Amicizia nel mondo: un viaggio tra culture, riti e legami universali
Pensando al significato della parola «amicizia» il mio cervello dà errore: otto lettere che unite sono talmente potenti da concedermi solo la possibilità di osservare a bocca aperta, quasi estasiata, gli effetti magici che portano con loro, nelle varie culture, nei riti e nei vocaboli che numerose generazioni hanno forgiato per proteggere il valore di questo profondo rapporto. Il mio studio verso questo tema non sarà la mia verità, ma un viaggio attraverso Paesi e tradizioni che comincia così: ubuntu, deriva dalle lingue bantu africane e significa «umanità verso gli altri», «una persona è una persona attraverso le altre persone». Tale termine rimanda al concetto di amicizia vista come un legame stretto che permette di trovare il tesoro dell’altruismo e dell’affinità che auspicabilmente supera differenze economiche e sociali a favore di valori da condividere.
L’amicizia viene di solito riassunta con parole quali eticità, contatto, famiglia, calore, vicinanza, partecipazione alle gioie e ai dolori, aiuto reciproco, tuttavia questi termini «universali» si pongono in modo differente a seconda della cultura presa in considerazione: i valori sono gli stessi, ma ogni cultura li applica diversamente.

Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
Essere amici significa condividere organizzazione, eticità e contatto. In Europa e in Nord America si tende a strutturare i rapporti sociali ponendo le persone rilevanti della vita di ogni individuo in vari contenitori (quello degli amici stretti, quello degli amici, quello dei conoscenti), questa tendenza molto nobile, deve, però, essere inserita nel contesto movimentato che la maggior parte delle persone vive in questi territori; le abitudini frenetiche accompagnate al fenomeno della digitalizzazione possono portare da una parte a un legame più stretto che non ha confini territoriali o linguistici, dall’altra a superficiali fraintendimenti causati dal linguaggio spesso non verbale.
L’amico è famiglia, questo straordinario concetto si sviluppa nella cultura latinoamericana «donde los amigos son la familia que elegimos».
Paulo Coelho, autore brasiliano, arriva a considerare l’amicizia un cammino di crescita personale, sottolineando come questo tipo di legame sia caratterizzato da una profonda lealtà che dura nel tempo.
Mentre Luis Sepúlveda in Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare mostra un rapporto, quello tra Fortunata (la gabbianella) e Zorba (il gatto), talmente forte da superare le importanti differenze tra i due.
L’amicizia è calore, è un caffè turco bevuto in un’accogliente casa: queste sono le vibrazioni che dà l’amicizia in Turchia e in alcuni Paesi Mediorientali, o è il caffè versato che in Etiopia è un vero e proprio rito che porta i valori di ospitalità e rispetto.
Poi ci sono i doni, le piccole cose che si scambiano quando si condivide una gioia, o solo come manifestazione dell’affetto che si prova: letterine, cibo, vestiti, esperienze. In Costa d’Avorio per comunicare rispetto reciproco e amicizia ci si scambiano le noci di cola.
A queste conclusioni mi ha portato il mio viaggio: in tutto il mondo l’amicizia pur manifestandosi con connotati diversi, rimane un valore umano fondamentale che mai potrà essere sostituito dalla tecnologia; inoltre il fiore dell’amicizia che talvolta richiede cura, energia ed empatia, offre sempre dei frutti meravigliosi.
– Vittoria Velluzzi
“In tutto il mondo l’amicizia pur manifestandosi con connotati diversi, rimane un valore umano fondamentale che mai potrà essere sostituito dalla tecnologia; inoltre il fiore dell’amicizia che talvolta richiede cura, energia ed empatia, offre sempre dei frutti meravigliosi.”