Amicizia e non violenza contro l’autoritarismo: Minneapolis e Texas rispondono
La mobilitazione delle persone e le reti di amicizia e solidarietà sono i più influenti, importanti e visibili «contrappesi» che negli Stati Uniti e nel mondo possono ancora determinare il rispetto dei diritti civili, opponendosi pacificamente alle crudeltà e alle ingiustizie.
È accaduto nella difesa dei migranti: individui e famiglie con bambini che, pur essendo entrati negli Stati Uniti seguendo le regole e mentre stavano costruendo una nuova vita, sono stati arrestati senza assistenza legale.
Le storie che raccontiamo di singoli cittadini auto-organizzati per fare la cosa giusta, in modo non violento, si svolgono a Minneapolis, a favore dei migranti, e nel Texas per fermare gli abusi attraverso l’elezione di rappresentanti politici che si sono impegnati ad esercitare le loro funzioni nel rispetto delle leggi.
Gesti generosi che hanno attenuato l’ondata di soprusi del governo Trump, che per un anno sembrava poter imporre il ritmo autoritario su tutta la vita pubblica americana e oggi si trova in una fase diversa.
Ci sono precedenti simili di risveglio nella storia americana: gli anni 50 dell’Ottocento, gli anni 30 e gli anni 60 del Novecento del movimento per i diritti civili alle minoranze etniche. In gennaio-febbraio 2026 molti cittadini, in gran parte giovani, sono scesi nelle piazze e nelle strade e sono andati a votare con obiettivi molto chiari: il ritiro forzato degli agenti federali da Minneapolis (dopo due omicidi, quattromila arresti e deportazioni) e la vittoria elettorale in Texas di candidati democratici, mostrano che c’è stata una reazione popolare.
La volontà dei cittadini a tutela di vicini e amici, una volta risvegliata, può essere potente. E non solo perché ha determinato risultati elettorali come quelli texani, ma perché le istituzioni sono fatte da persone, come il sindaco di Minneapolis, che si sono schierate al fianco dei cittadini; perché sono come i dirigenti delle grandi aziende che hanno protestato per l’occupazione di fabbriche e uffici dove lavoravano i migranti rastrellati dai poliziotti federali dell’ICE (Controllo Immigrazione e Dogane degli Stati Uniti). Sono persone i magistrati che hanno interpretato le leggi e con le loro sentenze hanno condannato gli abusi. Sono persone gli agenti di polizia locale che hanno fornito abiti agli arrestati strappati dai letti delle loro case e portati via nel freddo.
Non violenza, amicizia, coraggio e inventiva contro il governo di Donald Trump che ha scelto di imporre la forza brutale nelle politiche restrittive dell’immigrazione. I cittadini di Minneapolis, 420mila abitanti, capitale del Minnesota, armati di fischietti e i-Phone hanno allontanato così tremila agenti federali dell’ICE (Immigration & Customs Enforcement), protagonisti di un rastrellamento anti-immigrati eseguito con metodi violenti e illegali, tra cui l’omicidio di due persone.
Andrew Fahlstrom, un dirigente della rete di resistenza civile «Minneapolis Montgomery County Immigrant Rights Collective» spiega:
«Per aiutare amici e vicini di casa i volontari hanno portato i bambini degli immigrati a scuola, altri hanno fornito cibo, portato fuori la spazzatura, lavato i panni per chi non aveva una lavatrice. Sacerdoti e pastori hanno nascosto in chiesa i migranti. Insegnanti hanno tenuto in classe i bambini, organizzando asili clandestini. I medici hanno effettuato visite a domicilio».
Su tutto hanno prevalso la calma, la convivenza civile, i legami affettivi, la condivisione, la responsabilità.
Jacob Frey, sindaco della città dove sono state arrestate e deportate circa quattromila persone e che ha collaborato con la rete di resistenza, ha detto:
«Il potere quando diventa autoreferenziale, è il caso dell’amministrazione Trump, è stato respinto perché dimentica che nel popolo ci sono forze di coesione incontrollabili e reti di amicizia tra persone che generano comportamenti generosi».
Gruppi nati dal basso e suddivisi per quartiere. Vedette armate solo di fischietti davanti al Bishop Henry Whipple Building, il quartier generale ICE, e collegate ai social, pronte a documentare le azioni in entrata e uscita dal palazzo con l’uso di app di messaggistica criptata, di un database consultabile delle targhe dei veicoli usati dagli agenti ICE e di software per la navigazione. I cittadini hanno elaborato le informazioni e le hanno girate in tempo reale, anche in spagnolo, a chi era per le strade, salvando centinaia di persone dalle manette.
«L‘Alleanza dell’amicizia» – volontari, studenti, impiegati, sindacalisti, cooperative – ha chiesto ai texani il voto per un candidato che rispetti i diritti contro l’autoritarismo, con l’impegno di fare «friendly politics», evitando di trasformare gli avversari in nemici personali. Gli elettori hanno risposto: «sì». Ci sono state due elezioni speciali. Risultato: una doppia vittoria. Una prevista a Houston, la capitale dello Stato, nel 18esimo distretto. L’altra, nella popolosa contea di Tarrant.
A Houston l’eletto è stato il 37enne Christian Menefee che ha proposto «servizi alla comunità» fondati «sull’amicizia che illumina con una torcia le tenebre dell’odio». Tuttavia il centro del terremoto è avvenuto nella contea di Tarrant: il democratico Taylor Rehmet, 24 anni, un tecnico, ha sbaragliato Make America Great Again con le associazioni «Friendsin force» in un distretto elettorale che Trump, nel 2024, aveva vinto con 17 punti di vantaggio sui democratici.
Una crepa profonda in un territorio considerato affidabile, al riparo da sorprese, in nome di una coalizione che ha puntato sull’«amicizia fra tutti i cittadini, più scuole pubbliche e assistenza sanitaria anche per i migranti – i latinos – che vengono a lavorare dal Messico, una parte della forza lavoro della nostra contea».
La risposta popolare ha incrinato il programma trumpista di blocco brutale delle correnti migratorie.
Taylor Rehmet nel discorso della vittoria ha spiegato che «società e culture come quella texana hanno costruito nei secoli, con fatica, e certo senza riuscire a convincere tutti, l’idea che chi è più forte debba farsi carico del bene di chi è più debole, tra cui gli immigrati, in nome dell’umanità e dell’amicizia: abbiamo dimostrato che i non convinti sono una minoranza».
Uno sciopero e un corteo studentesco a Forth Worth, guidato dai ragazzi e dalle ragazze della Bell High School, William James Middle e Polytechnic High School avevano aperto la campagna elettorale contro i rastrellamenti di immigrati in Texas, decisi dalla Casa Bianca. Il cerchio si è chiuso con una Festa dell’Amicizia dove sono sventolate le bandiere americane e quella del Messico.
– Jacob Frey
“Il potere quando diventa autoreferenziale, è il caso dell’amministrazione Trump, è stato respinto perché dimentica che nel popolo ci sono forze di coesione incontrollabili e reti di amicizia tra persone che generano comportamenti generosi.”