Futuro – Tutti gli strumenti per dare forma a ciò che è ignoto

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La B.Liver Arianna esplora il futuro come processo di perdita, crescita e trasformazione, sospeso tra presente e passato, influenzato da scelte, responsabilità etiche e incertezza costante.
"Fluisce il tempo, scorrendo, perdendosi fra presente e passato, in attesa di un futuro che spesso arriva con tempistiche non immaginate. Arriva sempre troppo presto, oppure tardi". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Futuro Sospeso: tra Presente, Scelte e Incertezza

Che fine fa il futuro quando lo si pensa, o meglio, quando si cerca di dargli una forma progettandolo? Diventa parte del presente, mescolandosi con esso? O i due tempi esistono distintamente, senza intaccarsi? Credo tutte e due le cose, vi è una contaminazione di entrambi i fattori. Si può parlare sia di perdita che di trasformazione: l’uomo che ero e non sono più, ora è altro, si è evoluto; perdendosi e ricomponendosi, diversamente, ora non è più me.

Entrambi i termini vengono accostati da Haruki Murakami, riflettendo sul concetto di futuro. L’autore porta avanti tesi complesse e al contempo malinconiche e sottolinea che l’evoluzione rappresentata dal termine, al tempo stesso, accoglie e trasforma il soggetto coinvolto e diminuisce. Così l’uomo si ritrova al centro fra due forze che tirano in direzioni opposte.

Gli aspetti più interessanti affrontati fanno riferimento anche a un senso di incertezza, con conseguente vuoto, alla crescita personale, al contesto presente. Questo è un filo continuo che unisce, nel tempo, aspetti che sembrano distinti.

Infine, è interessante il concetto di «pecora di tempo», presentato nel suo libro Nel segno della pecora. Si considera l’incertezza dell’orizzonte futuro e questo genera un senso di vuoto che si accumula. Per Murakami, dunque, il futuro non promette felicità e speranza, ma è un processo multiforme di perdita e crescita, unito al concetto di trasformazione.

È una tesi molto complessa che si richiama alla visione filosofica secondo la quale il futuro include necessariamente una dimensione di responsabilità etica e anche decisionale. Questo, dal punto di vista della scelta, complica le cose. Un uomo che deve affrontare una scelta si ritrova davanti a più insiemi di opzioni, che si distinguono nel presente; solo uno di questi si realizzerà, portandosi anche nel futuro, prevalendo sugli altri.

Dunque, il futuro è prima di tutto vittima e scarto di una continua e repentina evoluzione, nata nell’incertezza, frutto di un dubbio. Ontologicamente può essere considerato sia entità reale che costrutto logico: questo rappresenta uno dei più grandi dilemmi filosofici.

Consideriamo ora il tempo come concetto: ne esistono diverse concezioni. Alcuni pensatori lo considerano illusione e credono che la distinzione fra passato, presente e futuro sia solo un’illusione, ma è da ricordare che la percezione umana della realtà rende impensabile concepire un universo senza tempo e al di fuori di esso. Il mondo vive di tempo, ne è totalmente immerso.

Il futuro scuote anticipando, mentre il presente scorre veloce già mostrandosi passato. Il primo dà pizzichi lievi che portano ad agire, oppure paralizza e da questa paralisi, spesso, nasce la reazione. Si torna all’agire, al movimento, a quella scossa di cui tanto si va alla ricerca.

Fluisce il tempo, scorrendo, perdendosi fra presente e passato, in attesa di un futuro che spesso arriva con tempistiche non immaginate. Arriva sempre troppo presto, oppure tardi. A volte, arriva senza avvisare e senza seguire lo schema immaginato su cui si erano basate tutte le aspettative a riguardo. Così, quelle vanno in frantumi e ci si crede vittima di una realtà silente.

Bisogna solo osservare e ascoltare, bisogna cambiare sguardo e permettere a quello di entrare un po’ di più nel nostro tempo, nel nostro spazio presente, senza caricarlo eccessivamente di aspettative e paure.
Quelle fregano, sempre.

– Arianna Morelli

Infine, è interessante il concetto di «pecora di tempo», presentato nel suo libro Nel segno della pecora. Si considera l’incertezza dell’orizzonte futuro e questo genera un senso di vuoto che si accumula. Per Murakami, dunque, il futuro non promette felicità e speranza, ma è un processo multiforme di perdita e crescita, unito al concetto di trasformazione.

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