini affetti da disagio emotivo di vario genere e difficoltà di apprendimento. Viene poi inaugurato un laboratorio di ricerca e terapeutica artistica, tenuto da docenti di Brera, finanziato da LiberaMente per ragazzi autistici, dislessici, discalculici e vittime di bullismo, soprattutto lavorando la creta. L’Associazione è stata in seguito convenzionata gratuitamente dal Fatebenefratelli e inizia a collaborare con 2 UONPIA (unità di neuropsichiatria) dell’Ospedale. I progetti mirano a sollecitare l’attività motoria, a stimolare i 5 sensi, aumentare la capacità di concentrazione, incrementare la memoria, favorire la manualità, promuovere competenze socio-relazionali. I bambini e ragazzi sono seguiti da un fisioterapista, un logopedista, un neuropsichiatra infantile e uno psicologo».
Davvero un progetto importante! Mi accennava anche all’acquisto di un computer speciale. A cosa serve esattamente?
«L’Associazione ha provveduto all’acquisto di un computer CAA, cioè Comunicazione Alternativa Aumentata, che permette ai bambini sordomuti di esprimersi e comunicare: si ottengono risultati entusiasmanti!».
Carla de Albertis
“Il riscatto più vero è interiore e non ha bisogno di testimoni.”