I perché (irrisolti) della nostra quotidianità inquieta
Perché non possiamo bagnarci due volte nello stesso fiume? (Eraclito)
Perché in métro (ma anche al ristorante, in coda in posta, al banco del bar…) siamo costretti ad ascoltare le telefonate altrui?
Perché le serie televisive non hanno mai una vera fine?
Perché chi lavora negli uffici pubblici dà subito (e sempre) del tu agli extracomunitari?
Perché al Festival di Sanremo tutti devono scendere le scale?
Perché spesso le fragilità vengono scambiate per debolezze?
Perché al cinema gli spettatori non leggono mai i titoli di coda dei film e se ne vanno prima?
Perché quando incrociamo un’auto delle forze dell’ordine ci sentiamo inquieti anche se non abbiamo fatto niente e abbiamo tutto in regola?
Perché cerchiamo l’amore sempre nelle braccia sbagliate? (Claudio Lolli)
Perché «le jeux sont fait»?