Finali alternativi: Sui Ponti di Madison County
«Perché solo tu l’hai capito
Pure se mi vedi poco, tu mi hai capito
E pure se ti vedo poco, tutto ho capito
A furia di cercarti per il mondo
L’ho conosciuto a fondo e l’ho dato a te».
Le parole di una canzone di Madame.
E queste parole mi fanno pensare e spezzare esattamente nel momento in cui piove, la macchina si ferma e… Francesca non sale. Decide di rimanere. Rimane tutte le volte che rivedo il film. E tutte le volte mi immagino un finale diverso. I figli capiscono dopo, magari avrebbero capito subito, avrebbero capito il sorriso spento, la vita che si trascina.
Le mani che lavorano, il grembiule per asciugarsi le mani.
Pasti e ricorrenze, le torte e i compleanni, il trucco per essere al meglio e interpretare la scena.
La scena che va in onda quotidianamente, mentre dentro c’è un angolo nascosto, minuscolo e pulsante. Sotto la doccia il pianto, alcuni gesti che sembrano bastardi a ricordare quello che è stato e non c’è.
Se fosse salita sull’auto? Sarebbe stato tutto diverso, forse nella scatola avrebbero trovato più foto.
Ricordi di una parte di vita che nella fattoria era esclusa, certi momenti vivi di vita da masticare sulle strade, risate e magari pianti e delusioni.
Quante volte ho pensato che in realtà il finale fosse un’esplosione di sentimenti e di aggiustamento del puzzle, del sentire di e da dentro.
Francesca e Robert nella vita di ogni giorno, senza il filtro della macchina fotografica, senza il filtro di una sicurezza ostentata, sarebbero stati una coppia come tante.
E del vestito curato, del vino e degli occhi lucenti non sarebbe rimasto nulla.
Forse una passeggiata tra i campi pieni di fiori e un ponte coperto, come coperto rimane un sentimento che è scelta, che è rinuncia, all’apparenza, ma forse rimane intatto perché non vissuto.
Sui ponti di Madison County ci si potrebbe trovare per caso un giorno, con la gonna sgualcita e il rossore sul viso, e la domanda resta: un finale diverso e la possibilità che tutto si infranga.
Madame canta ancora nella sua splendida canzone:
«Mi aspetto nulla, però dammi tutto
C’è quell’intesa dagli occhi
Potrei pure farti felice».
Resta così l’idea che il mondo sia troppo grande e si rimanga così, tra il passato e il presente, tra il sogno e un finale che ti aspetti e che vorresti cambiare.
– Monica Nalin
“Quante volte ho pensato che in realtà il finale fosse un’esplosione di sentimenti e di aggiustamento del puzzle, del sentire di e da dentro.“