
Yes peace – Le guerre nella memoria e nella realtà
Federica dà voce ad Adele, sopravvissuta alla guerra, che rivive il trauma vedendo i conflitti attuali: un racconto potente sulla memoria e sull’errore che si ripete.

Federica dà voce ad Adele, sopravvissuta alla guerra, che rivive il trauma vedendo i conflitti attuali: un racconto potente sulla memoria e sull’errore che si ripete.

Esiste un numero perfetto per l’amicizia? Tra la scienza di Robin Dunbar e il mito della “propria persona” di Grey’s Anatomy, ecco perché abbiamo bisogno degli altri per non perderci.

La B.Liver Federica riflette sulla storia del soldatino di stagno scritta da Hans Christian Andersen: parole e valori diventano fari che ci guidano nel caos e nell’incertezza, aiutandoci a ritrovare noi stessi.

La B.Liver Federica critica la mercificazione del self-love: l’amore per sé stessi viene ridotto a slogan e legato a prodotti che impongono standard estetici irraggiungibili, generando insicurezza e dipendenza.

La B.Liver Federica riflette su “La strada che non andava in nessun posto” di Gianni Rodari, analizzando il tema dell’incertezza come occasione di crescita e scoperta. L’accettazione dell’ignoto ci spinge a sviluppare resilienza e creatività, aprendo la porta a nuove esperienze senza meta precisa.

La B.Liver Federica racconta come l’ascolto, sia degli altri che di sé, l’abbia aiutata a comprendere profondamente emozioni e bisogni autentici.

La B.Liver Federica racconta la sua estate “diversa dal solito”: l’anoressia le aveva rubato le estati, ma quell’anno, tra amici e nuove esperienze, ha imparato a vivere senza paura.

La B.Liver Federica ci parla di totem e tabù, evoluzione dei ruoli di genere e trasformazione dei limiti culturali, proponendo una emancipazione attraverso la parola.

Federica è una B.Liver che ha sofferto di anoressia nervosa atipica e che sa bene quanto la perfezione “social” possa avere risvolti negativi. I social sono un’avventura, scrive, ma bisogna imparare ad usarli.