Fragilità o forza? Il valore della verità nel percorso di crescita
Una delle verità che mi ha messa a nudo e che mi ha colpito di più, me l’hanno detta a una festa.
Eravamo in dieci persone circa, e si sa come sono le feste degli adolescenti: ognuno ha il suo piccolo gruppo e poi c’è qualcuno che non si trova bene e sta da solo.
Io ero già un po’ giù di morale perché i miei genitori non mi avevano dato il permesso di uscire di casa da sola, perché secondo loro «non ero ancora pronta».
Per me «essere pronta» significa potercela fare, e il fatto che i miei genitori non avessero capito che io ce la potevo fare mi faceva stare male, è come non essere creduti per qualcosa quando hai ragione.
Dopo un po’ il festeggiato mi è venuto vicino e ha cercato di consolarmi, ma non è servito a molto perché è stato proprio a dirmi la verità che mi ha messo a nudo.
Eravamo solo io e lui chiusi in ascensore. Lui sembrava indeciso se rivelare quello che stava per dirmi, ma me lo ha detto lo stesso:
«È ovvio che non ti fanno uscire, perché tu sei diversa, sei più fragile».
Quella sua affermazione mi aveva fatto davvero stare male, mi sono posta milioni di domande, del tipo «perché io sono fragile?» e altre ancora come «perché io non posso?», e «perché non posso fare quello che fanno gli altri?».
Domande del genere nei giorni seguenti erano apparse più del solito, certo, me le ponevo, ma non così spesso come dopo quella volta.
Essendo un’adolescente è ovvio che io voglia seguire quello che fanno gli altri, soprattutto il fatto che io viva a Milano aumenta di più la voglia di crescere come in tutti gli adolescenti.
Essere adolescente a Milano è difficile qualche volta, per il fatto che questa è una città molto dinamica e spesso non ci si riesce a stare dietro.
Io non vedo bene a causa dell’albinismo, e questo fatto rallenta molto anche la mia crescita riguardo l’adolescenza. Ho molta voglia di fare quello che fanno gli altri e guardando mio fratello di undici anni uscire da solo, mi sembra tutto più facile, ma per i miei genitori non è così.
Purtroppo, secondo molte persone io non posso farlo perché non vedo bene.
Ma perché solo questa difficoltà dovrebbe fermarmi dal fare un sacco di altre cose?
Passato quasi un anno da questa vicenda, ed essendo anche un po’ cresciuta riguardo alla mia maturità, mi rendo conto di essere andata un po’ avanti sotto questo punto di vista.
Però alcune volte, se ci penso ancora, mi domando come avrei potuto rispondergli, e come avrei potuto rispondere in alcune occasioni, ma non l’ho fatto.
Comunque, credo anche che quella verità mi sia servita a qualcosa, anche se mi ha fatto molto male, forse adesso ho capito perché quella persona mi ha detto proprio quella frase in quel modo e non in un altro, forse aveva bisogno di dirmelo già da tanto tempo, come se in due anni io non fossi cresciuta per niente.
In ogni caso, realizzo che a una frase del genere adesso reagirei in modo completamente diverso, anche perché ho raggiunto molti traguardi personali.
Da questa esperienza ho capito che bisogna sempre dire la verità, anche se brutta, l’unica cosa è che bisogna saperla dire e che ognuno ha il suo modo di farlo, e alcune volte è davvero molto diverso dal nostro.
– Angela Scagno
“Comunque, credo anche che quella verità mi sia servita a qualcosa, anche se mi ha fatto molto male, forse adesso ho capito perché quella persona mi ha detto proprio quella frase in quel modo e non in un altro, forse aveva bisogno di dirmelo già da tanto tempo, come se in due anni io non fossi cresciuta per niente. In ogni caso, realizzo che a una frase del genere adesso reagirei in modo completamente diverso, anche perché ho raggiunto molti traguardi personali.“