Che cosa conta per te – Le battaglie civili per superare i pregiudizi

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La B.Liver Federica riflette sulla storia del soldatino di stagno scritta da Hans Christian Andersen: parole e valori diventano fari che ci guidano nel caos e nell’incertezza, aiutandoci a ritrovare noi stessi.
"Provate a immaginare di essere voi quel soldatino sventurato: immaginate di perdervi, di navigare per mare su una barchetta di dubbia resistenza, di venire ingoiato da un mostro grande il doppio di voi. Chiudete gli occhi e sentitevi persi: quali sono le vostre emozioni?" Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Il soldatino di stagno e il faro dei valori

Hans Christian Andersen nel 1838 ha scritto la storia del soldatino di stagno. Forse alcuni di voi la conosceranno già: in fondo, non è proprio una «latest hit». Ma per chi non la conoscesse, invece, ci penso io. La storia racconta di un bambino che riceve per Natale 25 soldatini di stagno, ad uno, però, manca una gamba per un difetto di fabbricazione. Di notte, mentre il bimbo fa sogni sereni, i suoi giocattoli prendono vita e così il soldatino senza gamba si innamora di una ballerina di carta. Il pupazzo a molla a forma di diavolo, per pura invidia, maledice il loro amore. Il giorno dopo, infatti, il soldatino cade dalla finestra: lo trovano due bambini che pensano di creare una barchetta di carta e di spingerlo in mare, dove il povero giocattolo verrà mangiato da un pesce. Coincidenza vuole che, dopo essere stato pescato, questo pesce venga acquistato e cucinato proprio dalla madre del bambino, che ritrova così il suo soldatino. La maledizione però continua e il soldatino finisce nel fuoco, dove verrà raggiunto poco dopo dalla sua amata sospinta nel camino da un filo di vento. Dei due non rimarrà altro che un amore eterno, rappresentato dal cuoricino di stagno nato dal corpo del giocattolo.

Bella, direte voi, e quindi? Sembra una di quelle introduzioni senza capo né coda di qualche professore universitario, lo so, ma ora arrivo al punto. Provate a immaginare di essere voi quel soldatino sventurato: immaginate di perdervi, di navigare per mare su una barchetta di dubbia resistenza, di venire ingoiato da un mostro grande il doppio di voi. Chiudete gli occhi e sentitevi persi: quali sono le vostre emozioni? E a cosa pensate per non perdere la rotta quando tutto, nella vostra vita, vi sospinge a destra e sinistra? Il nostro soldatino, qui, pensa al suo dovere e pensa alla sua amata: nulla potrà fermarlo dal ricongiungersi a lei. E tu, a chi o a che cosa pensi? Chi o cosa è il tuo faro nella notte? Su chi o cosa puoi contare per ritrovare la strada verso casa, verso te stesso?

” Dei due non rimarrà altro che un amore eterno, rappresentato dal cuoricino di stagno nato dal corpo del giocattolo.”
Immagine realizzata con Sistema di Intelligenza Artificiale Bing Image Creator

Se mi sento persa, se mi sembra di andare alla deriva nel mare oscuro e pieno di pesci famelici, mi fermo e cerco di collegare i puntini della mia esistenza. E parte integrante di me e delle mie azioni quotidiane è il sistema valoriale che ho deciso di accogliere. I valori su cui basiamo il nostro muoverci nel mondo sono, per me, una bussola per ritrovarmi, per ricordarmi i motivi del mio agire e del mio riflettere. Credo nella solidarietà disinteressata, nella gentilezza e nell’empatia. Credo nell’importanza delle emozioni e dell’educazione affettiva. Credo nell’importanza di rompere lo stigma legato alla salute mentale e di abbattere le discriminazioni basate su genere, sesso, orientamento sessuale, etnia, religione, corpo… Credo nell’uguaglianza e nel rispetto, nell’affetto e nell’azione della collettività. Credo nel lavorare sodo per raggiungere i propri obiettivi, ma anche nel fermarsi per prendersi cura di sé.

Credo tanto e in tante cose e questo credere mi ricorda chi sono e per cosa combatto quotidianamente. Quando mi sento persa, ricerco ciò in cui credo. E lo cerco negli occhi dei miei amici più cari, nei libri sulle mensole del salotto, nella sala della psicologa o nei profili social che seguo. Lo cerco nelle piccole cose della quotidianità e solo così sento di rimettere i piedi a terra. Di aver ritrovato la mia base in stagno. Di essere ritrovata da quel bambino che, disperato, aveva perso il suo giocattolo.

Sentirsi persi, oggi, è quasi quotidianità per noi giovani: il futuro ci sembra incerto e chissà cosa riserverà. Quindi non sei solo nel tuo errare senza meta: siamo con te. E cerchiamo assieme a te la nostra base, il nostro faro, i nostri valori per poter ripartire sempre da loro ogni volta che la vita ci spingerà in terre sconosciute.

– Federica Merli

Chiudete gli occhi e sentitevi persi: quali sono le vostre emozioni? E a cosa pensate per non perdere la rotta quando tutto, nella vostra vita, vi sospinge a destra e sinistra? Il nostro soldatino, qui, pensa al suo dovere e pensa alla sua amata: nulla potrà fermarlo dal ricongiungersi a lei. E tu, a chi o a che cosa pensi? Chi o cosa è il tuo faro nella notte? Su chi o cosa puoi contare per ritrovare la strada verso casa, verso te stesso?

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